SpaceX, l’IPO da 80 miliardi nasconde un rischio enorme

IPO SpaceX

Uno dei principali motivi dell’entusiasmo alle stelle che circonda l’imminente IPO di SpaceX è la quasi certezza che l’offerta raccoglierà almeno 80 miliardi di dollari di nuovi capitali. Tuttavia, il documento S-1 pubblicato dall’azienda Space, Connectivity and AI la sera del 20 maggio contiene una rivelazione sorprendente. SpaceX ha già destinato a terze parti la quota di gran lunga maggiore di quella che dovrebbe diventare la più grande raccolta di capitale mai realizzata tramite un’IPO. E questa situazione potrebbe rappresentare un elemento negativo per investitori e fondi desiderosi di acquistare azioni della società.

Il motivo è semplice: il Ceo Elon Musk sta sostanzialmente scommettendo il futuro dell’azienda su una crescita gigantesca del nuovo business legato all’intelligenza artificiale. Dei 28.500 miliardi di dollari di mercato potenziale totale (TAM) che Musk prevede per SpaceX nel documento S-1, ben 26.500 miliardi riguardano l’AI.

Una cifra pari a 13 volte il mercato stimato per quelli che fino a poco tempo fa erano i due business principali dell’azienda: i servizi mobili e broadband forniti tramite la costellazione satellitare Starlink, e la costruzione e vendita di razzi, oltre ai voli per la NASA e altri clienti.

L’entrata in grande stile nel settore AI

SpaceX è entrata in grande stile nel settore AI quando, a febbraio, si è fusa con xAI, società controllata da Musk. Di fatto, da un giorno all’altro l’azienda si è reinventata come hyperscaler focalizzato sulla rapida costruzione di capacità di calcolo. Questa svolta ha certamente aperto a SpaceX un mercato enorme, ma ha avuto anche un costo elevatissimo: la necessità di investimenti colossali per realizzare mega-progetti come i data center Colossus I e II a Memphis, che coprono una superficie complessiva di due milioni di piedi quadrati.

Negli ultimi cinque trimestri, il ramo AI ha bruciato oltre 20 miliardi di dollari di liquidità per finanziare la propria espansione, pari a circa due terzi della spesa totale dell’intera SpaceX. Solo nel primo trimestre dell’anno, la cifra è raddoppiata rispetto all’anno precedente, raggiungendo 7,7 miliardi di dollari. E il documento S-1 afferma chiaramente che il budget per gli investimenti nell’AI aumenterà rapidamente nei prossimi anni.

A prima vista, sembrava che gli enormi proventi dell’IPO sarebbero stati sufficienti a finanziare queste esigenze almeno per un paio d’anni. Ma non è così. Come sottolinea David Trainer della società di ricerca New Constructs, il documento S-1 rivela che 62,8 miliardi di dollari – pari al 78% degli 80 miliardi previsti – sono già destinati a insider e fornitori. In particolare, SpaceX si impegna a versare oltre tre quarti dei proventi a terze parti, tra cui Valor Equity Partners (uno dei principali azionisti), X Corp. di Musk e investitori di xAI, per il rimborso di debiti e per completare l’operazione definita “Spectrum Acquisition Closing” con Echostar.

Meno di 18 miliardi disponibili

Questo lascia meno di 18 miliardi di dollari disponibili per alimentare la corsa all’intelligenza artificiale. Sebbene il settore degli abbonamenti mobili e broadband di Starlink generi profitti significativi, SpaceX nel suo complesso – anche escludendo l’AI – continua a registrare perdite. Secondo le stime dell’autore, gli altri due business dell’azienda generano appena circa 1 miliardo di dollari di free cash flow: una cifra minima rispetto alle necessità dell’enorme motore AI.

I 18 miliardi derivanti dall’IPO, sommati a quel miliardo di free cash flow, non sarebbero sufficienti neppure a coprire i 20 miliardi di dollari che il ramo AI ha speso lo scorso anno in impianti, proprietà e attrezzature. E questa cifra continua a crescere rapidamente.

SpaceX dovrà cercare nuove fonti di finanziamento

Di conseguenza, SpaceX dovrà cercare nuove fonti di finanziamento. Il documento S-1 afferma che l’azienda finanzierà la propria espansione emettendo nuove azioni dopo l’IPO e ricorrendo ulteriormente al debito. Una prospettiva poco favorevole per gli azionisti: la necessità di nuovi capitali esterni diluirà la quota degli investitori che acquisteranno azioni al debutto e aumenterà i costi per interessi, riducendo la redditività.

Come osserva ancora Trainer, mercati potenziali enormi offrono grandi opportunità di crescita, ma attirano inevitabilmente anche la concorrenza. SpaceX dovrà contendersi quote di un mercato in rapida espansione con colossi come Microsoft, Google e altri giganti tecnologici: probabilmente il gruppo di rivali più temibile al mondo.

Nel documento S-1, Musk riconosce apertamente che SpaceX dovrà sostenere per anni investimenti enormi nell’AI prima che questa divisione diventi altamente redditizia. L’azienda potrebbe trasformarsi molto più rapidamente nella gigantesca macchina da soldi promessa da Musk se potesse utilizzare integralmente gli 80 miliardi di dollari che hanno generato tanto clamore attorno alla sua ambiziosa campagna sull’intelligenza artificiale.

Ma la rivelazione che la maggior parte di quei fondi sia già impegnata prima ancora di essere incassata rende un’IPO che appariva già rischiosa una delle scommesse più azzardate in circolazione.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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