Eni aggiorna il Piano industriale e deconsolida Plenitude

eni descalzi

Eni ha aggiornato il proprio Piano industriale al 2030, definendo una strategia che combina crescita nelle energie rinnovabili e consolidamento del core business oil&gas. Il gruppo ha fissato obiettivi precisi per Plenitude, la controllata dedicata alle rinnovabili, puntando a un’espansione della capacità installata e a una base clienti sempre più ampia. Contemporaneamente, l’oil&gas resta centrale nella produzione e nella generazione di cassa, con investimenti mirati e un portafoglio progetti già avviato, volto a garantire continuità e crescita fino al termine del decennio.

Eni approva la Relazione Finanziaria Annuale 2025

Il Consiglio di Amministrazione di Eni, presieduto da Giuseppe Zafarana, ha approvato ieri la Relazione Finanziaria Annuale (Rfa) 2025 ai sensi dell’art. 154-ter del Tuf, chiudendo con un utile netto consolidato di competenza degli azionisti Eni pari a 2.608 milioni di euro. Il progetto di bilancio di esercizio della capogruppo Eni SpA per il 2025 evidenzia un utile netto di 4.429 milioni di euro. La quarta tranche del dividendo 2025 sarà deliberata nella riunione del 2 aprile 2026, con pagamento il 20 maggio, stacco cedola il 18 maggio e record date il 19 maggio.

“Nel 2025 realizzate performance eccezionali. Nel settore E&P abbiamo costruito il portafoglio più forte nella storia di Eni, in gran parte per via organica e grazie a una performance esplorativa e di esecuzione dei progetti da leader del settore”. È il commento dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, durante la presentazione dell’aggiornamento del Piano industriale.

Il riassetto di Plenitude

Plenitude è destinata a diventare un pilastro della crescita di Eni. L’Ebitda previsto è di 1,3 miliardi di euro nel 2026 e superiore a 2,5 miliardi entro il 2030. A trainare questa crescita sarà l’espansione della capacità rinnovabile, che passerà dai 5,8 GW installati a fine 2025 a circa 15 GW entro il 2030, e il rafforzamento della base clienti, che supererà gli 11 milioni grazie anche all’integrazione di Acea Energia.

Il riassetto societario prevede un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro, di cui almeno 1 miliardo sottoscritto da Ares. L’operazione – sottolinea Eni – consentirà a Plenitude di rafforzare la struttura patrimoniale, sostenere la crescita organica e inorganica e perseguire un rating investment grade, mantenendo il controllo congiunto tra Eni e Ares.

Oil&gas: produzione in crescita e riserve solide

L’oil&gas resta centrale nella strategia di Eni. Dal 2014 il gruppo ha scoperto oltre 11 miliardi di barili equivalenti, con circa 900 milioni nel solo 2025, mentre l’avvio del 2026 è definito “estremamente positivo” dal management, con prospettive promettenti per i prossimi anni. La produzione reported è prevista in crescita del 3-4% annuo fino al 2030, sostenuta da progetti già avviati e nuove decisioni di investimento.

Il tasso di rimpiazzo delle riserve di idrocarburi sarà in media superiore al 140% per il resto del decennio. L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha dichiarato che Eni ha costruito il portafoglio E&P più forte della sua storia, con performance esplorative e di esecuzione dei progetti ai livelli dei leader del settore.

Gli investimenti pianificati per il 2026 da Eni

Nel 2026 gli investimenti sono previsti a 7 miliardi di euro, in calo del 18% rispetto al 2025. Nell’arco del piano, la spesa annua scenderà sotto i 6 miliardi, con un livello netto di circa 5 miliardi considerando le operazioni di portafoglio e il deconsolidamento di alcune attività.

La riduzione degli investimenti – sostiene la società – è il risultato di una strategia di maggiore efficienza, con una focalizzazione su progetti a più alto rendimento e una gestione disciplinata del capitale.

Flussi di cassa e indebitamento di Eni

Eni prevede un cash flow operativo di circa 17 miliardi di euro nel 2030, con una crescita media annua per azione (CAGR) del 14%. Il free cash flow complessivo dovrebbe raggiungere circa il 70% dell’attuale capitalizzazione di mercato. Il livello di indebitamento finanziario sarà contenuto, con un gearing compreso tra il 10% e il 15%, tra i minimi storici del Gruppo.

Dividendi e programmi di buyback

Per il 2026 è previsto un dividendo di 1,10 euro per azione, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, accompagnato da un programma di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di euro. Il range di distribuzione del cash flow operativo è stato portato al 35-45%.

Eni ha introdotto anche un meccanismo di remunerazione straordinaria: se il prezzo del petrolio supera i 90 dollari al barile, oppure se i prezzi del gas o i margini di raffinazione aumentano del 50% rispetto allo scenario di budget, l’intero extra cash flow sarà destinato a un dividendo straordinario, da distribuire nell’ultimo trimestre dell’anno.

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Poste Italiane Dic 25

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