Intervista a Lorenza Lei, Ad della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio: “Il caso Giuli-Germano? Prendiamo spunto da questa polemica e andiamo avanti, chiudiamo il capitolo e passiamo al prossimo”.
Se ci fosse un campionato nazionale di pattinaggio su polemica Lorenza Lei lo vincerebbe a mani basse. D’altronde l’Ad di Roma Lazio Film Commission possiede 3 caratteristiche essenziali per raggiungere il podio: il pragmatismo, la strategia e soprattutto l’esperienza. Già direttrice generale della Rai, prima donna al vertice dell’azienda, poi Ad e presidente di Rai Pubblicità, la Lei sa bene come nasce una polemica, come la si affronta e soprattutto come si supera.
“Le polemiche non sono mai ingestibili, si impara sempre qualcosa. Oltre a Germano, anche Pupi Avati ha espresso critiche dal palcoscenico dei David di Donatello. Il succo è lo stesso: troviamo un modo per migliorare questo settore. Da questo dibattito si può prendere spunto per ricominciare, ma dobbiamo farlo con il piede giusto, che vuol dire interrogarsi su cosa vuole vedere il pubblico al cinema. Dobbiamo capire che tipo di film chiede la gente, soprattutto i giovani che amano il Cinema. Ricordiamoci che sono loro i protagonisti del futuro, perciò dobbiamo ristabilire l’identità culturale di questi ragazzi che non sempre vogliono vedere quello che si propone loro. Se riusciamo a rispondere alle loro esigenze forse possiamo incidere anche su quello che non hanno ancora scoperto di se stessi”.
È con questo spirito che Lorenza Lei si impegna ad amministrare la Fondazione Roma Lazio Film Commission composta da Regione Lazio e Roma Capitale, i soci fondatori. “È una grande opportunità, ho l’occasione di mettermi in gioco e sfruttare la mia esperienza per restituire a questo settore tempi e spazi giusti. Il settore del cinema e dell’audiovisivo è sì un’industria culturale, ma è comunque un’industria e come industria ha bisogno di tempi certi, per la produzione e per i lavoratori che appartengono a questo ambito. Questa è la vera grande difficoltà di questo settore”.
Lorenza Lei diventa Ad della Fondazione in un momento complicato per il mondo del Cinema e della Cultura. Oltre al dibattito scatenato dal caso Giuli – Germano, numerosi attori e registi italiani hanno firmato una lettera rivolta al ministro chiedendo interventi urgenti per migliorare le condizioni dell’Industria cinematografica. Insomma, Lorenza Lei accetta una sfida difficile.
“Penso che le polemiche e le sfide vadano a braccetto: la polemica è un modo per riflettere e per migliorarsi, la sfida è un modo per mettere a sistema le proprie conoscenze e la propria esperienza. Quindi mi piace affrontare questa sfida e farlo insieme a un team di lavoro solido che mi dà l’opportunità di dare il meglio. Le sfide non si affrontano mai da soli. E poi non dimentichiamo mai che la Regione Lazio è la regione dove il Cinema è nato, è il posto in cui storicamente ci sono gli stakeholder primari, dove si concentra il maggior numero di industrie del settore”.
La Fondazione prova a rispondere alle difficoltà del settore investendo sulle risorse del territorio.
“La joint venture tra Regione Lazio e Roma Capitale, soci fondatori della Fondazione Roma Lazio Film Commission, si rivela un’opportunità di attrazione importante per le produzioni nazionali e internazionali. Questo è un territorio ricco sia dal punto di vista storico che naturalistico, qui si può girare facilmente un bel film o una bella serie. Per un produttore è facile scegliere non solo per il grande assortimento di risorse, ma anche perché avranno in un tempo breve a disposizione strumenti utili alle loro esigenze, come la guida al produttore in formato digitale. L’obiettivo è agevolare il loro lavoro e rispondere alle loro esigenze. In questo percorso i territori della nostra regione saranno coinvolti attraverso un confronto reale e puntuale che aiuti loro a rispondere alle esigenze produttive delle imprese e allo stesso tempo li renda veri protagonisti del cambiamento”.
Tra i focus della Fondazione c’è sicuramente la formazione. “La scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté è fatta per loro ed è uno dei nostri fiori all’occhiello. Il nostro compito è dare a ragazzi e ragazze l’opportunità di sviluppare il proprio talento e affrontare preparati il mondo del lavoro. Lavoreremo anche sull’orientamento, puntiamo a valorizzare tutti i ruoli di questa industria, non solo quelli di attore o regista. Nel nostro territorio ci sono maestranze super professionali che svolgono ruoli centrali, molto ricercati dai produttori che arrivano dall’estero. Ebbene vogliamo valorizzare anche queste competenze”.
La Fondazione si occuperà anche di formazione per i media e la televisione, contesti particolarmente familiari per Lorenza Lei. “La Rai ha cambiato me come io credo di aver dato un contributo alla Rai nei numerosi anni di lavoro. Sono diventata Dg pochi mesi prima della legge Golfo-Mosca che ha oggettivamente garantito grandi aperture di emancipazione alle donne nelle aziende. Però non è stato facile, una donna al vertice fatica maggiormente a trovare un punto di equilibrio tra timidezze e arroganze. Governare migliaia di persone cercando di lasciare un’impronta è quasi impossibile, ma la mia fortuna è stata diventare direttore dall’interno, avendo contezza dei meccanismi interni e della necessità di guardare al futuro. Ebbene, è lo stesso approccio che ho in Fondazione: il mio mandato dura 5 anni, il mio lavoro è proiettato al futuro. Sono una visionaria pragmatica, la mia è una sfida anche interiore”.
Nell’Industria del Cinema oggi una parte fondamentale è quella giocata dall’AI. “L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità se si riesce a governare. Bisogna lavorare sulla formazione tenendo conto dell’evoluzione delle professioni, che è esattamente ciò che faremo in Fondazione.”
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del giugno 2025 (numero 5, anno 8)
