Matthew McConaughey ha raccontato il rischio che ha corso per reinventare la sua carriera, incluso il rifiuto di un compenso di quasi 15 milioni di dollari per un singolo ruolo. L’attore ha anche offerto una ‘diagnosi’ di quella che considera una crisi crescente tra i giovani uomini, sostenendo che l’eccessiva enfasi sull’indipendenza nella società moderna li ha privati di un senso d’intento.
Il bisogno di una nuova sfida
Durante il suo intervento nel podcast ‘Diary of a CEO’, McConaughey ha spiegato che, al culmine del successo nelle commedie romantiche, sentiva il bisogno di una nuova sfida. Nonostante la sua stabilità economica, i ruoli che gli venivano proposti non lo soddisfacevano più; desiderava recitare in drammi, ma Hollywood non glieli offriva.
Dopo un accordo con sua moglie Camila Alves per allontanarsi dal suo genere predefinito, McConaughey ha iniziato un esilio volontario da Hollywood. L’industria del cinema ha subito messo alla prova la sua determinazione: gli è stata proposta una commedia d’azione per 8 milioni di dollari, che ha rifiutato. Poi è arrivata una seconda offerta da 10 milioni, una terza da 12 e infine un’offerta incredibile da 14,5 milioni. McConaughey ha ammesso di aver riletto il copione, ma alla fine ha detto no. «Ricordo di aver pensato: mi sono appena comprato un biglietto di sola andata lontano da Hollywood», ha raccontato.
L’attore sostiene che quel rifiuto audace abbia mandato un messaggio forte al mondo del cinema. «Credo che io abbia fatto capire… ‘Ah, McConaughey non sta bluffando, non è in vendita’», ha detto. Circa venti mesi dopo quella scelta, la sua strategia ha dato i suoi frutti grazie a una serie di ruoli drammatici acclamati dalla critica – come in The Lincoln Lawyer, Mud e l’Oscar vinto per Dallas Buyers Club. McConaughey è certo che queste opportunità non sarebbero mai arrivate se non si fosse preso quella pausa.
Un problema sociale più ampio
Secondo l’attore, questo bisogno di resistere nella propria vita è collegato a un problema sociale più ampio che colpisce soprattutto i giovani uomini, come evidenziato da molti studiosi che hanno descritto una crisi tra i maschi americani. In una società che esalta l’indipendenza, McConaughey individua un bisogno umano fondamentale ignorato: «Noi giovani uomini vogliamo e abbiamo bisogno di essere affidabili.»
Contrappone a questo l’idea di uno «stile di vita completamente indipendente, senza responsabilità se non quelle limitate alle proprie esigenze», che secondo lui può portare a un vuoto esistenziale. Ha sottolineato che molte delle persone più felici e realizzate hanno nella loro vita legami forti di dipendenza e responsabilità verso la famiglia e la comunità. Questa mancanza di responsabilità reciproca, suggerisce, è una delle cause principali della solitudine e della mancanza di senso avvertite oggi da molti giovani uomini.
La generazione Z maschile all’inizio della carriera
La generazione Z maschile sta vivendo un periodo difficile all’inizio della propria carriera, con un tasso di disoccupazione più alto rispetto alle coetanee donne, poche opportunità entry-level e la perdita del vantaggio salariale per i laureati. Anche Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha ammesso che per la generazione Z «è dura trovare lavoro».
McConaughey sostiene che la vita moderna tende sempre più a far evitare le sfide, causando quella che alcuni chiamano una «crisi del comfort». La soluzione, secondo lui, non è solo affrontare qualsiasi difficoltà, ma perseguire una sfida «immortale», come la fede in un potere superiore o un impegno sincero verso il proprio carattere e le proprie relazioni. Questi obiettivi danno la «resistenza» necessaria per dare forma e senso all’esistenza. «Devi spingerti contro qualcosa per andare da qualche parte.»
Questa filosofia nasce dall’educazione dell’attore, che ha sempre valorizzato la resilienza, il duro lavoro e la gratitudine. È proprio questa base che gli ha dato il coraggio di seguire i propri sogni e di fare cambiamenti radicali nella carriera, seguendo il consiglio del padre.
L’articolo è stato pubblicato originariamente su Fortune.com.
