In Italia il family business rappresenta il cuore pulsante dell’economia, ma la sua continuità è una sfida e al tempo stesso un’opportunità. Solo il 30% delle imprese sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione. Una situazione che si fa via via più critica: appena il 13% delle aziende familiari supera la transizione alla terza generazione, mentre una quota minima, pari al 4%, arriva alla quarta.
Una percentuale significativa considerato che il family business rappresenta nel nostro paese il 90% del tessuto produttivo e occupa circa tre quarti della forza lavorativa complessiva.
Le difficoltà del passaggio generazionale
Questo fenomeno, ampiamente documentato da studi accademici e tesi degli esperti del settore, si lega a diversi fattori. Innanzitutto, il passaggio generazionale non è un semplice cambio di leadership, ma un processo che coinvolge la sfera emotiva, organizzativa, strategica e culturale. La difficoltà di pianificare adeguatamente questo passaggio porta spesso al fallimento o alla perdita di competitività dell’impresa.
Tra gli aspetti critici vi è anche l’inerzia al cambiamento e il conservatorismo delle famiglie imprenditoriali italiane, che tendono a resistere all’innovazione e a mantenere modelli di gestione tradizionali. Il rischio è di far morire l’azienda insieme al fondatore. L’assenza di una strategia di successione ben definita è responsabile di più del 70% dei fallimenti che si verificano in questa fase di transizione.
Le imprese familiari italiane sopra i 20 milioni di fatturato
Le imprese familiari italiane sopra i 20 milioni di fatturato stanno vivendo un momento di crescita e trasformazione significativa, come emerge dalla sedicesima edizione dell’Osservatorio Aum, presentata all’inizio del 2025.
Nel corso dell’ultimo decennio, il numero di queste aziende è cresciuto del 50%, con 15.836 realtà familiari censite, pari al 67,2% del totale delle imprese monitorate. Il fatturato complessivo delle aziende familiari ha superato i 1.200 miliardi di euro, con un impatto occupazionale che si attesta a circa 3,375 milioni di dipendenti tra Italia e estero, segnando un incremento di circa un milione di occupati rispetto a dieci anni fa.
Riconoscere il passaggio come un’opportunità
Riconoscere il passaggio generazionale come un’opportunità è fondamentale per rinnovare e rafforzare il family business. Favorire l’innovazione, la formazione delle nuove generazioni e un progressivo coinvolgimento esterno (managing consultant, manager esterni) sono leve fondamentali.
Inoltre, l’esperienza lavorativa esterna e internazionale delle nuove generazioni e un alto livello di istruzione, soprattutto in ambito economico-finanziario, si dimostrano elementi chiave per il successo del passaggio generazionale.
I successori della NextGen con un alto livello di istruzione in ambito economico-finanziario e con esperienze lavorative esterne, anche internazionali, rafforzano infatti la crescita e la redditività delle imprese di famiglia. E nel caso specifico le giovani donne si segnalano per un livello di istruzione anche superiore rispetto a manager esterni e uomini della stessa generazione.
