Intervista al Generale di divisione Simonetta De Guz, alla guida del Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio” e prima donna a raggiungere questa carica, che racconta come la cultura della legalità ambientale sia diventata il suo faro.
Prima donna a raggiungere il grado di Generale di divisione nelle Forze Armate italiane, Simonetta De Guz guida il Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio”. Una carriera costruita sulla passione per la natura, la legalità e la tutela dell’ambiente, dal contrasto al bracconaggio alla gestione dei reati contro la biodiversità. Tra sfide operative complesse e una leadership guidata da valori solidi, il Generale racconta il suo percorso, il ruolo delle donne nell’Arma e le priorità per proteggere boschi, fauna e territori nel Lazio.
Generale, la sua promozione segna un passaggio storico per le Forze Armate italiane. Come ha vissuto questo riconoscimento e che significato personale ha avuto per lei?
Mi auguro che questa promozione a Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri sia antesignana di una stagione in cui il raggiungimento di un grado apicale da parte di una donna non faccia più notizia, ma rappresenti la normalità.
Questo traguardo professionale ha rappresentato per me il coronamento di un lungo ed intenso percorso di servizio in cui mi sono sempre impegnata, con passione e dedizione, a dare un contributo alla realizzazione della missione istituzionale dei Carabinieri Forestali.
Oggi sono profondamente grata all’Arma dei Carabinieri per avermi ritenuto meritevole di conseguire questo risultato e continuerò nella direzione intrapresa, sempre più consapevole che il nostro compito istituzionale è di grande attualità ed utilità sociale, perché tutelando l’ambiente e la biodiversità concorriamo a proteggere la qualità della nostra vita e la nostra salute, migliorandole.
Lei è sempre rimasta fedele alla missione di proteggere la natura. Cosa l’ha spinta, fin dall’inizio, a orientare la sua vita professionale verso la tutela dell’ambiente e la legalità?
Fin dall’inizio del mio percorso professionale ho maturato la convinzione che una legalità diffusa, con il rispetto delle regole poste a presidio dell’ordinata convivenza civile, costituisca il presupposto imprescindibile per garantire una società equa e sicura, senza disuguaglianze, discriminazioni di sorta o lesione dei diritti altrui.
Questi valori etici, di portata universale, trovano significativa attuazione nel campo ambientale, in cui è ormai unanimemente riconosciuta la necessità di un approccio olistico ‘One Health’, nel senso che la salute dell’ambiente, quella dell’uomo e quella degli animali è inscindibilmente interconnessa.
È quindi fondamentale promuovere tra i cittadini, e soprattutto tra le giovani generazioni, la diffusione di una ‘cultura della legalità ambientale’, perché la tutela dell’ambiente dipende dalla conoscenza e dal rispetto, da parte di ognuno di noi, delle norme preordinate alla salvaguardia della natura in tutte le sue molteplici espressioni.
Il suo percorso è stato sostenuto anche da una rete familiare solida: un marito collega e una sorella nell’Arma. Che importanza hanno avuto la famiglia e i valori condivisi nel suo cammino?
La famiglia per me è stata, è e sarà sempre fondamentale, un elemento di forza, per il profondo affetto che ci lega e che ci consente di affrontare, uniti, tutte le difficoltà che ognuno di noi incontra nel proprio cammino.
Devo molto ai miei genitori che hanno sempre avuto fiducia in me, sostenendomi ed aiutandomi in ogni situazione e soprattutto mi hanno trasmesso principi etici essenziali, come la dedizione al lavoro, l’onestà e la generosità.
Con mio marito e mia sorella condivido anche i valori fondanti dell’Arma dei Carabinieri e gli obiettivi perseguiti, agendo a tutela dei cittadini e a salvaguardia delle istituzioni, pienamente convinti dell’importanza del ruolo del Carabiniere forestale che deve essere un imprescindibile punto di riferimento per tutti, vicino, affidabile, umano e rassicurante, a costante presidio e custodia della natura.
Come gestisce quotidianamente gli incarichi di Vice Comandante del Cufaa e di Comandante del Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi e quali sono le priorità nel guidare il personale sul territorio?
Dopo la promozione conseguita a febbraio di quest’anno, ho assunto prima l’incarico di Comandante del Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi e poi quello di Vice Comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (Cufaa).
Sono due incarichi molto importanti nell’ambito della missione istituzionale della tutela dell’ambiente e della biodiversità svolta dai Carabinieri Forestali e per questo fonte di molteplici responsabilità delle quali sono pienamente consapevole. Il Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi può contare sul prezioso servizio prestato da circa 5.000 unità di personale distribuite su tutto il territorio nazionale.
I nostri militari, con la loro elevata specializzazione, garantiscono un capillare presidio ed una costante prossimità in relazione a tutte le situazioni di criticità ambientale e forestale che, purtroppo, si verificano sempre più spesso e richiedono una qualificata ed efficace azione di prevenzione e, se necessario, di repressione degli illeciti ambientali.
Nella mia veste di Comandante del Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi ho il compito di mantenere la struttura al massimo livello di efficienza attraverso l’ottimale impiego delle risorse disponibili e svolgo funzioni di direzione, coordinamento e controllo dei reparti dipendenti, per far sì che le attività istituzionali siano costantemente orientate ad efficacia, efficienza ed economicità.
Per svolgere questi compiti è fondamentale per me mantenere vivo il rapporto con il territorio e pertanto spesso effettuo visite presso le articolazioni dipendenti per garantire vicinanza al personale, attraverso l’ascolto ed il dialogo con i militari che quotidianamente operano per la tutela del nostro patrimonio ambientale e forestale.
Oltre a questo incarico dal mese di agosto del 2025 ho assunto anche quello di Vice Comandante del Cufaa che mi rende naturale sostituto del Comandante, del quale sono prima collaboratrice, rispettandone le direttive ricevute. Sono quindi chiamata ad attuare il raccordo info-operativo dei comandi del Cufaa, per evitare sovrapposizioni o carenze, esaltando piuttosto sinergie ed opportunità di efficienza tra di essi e con i reparti delle altre organizzazioni dell’Arma.
Nell’espletamento di queste funzioni non dimentico mai che l’Arma è un’istituzione unica ed unitaria, a tutela dei cittadini e al servizio del Paese, chiamata, attraverso il Cufaa, a garantire la legalità ambientale.
Più in generale, su quali ambiti e priorità si concentrano oggi le vostre attività e quali settori richiedono maggiore attenzione per la tutela della biodiversità?
L’Arma dei Carabinieri, mediante il Cufaa, è oggi la Polizia ambientale più grande d’Europa, per competenza e struttura ed al suo interno si colloca la Specialità forestale che ha un ruolo strategico di primo piano nella ‘sicurezza ambientale’, realizzata attraverso la tutela e la salvaguardia del patrimonio forestale italiano, straordinariamente ricco di biodiversità animale e vegetale.
I Carabinieri Forestali, grazie alla presenza capillare sul territorio, anche nei Parchi nazionali, svolgono un’attività sia di prevenzione che di repressione degli illeciti ambientali, contrastando prioritariamente fenomeni come le utilizzazioni forestali illegali, gli incendi boschivi, il dissesto idrogeologico, i reati in danno degli animali, gli inquinamenti, l’abusivismo edilizio e la gestione illecita dei rifiuti.
Trasversale rispetto alle funzioni svolte è il compito istituzionale dell’educazione ambientale, preordinato a sensibilizzare la collettività, soprattutto le giovani generazioni, sul necessario rispetto della normativa ambientale, anche nei comportamenti quotidiani, favorendo la formazione di una coscienza ambientale consapevole.
La tutela dell’ambiente richiede coralità di impegno e di azione di enti ed istituzioni, per cui operiamo in stretta e sinergica collaborazione con tutti gli attori del sistema della sicurezza ambientale, con i quali spesso stipuliamo convenzioni e protocolli di intesa.
Fondamentali sono poi la formazione del personale, per assicurarne l’elevata imprescindibile specializzazione, richiesta dalla peculiarità dei compiti svolti, ma anche l’aggiornamento e l’adeguamento delle nostre risorse alle tecnologie più avanzate, al fine di garantire standard sempre più performanti.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)
