La mossa di UniCredit è arrivata: lancia un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank, con l’obiettivo di superare la fatidica soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia e “favorire un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder”, ha spiegato l’istituto di credito in una nota. Superare il 30%, spiega Unicredit, non equivale ad acquisire il controllo della banca tedesca.
Il gruppo guidato da Orcel detiene già una partecipazione diretta di circa il 26% in Commerzbank e un’ulteriore posizione di circa il 4% tramite total return swap, un contratto di scambio che interessa i flussi di cassa.
Il consiglio di amministrazione di UniCredit ritiene che l’ops, non avendo come obiettivo quello di acquisire il controllo dei tedeschi, “rappresenti – si legge nella nota – una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30% tramite l’offerta”.
Unicredit “potrà incrementare la propria partecipazione”
Una volta questa completata l’operazione Unicredit potrà effettuare acquisti ulteriori sul mercato senza limiti, ha spiegato il Ceo Andrea Orcel, che intanto lo scorso anno con una cifra pari a 16,4 milioni di euro ha quasi raggiunto il primato di Sergio Ermotti di Ubs in cima al gotha dei banchieri più pagati d’Europa. Lo riporta il Financial Times.
Si prevede che UniCredit raggiunga una partecipazione in Commerzbank superiore al 30%, senza tuttavia acquisirne il controllo, ha spiegato lo stesso istituto. Ciò consentirebbe a UniCredit di evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30% in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank, “nonché – si legge in una nota – di poter successivamente incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità”.
Un concetto spiegato anche da Orcel: “La nostra aspettativa non è di andare molto sopra il 30%, non vogliamo acquisire il controllo ma dialogare con Commerzbank e con gli stakeholder più in generale”, ha detto il Ceo, che ha anche illustrato il ragionamento relativo al buyback di azioni. “Ogni volta che c’è un buyback dobbiamo vendere azioni per rimanere al 30%”. Così invece “eviteremo di aggiustare costantemente la nostra partecipazione per rimanere al di sotto della soglia, in ragione del programma di buyback in corso da parte di Commerzbank, nonché potremo successivamente incrementare liberamente la nostra partecipazione sul mercato o con altre modalità”.
Unicredit-Commerzbank, le prossime tappe
L’avvio dell’ops volontaria lanciata oggi da Unicredit su Commerzbank è previsto a inizio maggio. Il rapporto di cambio dell’offerta “sarà determinato da BaFin nei prossimi giorni sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (Vwap) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit”, spiega in una nota il gruppo, che si attende che il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 euro per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026.
Si prevede che l’offerta sia formalmente avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. Nel mese di maggio, sarà convocata un’assemblea straordinaria per ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’ops. “Subordinatamente all’avveramento delle condizioni dell’offerta ovvero alla rinuncia da parte di UniCredit alle stesse”, il regolamento (settlement) dell’ops è previsto entro la prima metà del 2027, a seguito dell’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari, come sarà ulteriormente dettagliato nel documento di offerta.
Le altre partite di Unicredit
UniCredit – ricorda il gruppo – è tuttora in attesa dell’approvazione del programma di acquisto di azioni proprie 2025, per un importo pari a 4,75 miliardi di euro, da parte dell’assemblea degli azionisti prevista per il 31 marzo, oltre che della relativa autorizzazione della Bce. Il programma di acquisto di azioni proprie sarà avviato successivamente alla chiusura del periodo di adesione all’offerta e dipenderà dal livello finale di adesioni alla stessa. Non vi è alcun impatto sulla politica dei dividendi di UniCredit. Qualora, come previsto, UniCredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, “l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo”.

