Per alcune persone ci vogliono ore per preparare un curriculum e una lettera di presentazione, elencando esperienze passate e risultati su un foglio, dettagli che il selezionatore probabilmente chiederà comunque di spiegare di persona. Questo processo ridondante e dispendioso in termini di tempo ha spinto molti ad abbandonare i tradizionali materiali di candidatura, e Elon Musk è in prima linea in questo cambiamento.
Il Ceo di Tesla e SpaceX ora chiede a chiunque voglia entrare nel suo team di progettazione dei chip AI5 di rinunciare al classico curriculum e alla lettera di presentazione, preferendo invece tre brevi punti elenco.
Musk è alla ricerca di candidati
In un post su X di gennaio, Musk ha dichiarato di essere alla ricerca di candidati per unirsi a Tesla, mentre l’azienda riprende i lavori sul progetto del supercomputer per l’IA Dojo3. Per essere presi in considerazione, gli aspiranti devono semplicemente inviare “3 punti elenco sui problemi tecnici più difficili che avete risolto”, ha scritto Musk nel post.
Questa scelta è in linea con lo stile del CEO, che durante il suo periodo alla guida del Dipartimento per l’Efficienza del Governo aveva emanato una direttiva chiedendo ai dipendenti pubblici di inviare via email cinque punti elenco con i risultati più recenti, nel mezzo di una campagna di licenziamenti di massa che ha portato all’interruzione del rapporto di lavoro per oltre 250.000 dipendenti federali. “La mancata risposta sarà considerata come una dimissione”, aveva scritto Musk in un post su X lo scorso febbraio. Musk ha poi adottato la stessa tattica anche su X (ex Twitter) quando ne è diventato CEO.
Meglio il confronto diretto
Musk tende inoltre a privilegiare il confronto diretto rispetto alle credenziali. In un’intervista di febbraio con il cofondatore di Stripe John Collison e il podcaster tecnologico Dwarkesh Patel, durante un episodio congiunto dei loro podcast, il CEO ha affermato: “Il curriculum può sembrare molto impressionante, ma se dopo 20 minuti di conversazione non si pensa ‘Wow’, bisogna fidarsi della conversazione, non del foglio.”
Sebbene per la maggior parte delle posizioni in Tesla negli Stati Uniti sia ancora richiesto un curriculum – con alcuni ruoli che richiedono persino una dichiarazione di “prove di eccellenza” – la richiesta non convenzionale di Musk segue una tendenza in crescita verso l’assunzione basata sulle competenze.
Secondo il rapporto “The State of Skills-Based Hiring 2023” della piattaforma TestGorilla, quasi tre quarti delle aziende utilizzano valutazioni basate sulle competenze nel processo di selezione. L’indagine, condotta su 3.000 dipendenti e datori di lavoro in tutto il mondo, ha mostrato un forte aumento rispetto al 56% dell’anno precedente.
L’AI sta rendendo ogni curriculum identico
L’IA ha ulteriormente accelerato questa tendenza. Secondo gli esperti di selezione, ha avuto un effetto “democratizzante” sul processo di candidatura: tutti i curriculum e le lettere di presentazione tendono ad assomigliarsi, creando un vero incubo per i recruiter, costretti a concentrarsi su altri aspetti del processo per distinguere i candidati.
“L’IA sta uccidendo il curriculum, e il curriculum era già problematico da tempo, ma l’IA peggiora ulteriormente la situazione”, ha dichiarato a Fortune l’esperto di recruiting Dr. John Sullivan, soprannominato da Fast Company il “Michael Jordan delle assunzioni”. “Quando ogni curriculum è perfetto, senza errori di ortografia o difetti di alcun tipo, immaginate quanti bisogna analizzarne per decidere chi convocare a colloquio.” Sullivan ha spiegato che l’IA consente ai candidati di perfezionare i propri curriculum, aggiungendo parole chiave per superare i sistemi ATS e correggendo errori di ortografia e grammatica che altrimenti potrebbero portarli all’esclusione.
Secondo Sullivan, il curriculum è ormai obsoleto da tempo, soprattutto quando si tratta di individuare i talenti migliori. “Non c’è alcuna correlazione tra un ottimo curriculum e la capacità di svolgere bene il lavoro”, ha affermato. In base alla sua esperienza nel recruiting, anche presso aziende come Agilent Technologies e HP, spesso i dipendenti migliori erano proprio quelli con i curriculum peggiori.
“I professionisti di alto livello sono spesso così impegnati in attività complesse e di grande responsabilità che non hanno né il tempo né la necessità di cercare lavoro o aggiornare i propri materiali di candidatura”, ha concluso Sullivan.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
