La Cina taglia fuori Nvidia, e gli Usa, dal suo mercato dei semiconduttori. La Cyberspace Administration of China, che regola Internet nel Paese, ha ordinato a giganti come Bytedance e Alibaba di interrompere l’utilizzo delle Gpu del colosso americano, guidato da Jensen Huang (nella foto in evidenza), che più di tutti ha finora capitalizzato la corsa globale all’intelligenza artificiale. La notizia è stata riportata dal Financial Times.
Nel mondo AI e tecnologico Nvidia finora regna quasi incontrastata. Ma questo alla Cina non interessa, e per rafforzare il settore non guarda in faccia nemmeno ai suoi gioielli tech.
Le società tecnologiche cinesi avevano già test in corso della RTX Pro 6000D, un prodotto realizzato su misura per il mercato cinese che rappresentava forse la più grande speranza di Nvidia in Cina. Le stime oscillano: Reuters ha riportato che l’interesse delle aziende cinesi per il nuovo prodotto di Huang, dal costo di 7.000 dollari, erano comunque modeste, con alcune aziende che lo ritengono troppo costoso.
Secondo quanto ricostruito dal Ft, per il nuovo chip dedicato all’AI si stimavano richieste nell’ordine delle migliaia, ma la Cac ha sospeso tutto, convinta che ormai le stesse prestazioni di Nvidia siano offerte anche da produttori cinesi.
Queste aziende di semiconduttori sono al lavoro da anni per recuperare terreno sugli Usa, più o meno dall’inizio delle tensioni commerciali a tema tecnologico con la presidenza Biden. Il Ft riporta che gli stessi produttori puntano a triplicare i numeri entro il 2026.
Per Nvidia è una brutta notizia: tagliata fuori da un mercato enorme, spera da tempo in un confronto tra Donald Trump e Governo cinese che apra alla possibilità di fare affari nell’enorme mercato orientale.
Non è neanche il primo semaforo rosso. Ad agosto il segretario al commercio Usa Howard Lutnick aveva affermato che gli Usa vendono alla Cina una versione meno performante dei chip Nvidia. Dopo quelle dichiarazioni, le autorità cinesi, tra cui la Cac, hanno spinto per fermare l’utilizzo dei chip H20 targati Nvidia mentre facevano pressioni sui player nazionali come Huawei, Alibaba e Cambricon per aumentare la qualità dei semiconduttori.
L’indagine Antitrust
Nei giorni scorsi, gli stessi dei negoziati Usa-Cina in Spagna, l’Antitrust cinese ha accusato Nvidia di aver violato le leggi sulla concorrenza nell’ambito dell’acquisizione della società cinese Mellanox, nel 2019, che si occupava di design di chip. Un’operazione da 7 mld di dollari che al tempo era stata approvata da Pechino. Nvidia si è detta disposta a collaborare.
Nvidia si trova da anni al centro delle tensioni commerciali tra i due Paesi, e alle decisioni che ne scaturiscono. Tra queste, gli Stati Uniti chiedono alle aziende Usa che producono chip il 15% di quanto viene incassato dalle vendite di alcuni chip nel mercato cinese.

