Pratiche commerciali scorrette: l’Antitrust multa Sky Italia per 4,2 mln

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Stangata per Sky Italia: l’Antitrust ha irrogato una sanzione complessiva da 4,2 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette. Lo si legge nel 47° Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Sulla base di informazioni acquisite ai sensi del Codice del consumo a partire da agosto 2024 e di numerose segnalazioni ricevute a partire da maggio 2024, il 25 febbraio 2025 è stato avviato il procedimento istruttorio PS12917, contestando, “l’ingannevolezza delle comunicazioni di aumento dei costi degli abbonamenti ai servizi Tv Sky”, “l’applicazione di tali aumenti a offerte Tv di Now il cui claim (‘finché non disdici’) induceva a pensare che ne fossero escluse” e “la prospettazione alla clientela di offerte vantaggiose, con finalità di customer retention, confezionate in particolare mediante l’attivazione di pacchetti Tv aggiuntivi o servizi accessori (Sky Wi-Fi), le cui condizioni promesse vengono sistematicamente disattese in fattura”.

Sky Italia: “Stupiti dalla sanzione dell’Agcm”

Sky Italia si è detta stupita della sanzione comunicata oggi dall’Autorità, perché arriva “nonostante le azioni messe in campo da Sky con l’obiettivo condiviso di rafforzare ulteriormente la trasparenza dei processi aziendali e di porre sempre il cliente al centro”. “Restiamo convinti – si legge in una nota diffusa dalla società – della correttezza del nostro operato e ci riserviamo di valutare tutte le azioni necessarie nelle sedi più opportune“.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede maggiori tutele

“L’Antitrust nel Bollettino settimanale ha comunicato di aver condannato Sky per tre pratiche commerciali scorrette. Bene, ottima notizia, ma non basta. Da anni denunciamo la pratica oramai consolidata di tante, troppe, società, di comunicare le modifiche contrattuali scomode e gli aumenti di prezzo in modo poco visibile e poco evidente”, spesso “nei mesi estivi, durante i tipici periodi di ferie” e per questo “avevamo chiesto regole più stringenti sia alle singole Authority, da Arera all’Agcom, sia al legislatore nell’ambito dell’inutile e insignificante legge annuale sulla concorrenza”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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