Iren: costruire infrastrutture invisibili

Francesco Castellone (Iren)

Nella foto Francesco Castellone, a capo della comunicazione di Iren

 

Iren, in questi anni ha portato avanti una comunicazione volta a rendere trasparente ciò che normalmente resta sullo sfondo per rispondere a una crescente sensibilità ambientale.

Rendere visibile ciò che per definizione resta sullo sfondo – reti idriche, impianti energetici, ciclo dei rifiuti – è questa la sfida quotidiana della comunicazione in una grande multiutility come Iren. In un contesto segnato da crescente sensibilità ambientale e da una reputazione che può essere messa alla prova in pochi minuti, la comunicazione diventa ponte tra impresa e comunità, tra investimenti e territori, tra innovazione e fiducia. Ne parliamo con Francesco Castellone, che guida la comunicazione e le relazioni esterne del Gruppo.

Quali strategie comunicative permettono oggi di valorizzare al meglio un settore complesso come il vostro?

Il nostro lavoro quotidiano consiste nell’accettare la sfida di rendere accessibili temi tecnici, infrastrutturali e industriali senza rinunciare alla profondità. Le nostre attività impattano nella vita quotidiana delle persone – dal ciclo dei rifiuti alla produzione dell’energia, fino ai depuratori e agli acquedotti – ma per loro natura spesso rimangono sullo sfondo.

La nostra priorità, quindi, è portarle al centro dell’attenzione pubblica, costruendo un racconto capace di unire visione e impatto tangibile sui territori. Per farlo servono chiarezza, coerenza narrativa e responsabilità. Ogni messaggio deve riflettere l’impegno del Gruppo nella transizione ecologica, nell’innovazione e nella qualità del servizio. La comunicazione non è un elemento accessorio, ma una leva strategica che accompagna e valorizza il piano industriale.

Un elemento fondamentale della nostra strategia è la capacità di creare un ecosistema comunicativo integrato. Iren opera in comunità e territori, con cui dialoga ogni giorno: per questo la comunicazione deve essere un ponte stabile e bidirezionale, capace di raccontare opere, investimenti e benefici con trasparenza, ma anche di ascoltare esigenze, sensibilità e aspettative.

A questo si aggiunge un ruolo crescente delle analisi di contesto, che consentono di calibrare contenuti più efficaci e di intercettare in anticipo eventuali criticità. Infine, una comunicazione davvero completa non può prescindere dal coinvolgimento delle nostre 11.300 persone. Sono loro, ogni giorno, a incarnare con il proprio lavoro la cultura aziendale e a consolidare la fiducia di cittadini, clienti e stakeholder. La reputazione si costruisce anche – e soprattutto – dall’interno.

In un contesto iper-connesso e ad alta complessità, come si protegge – e soprattutto come si racconta in modo credibile – la reputazione di un’azienda?

La reputazione è un capitale prezioso e intangibile che si costruisce nel tempo, ma che può essere messo alla prova in pochi minuti. Per questo oggi la sua tutela richiede un equilibrio tra visione strategica di lungo periodo e capacità di intervento rapido e competente. Il primo presidio è la coerenza, perché nessuna narrazione è credibile se non riflette i valori, le scelte e i comportamenti dell’azienda. In un contesto digitale che amplifica ogni segnale, il monitoraggio costante è un altro elemento cruciale. Strumenti specifici, team formati alla gestione della crisi, processi interni collaudati permettono di affrontare situazioni complesse con lucidità, prontezza e rigore.

L’esperienza nella comunicazione di crisi insegna che trasparenza, precisione e capacità di assumersi responsabilità sono determinanti per preservare la fiducia. Raccontare in modo credibile significa anche dare visibilità alla dimensione sociale dell’azienda: il dialogo continuo con i territori, il supporto a iniziative culturali ed educative, la cura delle relazioni ad ogni livello e la collaborazione con le comunità sono tasselli essenziali per costruire fiducia duratura. Allo stesso tempo, è fondamentale valorizzare con dati, risultati e testimonianze concrete l’impegno nell’innovazione, nella sostenibilità e nella crescita responsabile.

In sintesi, la reputazione si protegge con comportamenti solidi e coerenti, e si racconta con autenticità e attenzione quotidiana alla qualità delle relazioni.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 2, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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