Kamala Harris appoggia Mamdani nella corsa a sindaco di New York, ma con cautela

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Lunedì sera Kamala Harris ha espresso un sostegno tanto atteso quanto misurato a Zohran Mamdani, in una delle più seguite corse a sindaco di New York. Un endorsement che assume particolare rilievo alla luce delle sue recenti riflessioni pubbliche sulla leadership democratica, sui rimpianti e sulla direzione del partito dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2024 contro Donald Trump.

Le dichiarazioni di Harris sono arrivate durante un’intervista con Rachel Maddow, in occasione dell’uscita del suo libro 107 Days, e hanno puntato i riflettori nazionali sull’ala progressista sempre più influente che Mamdani rappresenta.

Incalzata da Maddow a chiarire la sua posizione, Kamala Harris ha detto: “Lui è il candidato democratico in questa corsa e merita sostegno. Io sostengo il candidato democratico, assolutamente”.
Un’affermazione che, pur evitando di pronunciare direttamente il nome di Mamdani, ha segnato un momento significativo, riflettendo da un lato la disciplina di partito e dall’altro la cautela di Harris nell’abbracciare pienamente l’ala socialista democratica. Una differenza netta rispetto agli endorsement entusiastici di figure come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, che evidenzia le profonde divisioni ideologiche all’interno del Partito Democratico mentre tenta di rialzarsi dopo la sconfitta del 2024.

Mamdani ha accolto favorevolmente anche questo sostegno tiepido, dichiarando al New York Times: “Siamo entusiasti dell’ondata crescente di supporto alla nostra campagna”.

Le lezioni della sconfitta di Harris

Negli ultimi tempi Kamala Harris si è mostrata insolitamente franca, sia nel suo nuovo libro sia nelle interviste, parlando dei suoi rimpianti e degli errori che, a suo avviso, hanno segnato la storica ma alla fine fallimentare campagna per succedere a Joe Biden.

In 107 Days, Harris racconta il turbamento vissuto dopo la sconfitta, le difficoltà di gestire il ritiro tardivo di Biden dalla corsa e il tormento per non averlo sfidato apertamente quando aveva deciso di ricandidarsi, nonostante le diffuse preoccupazioni sulla sua età e resistenza fisica.

“Col senno di poi, penso sia stata imprudenza”, scrive Harris, riconoscendo di aver sbagliato a non sollevare obiezioni sulle possibilità di successo di Biden. “Non era una scelta che doveva dipendere dall’ego o dall’ambizione di una sola persona. Doveva essere qualcosa di più di una decisione personale”.

Approfondendo il tema con Maddow, ha aggiunto: “Avevo – e ho tuttora – una responsabilità che avrei dovuto portare fino in fondo”. Harris ha ammesso che la sua esitazione era legata al timore di apparire opportunista, considerata la sua stessa ambizione politica e la precedente rivalità con Biden alle primarie.
“Quando parlo di imprudenza, mi riferisco anche e soprattutto a me stessa”, ha concluso.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Fortune.com.

Fortune ha utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per una prima bozza del pezzo, che è stata poi verificata e rivista da un editor prima della pubblicazione.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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