Rufus spinge Amazon: il chatbot AI genererà vendite aggiuntive per 10 mld

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Nel caso ci fossero ancora dubbi sulla capacità di Amazon di monetizzare l’intelligenza artificiale, “il negozio di tutto” ha assegnato una cifra sorprendente alle performance del suo assistente per lo shopping basato su AI, Rufus, stimando che il chatbot genererà vendite aggiuntive per 10 miliardi di dollari all’anno.

La rivelazione è arrivata durante la call sugli utili del terzo trimestre di giovedì, quando l’amministratore delegato Andy Jassy ha condiviso nuovi dati che mostrano l’influenza crescente dello strumento sul comportamento dei clienti. Secondo Jassy, 250 milioni di utenti hanno utilizzato Rufus quest’anno, con un aumento del 140% degli utenti attivi mensili rispetto all’anno precedente e un incremento del 210% delle interazioni.

Ecco un dato significativo fornito da Amazon: i clienti che interagiscono con Rufus durante il processo di acquisto hanno una probabilità superiore del 60% di completare un acquisto rispetto a chi non utilizza l’assistente.

“Rufus dovrebbe generare oltre 10 miliardi di dollari di vendite incrementali annuali per noi”, ha dichiarato Jassy, sottolineando come questo progetto rappresenti una delle scommesse più visibili di Amazon sull’AI rivolta ai consumatori.

Amazon ha registrato nel terzo trimestre ricavi in crescita del 13% a 180,2 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti (177,8 miliardi). La divisione di cloud computing, Amazon Web Services (Aws), ha segnato un aumento dei ricavi del 20%, raggiungendo i 33 miliardi di dollari, la crescita più alta dal 2022, ha precisato Jassy.

Lanciato in beta a febbraio 2024, Rufus è un assistente per lo shopping integrato direttamente nell’app mobile e nel sito web di Amazon. L’azienda ha addestrato Rufus sull’intero catalogo prodotti, oltre che su recensioni, domande e risposte della community e informazioni provenienti dal web. Gli utenti possono porre domande generiche – come le differenze tra scarpe da trail e da corsa su strada – o più specifiche, ad esempio se un certo cappotto è adatto all’inverno.

Rufus incarna la strategia di Amazon di trattenere i clienti all’interno del proprio ecosistema, invece di perderli a favore di motori di ricerca come Google o di altri sistemi di AI come ChatGpt. Offrendo risposte e raccomandazioni direttamente sulla piattaforma, l’obiettivo è far sì che gli utenti si abituino a considerare Amazon non solo un luogo dove acquistare, ma anche dove fare ricerca sui prodotti.

Amazon ha introdotto Rufus prima negli Stati Uniti, per poi estenderlo a Regno Unito, India, Francia, Germania, Italia, Spagna e Canada. Nel corso del 2025, l’azienda ha progressivamente migliorato il chatbot: la scorsa settimana, ad esempio, ha lanciato la funzione “Help Me Decide”, che utilizza algoritmi per guidare gli utenti quando si sentono sopraffatti dalle opzioni.

La stima dei 10 miliardi di dollari è legata a un indicatore interno chiamato “downstream impact”, che misura in che modo specifiche funzionalità o servizi spingano la spesa dei consumatori sul marketplace. Nel caso di Rufus, si tratta di monitorare gli acquisti derivanti dalle interazioni con il chatbot, anche se non avvengono immediatamente, attraverso un modello di attribuzione a sette giorni.

Secondo Business Insider, documenti interni risalenti ad aprile indicavano che Rufus avrebbe contribuito indirettamente per oltre 700 milioni di dollari di profitti operativi nel 2025, con previsioni di raggiungere 1,2 miliardi entro il 2027. Le stime includono anche le entrate derivanti dagli annunci pubblicitari integrati nelle risposte del chatbot.

Durante la call, Jassy ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia trasformando le operazioni retail di Amazon. Ha citato l’introduzione di nuove funzioni generative in grado di convertire descrizioni e recensioni dei prodotti in clip audio, spiegando che il servizio è passato da poche centinaia di articoli coperti al lancio a milioni oggi. Un altro strumento, Amazon Lens, permette ai clienti di cercare prodotti tramite la fotocamera dello smartphone, con decine di milioni di utenti mensili.

Anche il business pubblicitario di Amazon ha mostrato risultati solidi, con ricavi in aumento del 22% a 17,6 miliardi di dollari nel trimestre. Jassy ha attribuito parte di questa crescita alla piattaforma di demand-side advertising, potenziata negli ultimi 20 mesi e ora integrata con spazi pubblicitari di Netflix, Spotify e SiriusXM.

L’annuncio su Rufus arriva in un contesto di forti investimenti di Amazon nelle infrastrutture AI. L’azienda ha alzato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2025 da 118 a 125 miliardi di dollari, con il Cfo Brian Olsavsky che ha indicato ulteriori aumenti nel 2026. Gran parte di questi investimenti è destinata alla costruzione di data center e all’acquisto della potenza di calcolo necessaria per sostenere le applicazioni di IA nel cloud e nel retail.

Mercoledì, Amazon ha inaugurato ufficialmente Project Rainier, un data center da 11 miliardi di dollari dedicato all’addestramento e all’esecuzione dei modelli di Anthropic, la startup dietro al chatbot Claude. Amazon ha investito 8 miliardi di dollari in Anthropic e ha annunciato che la società prevede di utilizzare un milione di chip personalizzati Trainium2 entro la fine del 2025.

Pochi giorni prima della pubblicazione dei risultati trimestrali, Amazon aveva confermato l’intenzione di eliminare circa 14.000 posizioni aziendali. Durante la call, Jassy ha spiegato che i tagli sono motivati dal desiderio di rendere la struttura “più snella e più autonoma”, e non da pressioni finanziarie o dall’automazione basata sull’AI. Tuttavia, in una comunicazione interna ai dipendenti interessati, l’azienda ha definito l’intelligenza artificiale “la tecnologia più trasformativa dai tempi di Internet”, in grado di accelerare l’innovazione.

Nonostante i licenziamenti, le azioni Amazon sono salite di oltre il 13% nelle contrattazioni after-hours, a testimonianza dell’ottimismo degli investitori sulla crescita del cloud e sull’accelerazione nel campo dell’AI.

L’articolo originale è su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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