Ordini cumulati a 142 mld di euro, ricavi a 126 mld euro, margini in crescita del 15,5% l’anno fino al 2030: Leonardo ha aggiornato il Piano industriale 2026-2030, e le stime del Gruppo confermano il momento d’oro della Difesa nell’epoca dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. E intanto il titolo corre a Piazza Affari.
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Il Cda di Leonardo approva i risultati
Intanto il Cda di Leonardo approva i risultati 2025 e la guidance 2026. Tra i numeri più importanti:
– Gli ordini ammontano a 23,8 miliardi di euro il +15% in più rispetto al 2024.
– I ricavi ammontano a 19,5 miliardi, l’+11% in più rispetto al 2024.
– L’Ebita è stato di 1,75 miliardi di euro, +18% rispetto al 2024.
– Il risultato netto adjusted è stato di un miliardo (+19% vs 2024). Il risultato netto ammonta a 1,3 miliardi (+15% vs 2024).
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I numeri da capogiro della sicurezza
Il budget della sicurezza globale aumenterà infatti di 400 miliardi di dollari l’anno nel 2020 ad oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno nel 2030. Solo i danni provocati dal cybercrime nel 2020 facevano 1.000 mld di dollari l’anno; nel 2030 la cifra potrebbe essere la stessa, ma ogni mese: 12.000 mld di dollari l’anno.
Per quell’anno Leonardo si occuperà di qualsiasi cosa riguardi la sicurezza globale: cybersecurity, HPC, intelligenza artificiale e dati, oltre alla Difesa.
Tra le carte più importanti c’è il Michelangelo Dome, lo ‘scudo’ presentato negli scorsi mesi dal Ceo Roberto Cingolani che mette insieme tutti quelle declinazioni della sicurezza in tutti i domini. Da solo, il Dome porterà 21 mld di opportunità di business in dieci anni.
“Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future”, sottolinea L’Ad e Dg di Leonardo.
”Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del Gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio del Gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili – prosegue Cingolani – Un’architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse”.
I numeri decollano grazie all’Areonautica e al Kuwait
I numeri degli ordini decollano grazie alla Difesa e grazie a un importante ordine nel settore Aeronautica per la fornitura di supporto logistico integrato e addestramento per la flotta di velivoli Eurofighter della Forza Aerea del Kuwait. Già negli scorsi 5 anni, si legge nell’ultimo rapporto del Sipri, le esportazioni di armi da parte dell’Italia sono aumentate del 157%, spingendolo dal decimo esportatore nel 2016-20 al sesto più grande al mondo nel 2021-25. Oltre la metà delle esportazioni italiane è andata in Medio Oriente (59%), con una quota importante proprio un Kuwait, mentre il 16% è andato in Asia e Oceania e il 13% in Europa.
Gli stessi ricavi devono molto alla crescita dell’Elettronica per la Difesa, sia per la componente europea sia per la controllata Leonardo DRS, degli Elicotteri e dell’Aeronautica, con particolare riferimento alla componente Velivoli. La crescita dei ricavi è accompagnata da un sensibile miglioramento sia della redditività operativa sia della generazione di cassa. L’Ebita è infatti pari a 1.752 milioni di euro (+18,2% rispetto al dato isoperimetro), sopra le aspettative del Gruppo, con la crescita effetto sia dei maggiori volumi sia del miglioramento della profittabilità, evidenziando un Ros che passa dal 8,4% (isoperimetro) al 9,0%.
In generale ll livello di ordini di tutto il Gruppo equivale ad un book to bill (rapporto fra gli Ordini ed i Ricavi del periodo) pari a circa 1,2. Il Portafoglio Ordini supera la soglia di 46 mld di euro, dice Leonardo, e assicura una copertura in termini di produzione pari a circa 2,4 anni.
