Si alza il livello di attenzione in Italia sul focolaio di hantavirus collegato alla nave da crociera MV Hondius. Un 25enne residente in Calabria, attualmente in quarantena dopo essere stato sul volo Klm dove era salita una passeggera olandese poi morta per l’infezione, avrebbe sviluppato sintomi compatibili con l’hantavirus. Non presenterebbe sintomi invece il marittimo di Torre del Greco posto in quarantena fiduciaria per decisione del sindaco della città vesuviana, Luigi Mennella, e dell’Asl di competenza. Lo rende noto l’Asl Napoli 3 Sud attraverso il direttore del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, Carmine Carbone.
Per questo motivo i suoi campioni biologici sono stati inviati all’Inmi Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti diagnostici. A confermarlo è stato lo stesso istituto romano, che dovrà verificare se si tratti effettivamente di un caso positivo al virus Andes, il ceppo sudamericano coinvolto nel focolaio della MV Hondius.
La procedura rientra nelle indicazioni contenute nella circolare inviata ieri sera dal ministero della Salute alle Regioni. Il documento prevede che, anche in assenza di un collegamento epidemiologico diretto con la nave o con casi confermati, possano essere eseguiti test specifici sui pazienti che presentano sintomi compatibili con l’infezione e risultati negativi agli accertamenti microbiologici ordinari.
L’obiettivo, spiega la circolare, è favorire “l’identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari” e attivare rapidamente le misure di sanità pubblica necessarie.
I casi collegati alla MV Hondius
Sono 11 i casi segnalati finora nel focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius, attraccata nei giorni scorsi a Tenerife dopo l’emergenza sanitaria scoppiata durante la traversata. Di questi, 9 sono stati confermati come infezioni da virus Andes, il ceppo sudamericano dell’hantavirus considerato il più pericoloso per la possibilità, seppur rara, di trasmissione tra esseri umani.
A fare il punto è stato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, intervenuto insieme al premier spagnolo Pedro Sanchez. “Finora sono stati segnalati 11 casi, inclusi 3 decessi. Tutti riguardano passeggeri o membri dell’equipaggio della nave”, ha spiegato Tedros, sottolineando che il rischio per la salute globale “resta basso”.
Secondo l’Oms, inoltre, la situazione sarebbe stabile: “Questi numeri sono rimasti pressoché invariati nell’ultima settimana e non si sono registrati decessi dal 2 maggio”, data in cui l’organizzazione è stata informata ufficialmente del focolaio.
Negativo il test del passeggero in isolamento in Veneto
Nel frattempo arrivano segnali incoraggianti anche dall’Italia. È risultato negativo il test effettuato sul passeggero attualmente in isolamento fiduciario in Veneto dopo il contatto indiretto con una turista olandese poi morta in Sudafrica a causa dell’hantavirus.
A confermarlo è stata Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute. “Il fatto che il paziente veneto sia negativo non significa che non potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico e ha un test oggi negativo”, ha spiegato intervenendo a Rai Radio 1.
Restano sotto sorveglianza attiva anche gli altri passeggeri italiani monitorati dalle autorità sanitarie dopo essere stati sullo stesso volo della donna deceduta. Tutti risultano asintomatici.
La circolare del ministero della Salute
Nella serata di ieri il ministero della Salute ha inviato una circolare alle Regioni per aggiornare le strutture sanitarie italiane sulla situazione internazionale e definire le misure di monitoraggio da adottare.
Campitiello ha precisato che non è stata disposta alcuna quarantena obbligatoria. “L’isolamento fiduciario è semplicemente un consiglio che gli operatori sanitari danno ai passeggeri asintomatici per evitare eventuali diffusioni del virus”, ha spiegato.
Il ministero continua comunque a mantenere alta l’attenzione. “I virus non hanno un passaporto”, ha detto Campitiello, invitando però a evitare allarmismi. “L’Italia ha scelto il principio di massima cautela anche se non ci troviamo di fronte a contatti considerati ad alto rischio”.
Quanto è contagioso l’hantavirus
Uno dei temi più discussi resta quello della possibile trasmissione interumana del virus Andes, una caratteristica rara tra gli hantavirus.
Secondo quanto spiegato dal ministero della Salute, la contagiosità del virus sarebbe molto bassa e limitata soprattutto ai soggetti sintomatici. “Nella maggior parte dei casi il virus si trasmette attraverso urine, saliva o escreti di roditori infetti, non tra esseri umani”, ha chiarito Campitiello.
I rari casi di trasmissione interumana documentati in letteratura riguarderebbero infatti contatti stretti e prolungati in ambienti chiusi con persone già sintomatiche.
Nel frattempo la MV Hondius ha lasciato Tenerife e sta navigando verso Rotterdam, dove verrà sottoposta a sanificazione dopo l’evacuazione dei passeggeri.

