Assistere ad una puntata di “La Pennicanza” dal vivo è un’esperienza da vivere, per noi da raccontare. La presenza del pubblico è il primo asset vincente, termometro e calore ogni giorno del varietà di Via Asiago 10 celebrato dal mattatore per eccellenza delle scene e del microfono, Rosario Fiorello. Una trentina di persone, forse anche di più, alle 13.45 dal lunedì al venerdì (più lo spin-off della mattina) sono stipate in un semicerchio quasi ad abbracciare i conduttori Fiorello e Biggio, per enfatizzare ancora di più il clima familiare e pieno di vibrazioni della trasmissione. Tutto si svolge velocissimo: ci si siede, un paio di linee guida e, pochi minuti dopo, arrivano, saluti di rito e parte la sigla.
A quel punto lo show ha inizio e il vortice nel quale si viene catapultati è simile alla sensazione che si aveva da piccoli quando si decideva di alzarsi in piedi per fare i coraggiosi sulla giostra del tagadà al parcogiochi.
Rosario Fiorello l’ha fatto di nuovo, è tornato a giocare in maniera assolutamente trasversale, cosa che riesce solo a lui, con tutti i mezzi di comunicazione a disposizione, partendo dalla radio, passando per la tv, arrivando ai social. La sua “Pennicanza” su Rai Radio2, sono 45 minuti di meravigliosa improvvisazione, satira e rottura continua degli schemi, con una comicità mai fuori luogo che mescola nonsense e osservazione del quotidiano, con una finestra sempre aperta ai nuovi talenti e ai giovani. Scritto da Rosario Fiorello con Francesco Bozzi, Pigi Montebelli, Federico Taddia, Fabrizio Biggio, Enrico Nocera, Edoardo Scognamiglio (regia audio di Marco Lolli, regia video Piergiorgio Camilli; a cura di Roberto Buttinelli ed Elena Maria Russo; il Maestro Enrico Cremonesi e il rapper Danti curano la produzione musicale), il programma sta raccogliendo una media di circa 200 mila ascoltatori giornaliera con uno share del 5%. Numeri parziali, ai quali vanno aggiunti “il total audience” (dato ad esempio dagli stream su Rai Play) e, soprattutto, le centinaia di migliaia di visualizzazioni ad ogni clip fatta girare sui social e rilanciata dalla pagina Instagram di Fiorello, un canale a sé con 2,6 milioni di follower.
Il titolo del programma richiama ovviamente l’orario tipico della “pennicchella” pomeridiana, detto romano – in chiave ironica – della pausa dopo pranzo. Ma se è vero che la fascia oraria implicherebbe un riposino, il format fa di tutto in realtà, per trasformare questa tradizione in un momento di caos genuino pieno di energia, dove ogni ospite porta qualcosa di sé, il giorno in cui siamo stati alla trasmissione i conduttori si sono collegati in video chiamata con Francesco De Carlo direttamente da New York dove lo stand up comedian era stato ospite al Jimmy Fallon Tonight Show, per congratularsi con lui e raccontare qualche aneddoto. Ogni notizia è un pretesto per una gag o una storia, rispettando quella che all’apparenza sembra avere una conduzione senza struttura rigida, ma che al tempo stesso, nasconde una preparazione studiata e ben calibrata con uno stuolo di autori e assistenti dietro il grande vetro della consolle, pronti ad intervenire per supportare il flow.
Quest’anno il format ha deciso di allargarsi con “La Mattinanza”, ovvero una versione mattutina del programma che va in onda su Rai2 dalle 7:10 alle 8 circa. Non una replica, ma un vero e proprio programma che fa da contenitore per ospiti, anteprime e news specifiche studiate per il pubblico delle prime ore della giornata. Il format ha registrato una media di 219 mila spettatori con uno share stabile attorno al 5% nella fascia del primo mattino.
Da sempre Fiorello reinventa il linguaggio dell’intrattenimento grazie all’intuito, alla voglia continua di rinnovarsi e al talento innato del saper coinvolgere chiunque lo circondi, che sia a tre metri da lui o a casa seduto sul divano. Gran parte del suo successo si deve proprio al suo saper anticipare i tempi, capire i trend prima che lo diventino e poi proporli nella sua versione. Uno showman nato che, invece di sedersi sugli allori di ciò che ha conquistato negli anni, non con difficoltà, sceglie di essere libero e dialogare apertamente con il pubblico che lo segue, progetto dopo progetto, con grande affetto. Resta allora una domanda inevitabile: come mai una figura come Rosario Fiorello, capace da anni di leggere il pubblico con lucidità e di reinventare continuamente il linguaggio dell’intrattenimento, non abbia mai avuto un ruolo più centrale nella visione creativa della Rai? Ci auguriamo di non dover aspettare troppo per vederlo Direttore Artistico dei programmi Rai (anche alla luce delle recenti dichiarazioni sui David di Donatello che, per Fiorello, andavano valorizzati meglio). In un panorama televisivo pubblico spesso alla deriva, alla ricerca di nuove identità, non valorizzare fino in fondo un talento così trasversale, intuitivo e contemporaneo rischia di apparire non solo come un’occasione mancata, ma come uno spreco di potenziale difficilmente replicabile.
“La Pennicanza” e “La Mattinanza” andranno in onda fino al 5 giugno senza repliche estive in programma. Al momento non è prevista la ripresa del programma per la prossima stagione.

