Gli Stati Uniti si preparano a uscire dall’Unesco, una decisione che il presidente Donald Trump ha preso dopo aver accusato l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura di avere posizioni antiamericane, antisraeliane e di portare avanti un’agenda woke. A riportare la notizia è stata la portavoce della Casa bianca Anna Kelly. La decisione dovrebbe entrare in vigore a fine dicembre 2026.
Già a febbraio Trump aveva ordinato una revisione di tre mesi sulla permanenza americana nell’Unesco. Durante questa revisione, ha riferito un funzionario della Casa bianca ai media statunitensi, sarebbero state contestate le politiche dell’organizzazione sui temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione accusandola, inoltre, di nutrire “pregiudizi pro-palestinesi e pro-Cina”.
Gli altri addii degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump
Non è la prima volta che gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, si ritirano da un’organizzazione internazionale. Lo scorso febbraio, infatti, il presidente ha ordinato, per la seconda volta, anche il ritiro dall’Oms. Durante il suo primo mandato, gli Stati Uniti avevano abbandonato nel 2017 l’accordo sul nucleare iraniano (il Jcpoa) e nello stesso anno anche l’accordo di Parigi sul clima, mentre nel 2020 avevano abbandonato, per la prima volta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
I precedenti nei rapporti tra Usa e Unesco
Ma il dissidio tra Stati Uniti e Unesco non ha coinvolto solo Trump. Prima di lui, un altro repubblicano aveva preso questa decisione. Si tratta di Ronald Reagan che, nel 1984, aveva ritirato gli Stati Uniti dall’organizzazione in dissenso con la sua gestione finanziaria e accusandola di pregiudizi antiamericani. A rientrarvi era stato un altro repubblicano ancora, George W. Bush, nel 2003.
Con Donald Trump gli Stati Uniti hanno lasciato l’Unesco per la prima volta nell’ottobre del 2017, anche in questo caso dopo che Washington aveva accusato l’organizzazione di portare avanti posizioni sfavorevoli allo stato d’Israele. Nel 2023, è stato Joe Biden ha segnare il rientro degli Usa, ufficializzato con una cerimonia svoltasi a Parigi il 25 luglio dello stesso anno.
Ragioni di natura economica
A muovere queste scelte non sono solo motivazioni di carattere politico ma anche ragioni economiche. Trump, infatti, vuole ridurre il peso degli impegni finanziari degli Stati Uniti verso organizzazioni internazionali che sono percepite come poco vantaggiose.
Nonostante questa scelta possa avere un impatto significativo per l’Unesco, alcuni funzionari hanno riferito che l’organizzazione dipendeva molto meno dagli Stati Uniti rispetto al passato. Washington, infatti, fornirebbe circa l’8% del bilancio totale, un calo significativo se si pensa al 20% circa registrato quando Trump aveva ritirato gli Stati Uniti per la prima volta.
