Come cambia la comunicazione nel settore farmaceutico tra innovazione scientifica, ascolto dei pazienti e costruzione della reputazione in un ecosistema sempre più complesso.
In un settore come quello farmaceutico, dove innovazione scientifica, responsabilità sociale e aspettative dei pazienti si intrecciano costantemente, la comunicazione assume un ruolo strategico. Raccontare la ricerca, spiegare l’impatto delle terapie e costruire un rapporto di fiducia con la società richiede oggi un equilibrio delicato tra rigore scientifico, trasparenza e capacità narrativa. In questa intervista, Luca Gentile, Head of External Affairs di Takeda Italia, riflette sulle sfide della comunicazione nel mondo della salute: dal valore dell’ascolto e del dialogo con gli stakeholder alla costruzione di una reputazione credibile in un contesto iperconnesso, dove coerenza, responsabilità e qualità delle relazioni diventano elementi decisivi per generare fiducia nel tempo.
Quali strategie comunicative permettono oggi di valorizzare al meglio un settore complesso come il vostro?
Raccontare il farmaceutico oggi significa, prima di tutto, raccontare ciò che spesso non si vede: il tempo della ricerca, la complessità delle scelte, il valore dell’ascolto, la responsabilità che accompagna ogni passo dell’innovazione. È un settore che parla di scienza, certo, ma anche di persone, attese, fragilità, possibilità. La comunicazione più efficace, quindi, è quella che riesce a tenere insieme competenza e umanità, attraverso l’ascolto dei bisogni dei pazienti e il dialogo costante con istituzioni, comunità scientifica e società civile.
Per un’azienda come Takeda, questo significa partire dal presupposto che l’innovazione ha valore solo se riesce a tradursi in un impatto concreto sulla vita delle persone. Ecco perché la comunicazione deve fondarsi su contenuti autorevoli, linguaggio accessibile e responsabilità, con una voce capace di parlare a pubblici diversi – pazienti, caregiver, medici, media, istituzioni, cittadini – con registri differenti, ma con la stessa coerenza di fondo. È una comunicazione, quindi, che non si limita a trasferire informazioni, ma prova a costruire comprensione, vicinanza e consapevolezza.
Mai come oggi, vince una comunicazione capace di creare relazione e fiducia, che unisce dati e storie, visione globale e presenza locale, competenza e ascolto. In Takeda, questo significa raccontare la scienza, ma anche il senso del nostro impegno nelle aree terapeutiche in cui operiamo, il valore delle partnership, l’attenzione alla sostenibilità e alle nostre persone, il contributo che vogliamo portare al sistema salute. In un settore complesso come il nostro, valore e credibilità nascono dalla capacità di essere chiari, coerenti e utili, senza perdere rigore scientifico e senso di responsabilità.
In un contesto iper-connesso e ad alta complessità, come si protegge – e soprattutto come si racconta in modo credibile – la reputazione di un’azienda?
La reputazione oggi non si difende solo nei momenti critici, ma si costruisce ogni giorno, attraverso coerenza, trasparenza e qualità delle relazioni. In un ecosistema in cui ogni messaggio può essere amplificato, contestato o decontestualizzato in pochi minuti, proteggerla significa partire dalla solidità dei comportamenti.
La credibilità, infatti, dipende sempre meno da ciò che un’azienda dichiara e sempre di più da ciò che dimostra. La comunicazione, da sola, non basta e per essere credibili bisogna assumersi la responsabilità delle proprie scelte, mantenere nel tempo un allineamento tra intenti, decisioni e azioni. Raccontare la reputazione, allora, non significa costruire una narrazione perfetta, ma restituire con onestà un’identità fondata su valori, scelte e responsabilità.
Significa anche saper ascoltare, dialogare con tutti gli stakeholder e mantenere continuità tra intento e comportamento. Per noi di Takeda, vuol dire mostrare con chiarezza un modo di fare impresa orientato al paziente, guidato dalla scienza e sostenuto da un senso etico radicato. Vuol dire parlare con trasparenza, ascoltare con attenzione, agire con serietà perché, oggi, le aziende più forti non sono quelle che parlano di più, ma quelle che si fanno riconoscere per la qualità, l’integrità e la continuità di ciò che fanno e di come lo raccontano. È in questa coerenza, nel tempo, che si costruisce una fiducia autentica e duratura.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)
