Roma si prepara a riaccendere uno dei suoi luoghi simbolo: il Cinema Fiamma di via Bissolati. L’avvio dei lavori di ristrutturazione della storica multisala, chiusa dal 2017, è previsto per agosto 2026 grazie a un progetto di rigenerazione e rifunzionalizzazione nato dalla collaborazione tra Gianluca Giannelli e Fabia Bettini dell’Associazione Culturale PlaytownRoma, da oltre vent’anni impegnati nella promozione del cinema e dell’audiovisivo con Alice nella città, il Gruppo Caroli che ha acquisito l’immobile e ha affidato loro la gestione e direzione artistica, e lo studio di architettura Alvisi Kirimoto.
Gli spazi della storica sala cinematografica e dell’ex discoteca Opengate torneranno a essere un unico sistematico spazio con la nascita di un nuovo hub culturale di 2.850 mq.
Un progetto di rigenerazione che non è soltanto un intervento di restauro, ma la messa in atto di una visione civica che intreccia memoria, trasformazione e responsabilità pubblica. Una scelta controcorrente: preservare e rinnovare la funzione originaria del luogo, mantenendo viva la sua vocazione iconica, ma restituendolo alla città come spazio attivo, aperto e generativo.
Il Fiamma è una sala che appartiene alla storia del Paese: ospitò le anteprime dei capolavori del maestro Federico Fellini, La dolce vita il 4 febbraio del 1960 e 8½ il 13 febbraio del 1963 e la prima edizione dei David di Donatello nel 1956. Dopo anni di inattività, torna oggi come “scatola delle meraviglie”, un luogo in cui il cinema diventa esperienza, capace di generare domande, alimentare curiosità e costruire un rapporto profondo con il pubblico.
Il progetto nasce come gesto di ricucitura urbana, tra il Cinema Fiamma e l’ex complesso Opengate, finalmente ricondotti a un organismo unitario; architettonica, tra memoria e contemporaneità; generazionale, tra il pubblico storico e nuove comunità di spettatori.
Gianluca Giannelli e Fabia Bettini gestori e direttori artistici del nuovo Cinema Fiamma: “Al centro del progetto ci sono i ragazzi che da anni sono la nostra energia ed il nostro lavoro. Al Fiamma torneranno gli istituti scolastici e le scuole di cinema. Sarà un polo culturale da abitare, uno spazio da vivere, aperto e plurale. Un luogo di visioni, formazione, incontro, studio e di scoperta di nuovi talenti, delle nuove forme di espressione cinematografica e valorizzazione del patrimonio presente e passato”.
Memoria e progetto per un nuovo hub culturale
Lo studio Alvisi Kirimoto firma il progetto di riqualificazione del Cinema Fiamma che, tra restauro filologico e introduzione di funzioni dedicate alle nuove generazioni, si confronta con l’eredità di Marcello Piacentini, il quale negli anni ’50 aveva immaginato il complesso come un sistema integrato di cinema e spazi di socialità. Oggi quella visione viene riattivata attraverso un’architettura permeabile e flessibile, capace di instaurare un dialogo tra memoria e contemporaneità e di connettere livelli e pubblici diversi.
Accanto al recupero filologico condotto in dialogo con la Soprintendenza, il progetto ridefinisce l’esperienza degli spazi.
L’ATRIO – Il piano terra si apre alla città con un foyer ampliato, una nuova hall, un’area bar e una libreria del cinema, configurandosi come soglia attiva tra spazio urbano e dimensione culturale.
LE SALE – La sala storica al piano terra (165 posti) viene preservata e aggiornata negli impianti, nell’acustica e nelle tecnologie di proiezione. Al primo piano, una seconda sala da 70 posti reinterpreta la galleria originaria e integra anche un proiettore 35mm per la visione in pellicola.
I LIVELLI SUPERIORI – Ospiteranno spazi dedicati alla formazione, alla didattica e alle professioni del cinema per un totale di 77 posti.
PIANI INTERRATI – È qui che prende forma il cuore innovativo del progetto: il Teatro Ristorante (ex sala Fiammetta), ambiente immersivo e flessibile per eventi e performance dal vivo. Attorno si sviluppano la Biblioteca del Cinema (40 postazioni e 3 cubicles audio-video), una sala cinema da 15 posti, tre spazi per editing e post-produzione, oltre a ristorante-club e aree espositive che intrecciano programmazione e convivialità.
Una comunità in costruzione
Con una superficie complessiva di circa 2850 mq, il nuovo Cinema Fiamma si configura come un laboratorio aperto dedicato a una nuova generazione di spettatori: studenti, scuole di cinema, giovani autori, festival e realtà indipendenti. Un luogo di visione, formazione e incontro, capace di attivare diverse forme di partecipazione.
“Il Fiamma farà il suo ingresso per intero, con tutta la sua storia ma con l’idea di incontrare una nuova generazione di spettatori, che ha sensibilità e necessità diverse rispetto al tempo in cui questi spazi sono stati pensati. C’è un’etica diversa, più radicale, soprattutto nel pubblico più giovane a cui prestare ascolto – prosegue Gianluca Giannelli –. Un approccio che trova solide basi nell’esperienza maturata in oltre venticinque anni di Alice nella Città, che contribuirà a orientare e dare impulso a questa visione”.
La multiprogrammazione si distinguerà per una forte identità d’essai, con attenzione al cinema contemporaneo d’autore e alle nuove uscite, senza trascurare il patrimonio storico. Ampio spazio sarà dedicato a cortometraggi e produzioni indipendenti, soprattutto europee, con uno sguardo alle opere in lingua originale e alle cinematografie asiatiche. Il palinsesto includerà rassegne, retrospettive, anteprime e incontri con autori, favorendo un dialogo diretto con il pubblico. Un’offerta trasversale per generi e geografie, orientata alla ricerca e alle nuove forme di espressione.
“L’obiettivo – aggiunge Fabia Bettini – è costruire un’offerta accessibile ma altamente curata, capace di coniugare ricerca, qualità e apertura a nuovi linguaggi, mantenendo una forte vocazione alla scoperta e alla formazione del pubblico”.
Una nuova geografia culturale
Il progetto si inserisce in una visione urbana più ampia, che dialoga con gli interenti in corso tra Piazza dei Cinquecento, Piazza della Repubblica e i Giardini di Dogali, e contribuendo alla costruzione di un asse culturale che dalla Stazione Termini si estende fino a Villa Borghese. In questo scenario, il Fiamma si configura come nodo attivo capace di mettere in relazione flussi, spazi e funzioni.
La collaborazione tra pubblico e privato definisce un modello che supera il singolo intervento e trasforma lo spazio in un bene collettivo, in un esempio di rigenerazione urbana consapevole capace di generare valore culturale, sociale ed economico.
Floriano Caroli, Gruppo Caroli: “Riunire gli spazi del Cinema Fiamma e dell’ex Open Gate e decidere di trasformarli in un hub culturale dedicato alle nuove generazioni, rappresenta per il nostro Gruppo un investimento importante e strategico. Crediamo all’alleanza tra impresa e città e nella rigenerazione urbana come motore per l’attivazione di valore: un impegno concreto che contribuirà all’inclusione sociale e allo sviluppo economico del distretto Ludovisi e della città”.
Non un cinema, ma un sistema.
Riaccendere il Cinema Fiamma significa restituire luce non solo a una sala, ma a un intero paesaggio urbano e culturale: un luogo che torna a vivere come spazio condiviso, capace di generare connessioni, visioni e comunità. Un possibile motore di un Distretto del Cinema nel quartiere Ludovisi, fondato sulla collaborazione tra le sale indipendenti del territorio e sulla pluralità dei linguaggi e dei pubblici.
