I super-ricchi stanno lasciando il Regno Unito dopo gli aumenti fiscali introdotti dal governo laburista. Il ministro dell’Industria ha ammesso di temere un esodo di miliardari, imprenditori e persino medici in vista della manovra di Rachel Reeves. E l’esodo è già iniziato.
Martin Ott, CEO di Taxfix – la piattaforma fiscale tedesca da oltre un miliardo di dollari – racconta a Fortune che molti clienti molto facoltosi stanno valutando di trasferirsi. Ma lui sconsiglia la fuga.
“Sì, alcune persone con redditi alti si stanno spostando per pagare meno tasse all’estero” dice Ott, ex dirigente di Meta. “Io però dico sempre: restate dove siete”.
“Avete una responsabilità sociale verso il Regno Unito”
Nel 2025 il Regno Unito ha perso più milionari di qualsiasi altro Paese. Il Henley Private Wealth Migration Report stima che 16.500 milionari se ne siano andati quest’anno, per un valore complessivo di 91,8 miliardi di dollari. Negli ultimi dieci anni la popolazione facoltosa del Paese si è ridotta del 9%. Brexit, instabilità politica e cambi fiscali hanno accelerato il trend.
Ott però considera la fuga una scelta miope. Se i grandi fondatori e i top performer se ne vanno, l’ecosistema economico si indebolisce.
“Risparmiare sulle tasse conta” spiega. “Ma chi ha ricchezza deve anche investire nel proprio Paese”.
Per lui, chi ha successo ha il dovere di sostenere la prossima generazione di innovatori e lavoratori. Molti dei suoi amici – persone che potrebbero trasferirsi domani a Dubai o in Montenegro – scelgono invece di restare.
“Dicono: non ci muoviamo. Vogliamo dare qualcosa indietro e costruire cose nuove. Ha senso restare”.
Ott insiste: bisogna attraversare il momento difficile, creare nuove aziende e rafforzare il sistema dall’interno. “Nessuno vuole un’emorragia di talenti. Io posso solo incoraggiare tutti a rimanere, a fondare imprese, a creare un ambiente dove gli imprenditori vogliono iniziare qualcosa”.
La pressione crea opportunità
Guardando ai suoi inizi nella fintech londinese durante la crisi finanziaria, Ott ricorda quando gestiva centinaia di milioni di depositi senza sapere se le banche sarebbero sopravvissute al giorno dopo. Da quella fase ha tratto una lezione che oggi considera fondamentale.
“Sembrava la fine del mondo. Ci chiedevamo se dovevamo trasferirci. Però tutto passa” racconta.
La crisi gli ha insegnato a gestire la pressione, a proteggere la propria salute e a guidare meglio i team nei momenti difficili. Ma soprattutto gli ha mostrato che ogni fase negativa genera nuove occasioni.
“Ho imparato a guardare lontano. Le cose non sono mai così drammatiche come sembrano nel momento in cui accadono. E ogni crisi porta con sé nuove opportunità. Gli ostacoli non finiscono mai, ma si possono affrontare”.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

