319.400 visitatori, in aumento del 5,5% rispetto allo scorso anno. Un indotto di oltre 255 milioni di euro (+14,7% in confronto al 2025) con 104,4 milioni spesi per l’alloggio, 76,9 milioni per la ristorazione, 59,9 milioni per lo shopping e 14,1 milioni per i biglietti d’ingresso ai padiglioni e agli eventi. Una spesa turistica pro-capite, infine, di 215,7 euro, pure questa in aumento rispetto alla scorsa edizione (dell’8,6%). I dati del Centro Studi Confcommercio certificano anche quest’anno il successo del Salone del Mobile di Milano, che ha aperto i battenti martedì 21 aprile e animerà la città fino al 26 del mese, tra esposizioni, eventi, incontri e nuove tendenze. Visitatori che provengono per il 62,4% dall’estero, nonostante le forti tensioni internazionali che minacciavano un calo nell’afflusso in particolare dalla zona medio-orientale. E che confermano il ruolo del Salone di “Ambasciatore del design italiano nel mondo” certificato da quest’anno dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la sua capacità di valorizzare le eccellenze italiane e “leggere l’evoluzione dell’abitare e le trasformazioni che attraversano industria, mercati e stili di vita contemporanei”. Testimone di un’Italia, spiega ancora la motivazione, “che coniuga creatività, qualità, innovazione e capacità industriale”.
Ambasciatore dell’Italia nel mondo
Cuore della Design Week (orari 9.30-18.30 per gli operatori, apertura al pubblico sabato 25 e domenica 26), giunta alla sua 64esima edizione, è la Fiera di Rho, con 16 padiglioni che ospitano oltre 1900 espositori provenienti da 32 differenti Paesi. Ma, come ogni anno, la manifestazione coinvolge l’intera città, con eventi, incontri ed esposizioni a tema. Attesi in particolare la Biennale EuroCucina (106 brand), il Salone Internazionale del Bagno (200 espositori) e il “Made in Mic”, che segna la prima partecipazione del ministero della Cultura: due percorsi per, rispettivamente, raccontare come l’arte è entrata, tra il 1900 e il 1945, negli interni e ne ha trasformato il linguaggio e mostrare i progetti sviluppati dal ministero in collaborazione con musei, designer, università e imprese. Spiccano, inoltre, Salone Raritas incentrato sugli oggetti unici da collezione e Salone Contract, dedicato ai progetti per le filiere hospitality, nautica, spazi pubblici e real estate. Tra le installazioni, invece, grande curiosità attorno ad Aurea, an architectual fiction dello studio parigino Maison Numéro 20. Un hotel immaginario che prende forma come una sequenza di spazi narrativi e che s’avvale delle creazioni sartoriali della collezione Venetian Jungle dell’Atelier Antonia Sautter. Parola d’ordine è “sostenibilità”, perché il lusso, come d’altronde in ogni creazione della stilista veneziana, non sia ostentazione ma visione consapevole, oltre che ricerca del bello.
Identità e futuro
Quello che però piace di più e porta il Salone del Mobile a confrontarsi con uno dei temi di più stretta attualità italiana è il motivo portante della 27esima edizione del Salone Satellite, dedicato ai designer under 35 e forte, quest’anno, di 700 progettisti provenienti da 22 tra scuole e università in giro per il mondo. Il tema scelto è infatti quello del confronto tra tradizione e futuro, “Maestria artigiana + innovazione”, analizzando l’artigianato non più come retaggio malinconico di quello che oggi non c’è più ma come linguaggio del futuro da riscoprire, ponte tra eredità manuale e visione tecnologica. I progetti selezionati (i più meritevoli saranno premiati), spiega www.salonemilano.it, “delineano una nuova geografia di valori, che unisce economia circolare, autonomia creativa, identità culturale e affettività degli oggetti. Il ‘fatto a mano’ diventa una pratica consapevole che reintroduce materiali naturali, tecniche locali, scarti rigenerati, produzioni lente. Ossia cura, dedizione, emozione: qualità immateriali, oggi, sempre più necessarie per ritessere i legami tra oggetto e persona”.
