A Pasqua boom di presenze a Roma e con l’aereo si va a Catania

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Né Roma né Napoli né Milano. È Catania la città preferita dagli italiani che non vogliono lasciare il proprio Paese per trascorrere le festività pasquali. Almeno secondo l’agenzia di viaggi online eDreams, che ha stilato la classifica delle destinazioni aeree, anche estere, più prenotate in vista della Pasqua. In questa speciale graduatoria, la città siciliana è terza dopo Barcellona e Parigi, rispettivamente prima e seconda, e precede tra le località nazionali Napoli, ottava. Non mancano le sorprese: l’albanese Tirana è la quinta scelta dietro l’immancabile Amsterdam (quarta) e davanti a grandi classiche come Londra (sesta), Madrid (settima), Praga (nona) e Budapest (decimo posto).

eDreams ha messo in fila anche le città italiane più prenotate dai turisti stranieri, che questa Pasqua hanno preparato i bagagli per, nell’ordine, Roma, Milano, Venezia, anche loro Napoli, Firenze. Tra le “piccole” qui spicca l’ottimo decimo posto della sarda Olbia, preceduta dalla sesta piazza in giù da Palermo, nuovamente Catania, Bologna e Bari. Tutti, italiani e non, puntano su un soggiorno di tre-quattro giorni, valorizzando il weekend allungato dalla Pasquetta e assecondando una tendenza alla prudenza determinata dal temuto aumento dei prezzi e dalla guerra. Spettri che, secondo i dati dell’Ente bilaterale del turismo del Lazio, non frenano comunque i flussi turistici proprio verso Roma, con stime di 491.760 arrivi, in aumento del 2,01% rispetto al 2025, già anno record per la Capitale.

Tra i nove e dieci milioni in viaggio

Più in generale saranno tra i nove (secondo Confturismo) e i 10,6 (per Federalberghi) milioni gli italiani in viaggio, e quasi tutti decisi a trascorrere i giorni di festa entro i confini nazionali. In particolare, l’indagine di Tecnè per Federalberghi, realizzata intervistando tra il 18 e il 24 marzo un campione rappresentativo di 4001 italiani maggiorenni, dice che i viaggiatori sceglieranno soprattutto la propria auto per spostarsi, preferibilmente verso la casa di amici e parenti (33,5%) oppure alberghi e villaggi turistici (17,8%) prenotati con un mesetto di anticipo per evitare imprevisti. In calo rispetto al recente passato gli agriturismo, scelti soltanto dal 5,9% dei vacanzieri pasquali. Come meta invece vince il mare (33%) mentre le località d’arte (21,2%) confermano una tendenza emergente che permette loro di scalzare dal secondo posto la montagna (20%). Completano il quadro i laghi (4,2% delle preferenze) e le terme (3,3%). Il tutto, conclude Federalberghi, per un giro d’affari complessivo di 5,5 miliardi di euro e una spesa media pro-capite di 523 euro.

A Pasqua si spende meno

Le preferenze degli italiani come detto sono tendenzialmente confermate anche dai dati dell’Osservatorio Confturismo Confcommercio e Swg. Chi partirà per Pasqua resterà in Italia per l’84%, sceglierà l’Europa per il 9% e si spingerà più lontano soltanto per il 7%, sfidando soprattutto la tensione internazionale figlia delle guerre, in Ucraina e soprattutto in Iran con il coinvolgimento diffuso dell’area del Medio Oriente. Conflitti (e inflazione) che condizionano il budget previsto, sotto i 400 euro a testa per Confturismo, e naturalmente anche le entrate degli operatori di settore. Nel weekend a cavallo tra febbraio e marzo, ad esempio, secondo la stima fatta per Assoviaggi Confesercenti dal Centro Studi Turistici di Firenze, il conflitto in Iran ha causato la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, portando nei trenta giorni del mese di marzo una perdita stimata di 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi e mancati introiti per 6,4 milioni di euro.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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