Milano accende i riflettori sulla Fashion Week dal 23 fino al 29 settembre, un appuntamento che conferma il ruolo della città come capitale globale della moda. Questa edizione segna un passaggio simbolico nella storia del fashion system italiano: un’edizione che si apre con un grande vuoto, quello lasciato da Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre scorso all’età di 91 anni. L’assenza dell’icona non ha fermato la maison, che celebra il suo lascito con una mostra speciale alla Pinacoteca di Brera, ripercorrendo mezzo secolo di creatività e innovazione e sottolineando l’impatto indelebile del designer sullo stile e sull’economia della città.
I debutti più attesi
Accanto alla memoria di un gigante della moda, la settimana milanese accoglie nuovi protagonisti. Tra i debutti più attesi ci sono Louise Trotter per Bottega Veneta e Simone Bellotti per Jil Sander, entrambi pronti a reinterpretare il minimalismo con un approccio personale: raffinato e intrigante nel caso di Trotter, sperimentale e desiderabile secondo Bellotti. Non meno rilevanti sono i debutti di Dario Vitale da Versace e di Demna alla guida di Gucci, che hanno scelto un percorso differente rispetto alla sfilata tradizionale, prediligendo eventi privati concepiti per introdurre la loro visione in modo inedito. In particolare, Demna ha presentato la sua prima collezione “La Famiglia” con un’anteprima digitale su Instagram: caftani con piume, abiti vintage e reinterpretazioni contemporanee di accessori iconici come la borsa Bamboo definiscono un’estetica audace e provocatoria, capace di ridefinire il futuro di Gucci.
Altri debutti, come quelli di Dhruv Kapoor e Pierre-Louis Mascia, già noti agli addetti ai lavori ma per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate femminili, confermano come la geografia estetica della moda stia cambiando rapidamente. È il “fattore novità” a generare attesa e curiosità internazionale, trasformando la Fashion Week in un laboratorio di visioni dove l’inedito diventa il motore principale dell’attenzione globale.
Eventi aperti al pubblico
Oltre alle sfilate ed eventi a invito, molti appuntamenti saranno aperti al pubblico, spesso a ingresso gratuito. Mostre, cacce al tesoro, nuove aperture e musica dal vivo arricchiranno l’esperienza della città. Tra questi, spicca il flagship store milanese di Saint Laurent in via Montenapoleone 8, recentemente riaperto sotto la direzione creativa di Anthony Vaccarello. Lo spazio combina materiali nobili e architettura d’autore, trasformando il negozio in un luogo culturale dove l’artigianato italiano dialoga con il modernismo scultoreo, grazie ad arredi firmati Gio Ponti, Osvaldo Borsani, Marco Zanuso, Aldo Tura, Gaetano Pesce e Carlo Scarpa.
L’impatto economico della Milano Fashion Week
La Milano Fashion Week continua a consolidare il suo ruolo non solo come vetrina internazionale del fashion system, ma anche come acceleratore economico per il capoluogo lombardo. Secondo le stime del Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, l’edizione in programma genererà un indotto turistico di 238,9 milioni di euro, in crescita del 12,3% rispetto al 2024. A trainare l’aumento sono lo shopping, che incide per il 46% sull’indotto complessivo (quasi 110 milioni di euro), seguito da ristorazione e alloggio (39%, oltre 93 milioni) e dai trasporti (15%, circa 36 milioni).
Gli arrivi stimati per la settimana della moda superano le 149.300 presenze (+15% rispetto all’anno scorso), di cui il 46% provenienti dall’estero e il 54% dalle altre regioni italiane. La spesa media per visitatore si attesta attorno ai 1.600 euro, con una lieve flessione del 2,3% rispetto al 2024. I turisti stranieri confermano una capacità di spesa leggermente più elevata (1.664 euro pro capite) rispetto agli italiani (1.535 euro).
Milano come capitale globale della moda
In una prospettiva più ampia, considerando anche la Fashion Week invernale, l’indotto annuo complessivo del comparto moda per Milano raggiungerà i 423,6 milioni di euro, in aumento del 7% sul 2024, sostenuto da un numero complessivo di visitatori in crescita del 6,9%. I dati di Confcommercio prevedono inoltre oltre 793.500 arrivi a Milano nel solo mese di settembre, confermando il consolidato appeal internazionale della città.
In questo scenario, la Milano Fashion Week 2025 non è solo un palcoscenico per la creatività, ma anche un motore economico che conferma il ruolo della città come capitale mondiale della moda, in grado di attrarre visitatori, investimenti e talenti da ogni parte del mondo.

