L’intelligenza artificiale (AI) sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle attività di routine, aumentando la produttività e consentendo ai dipendenti di concentrarsi su progetti più stimolanti e strategici. E questo è solo l’inizio: secondo il McKinsey Global Institute, nei prossimi cinque anni fino al 57% delle ore lavorative negli Stati Uniti potrebbe essere automatizzato con tecnologie già disponibili.
È il cosiddetto “dividendo di tempo dell’AI”, almeno in teoria. In pratica, però, trasformare quel tempo risparmiato in valore concreto si è rivelato più complesso del previsto. Uno dei motivi è che l’adozione dell’AI è estremamente disomogenea: alcune persone non utilizzano affatto questi strumenti, mentre altre riescono a risparmiare diverse ore alla settimana. Inoltre, il potenziale dell’AI non viene ancora pienamente sfruttato. Un recente sondaggio tra CEO e dirigenti senior ha evidenziato che, sebbene l’AI consenta di risparmiare in media 5,7 ore settimanali per dipendente, solo 1,7 di queste vengono effettivamente reinvestite in attività capaci di migliorare i risultati aziendali.
Utilizzare l’AI per rendere più efficienti singole attività
Utilizzare l’AI per rendere più efficienti singole attività è relativamente semplice. Tuttavia, la vera creazione di valore richiede un cambiamento più profondo: riorganizzare l’azienda attorno all’AI, ripensare i modelli operativi e le modalità di progettazione del lavoro. Non è un passaggio scontato: i tradizionali organigrammi non prevedono spazi per il “tempo risparmiato non assegnato” o per “iniziative strategiche ad hoc”.
A questo si aggiunge un elemento culturale. Molti dipendenti esitano a dichiarare di aver utilizzato l’AI per velocizzare un compito, temendo possibili ripercussioni. In un sondaggio globale del 2024 condotto su oltre 17mila lavoratori, quasi la metà degli intervistati ha affermato che si sentirebbe a disagio nel comunicarlo al proprio responsabile. Eppure, per i vertici aziendali, la questione di come scalare l’AI è ormai prioritaria. Per iniziare a generare valore dal dividendo di tempo dell’AI, è necessario agire su più fronti.
Definire una visione per il futuro
Il primo passo consiste nell’individuare dove la tecnologia può spingere al massimo l’automazione e nel collegare queste nuove possibilità ai processi che generano il maggior valore economico. Sulla base di questa mappatura, occorre stabilire priorità chiare su dove, quando e come riconfigurare l’organizzazione, valutando l’impatto atteso, la fattibilità tecnica e l’impegno richiesto in termini di gestione del cambiamento.
Il percorso può svilupparsi su due livelli. Nel primo, l’AI affianca le persone nelle attività quotidiane – ad esempio nella gestione delle email o nell’analisi dei dati – con incrementi di produttività che possono arrivare fino al 20%. Tuttavia, questo approccio si innesta su strutture e processi esistenti e, quindi, ha un impatto limitato.
Nel secondo livello, invece, l’organizzazione sfrutta pienamente il potenziale dell’AI: i flussi di lavoro lineari e sequenziali vengono ripensati e sostituiti da sistemi in cui più agenti intelligenti operano in parallelo, coordinati da persone con responsabilità più ampie. In questo scenario, le opportunità di crescita e aumento della produttività sono considerevoli. I leader devono quindi decidere dove accontentarsi dei benefici incrementali del primo livello e dove puntare a una trasformazione più radicale. È una delle più importanti sfide di riallocazione delle risorse del nostro tempo.
Chiarire il ruolo dell’AI
Fiducia e trasparenza sono condizioni essenziali per un’adozione efficace. Senza un’autorizzazione esplicita all’uso dell’AI, senza formazione adeguata e senza rassicurazioni sul fatto che l’efficienza non sarà “punita” con tagli al personale o obiettivi irrealistici, le aziende difficilmente potranno coglierne i benefici. È fondamentale definire con chiarezza gli ambiti di utilizzo, i rischi e i criteri di valutazione della qualità del lavoro. Al tempo stesso, la formazione resta un punto critico: la maggioranza dei lavoratori dichiara di aver ricevuto meno di cinque ore di formazione specifica sull’AI.
Stabilire aspettative precise
Spetta a Ceo e manager indirizzare il tempo risparmiato verso obiettivi coerenti con la strategia aziendale e individuare le persone capaci di guidare il cambiamento. Ogni organizzazione farà scelte diverse, ma è essenziale essere intenzionali e coerenti: i dipendenti devono percepire che il tempo risparmiato è valorizzato, non penalizzato. La trasparenza è decisiva per mostrare come l’efficienza si traduca in migliori risultati, nuove competenze, opportunità di carriera e, ove possibile, riconoscimenti economici.
Attribuire valore al tempo
Così come si riallocano capitale e personale, è necessario gestire attivamente anche il tempo liberato dall’AI. Non deve essere lasciato al caso, ma reinvestito in modo strutturato. Alcune aziende hanno introdotto strumenti di monitoraggio delle ore risparmiate e piattaforme interne che permettono ai dipendenti di dedicarsi a progetti trasversali. Altre promuovono giornate dedicate all’innovazione per stimolare nuove idee.
Concentrarsi sui risultati, non sulle ore
Il risparmio di tempo è un mezzo, non un fine. L’obiettivo è migliorare la qualità delle decisioni e accelerare la crescita. Gli incentivi dovrebbero quindi premiare i risultati concreti generati dall’uso dell’AI, maggiore soddisfazione dei clienti, incremento dei ricavi, riduzione dei tempi di processo. Una parte del dividendo di tempo può essere trasformata in benefici tangibili, come bonus, incarichi ad alto potenziale o una riduzione delle riunioni inutili.
Oggi, oltre a occuparsi di strategia, finanza e sviluppo del business, i leader devono diventare esperti nella gestione del tempo. Quando aspettative chiare, incentivi coerenti e strutture organizzative adeguate sono ben definiti, ogni ora risparmiata grazie a un algoritmo intelligente può essere utilizzata in modo consapevole e produttivo. Perché il tempo, più di ogni altra risorsa, non può essere sprecato.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

