Netflix e Paramount sono impegnate in una battaglia di offerte ad altissima tensione per aggiudicarsi Warner Bros: uno scontro che potrebbe riscrivere il futuro di Hollywood. Ma il vero vincitore potrebbe non essere lo studio che alla fine otterrà franchise colossali come Batman, Harry Potter e Barbie. Potrebbe essere invece l’uomo al centro del caos: il Ceo di Warner Bros, David Zaslav.
Il dirigente, 65 anni, è da tempo uno dei manager più pagati dell’intero settore, con un compenso di 51,9 milioni di dollari nel 2024, nonostante l’azienda abbia attraversato licenziamenti e strategie altalenanti. All’inizio di quest’anno, Zaslav ha firmato un nuovo contratto ricco di opzioni azionarie che potrebbero superare i 420 milioni di dollari di valore. Il premio finale dipenderà anche dall’esito dello scontro tra l’offerta di Netflix e quella ostile di Paramount.
Se una delle due operazioni andrà in porto, secondo Bloomberg il patrimonio di Zaslav potrebbe superare il miliardo di dollari, collocandolo nel ristretto club dei CEO non fondatori miliardari, accanto a figure come Tim Cook, Satya Nadella e Jamie Dimon.
Il Ceo di Warner Bros rinunciò al sogno del tennis
Zaslav iniziò la sua carriera come avvocato d’impresa, prima di portare la sua passione per strategia e negoziazione nel mondo dei media. Entrò in NBC nel 1989 e contribuì al lancio di CNBC. Salì poi alla presidenza della divisione via cavo, della tv domestica e dei nuovi media di NBCUniversal, fino a essere scelto come Ceo di Discovery Communications nel 2006, dove gestiva marchi come TLC e Animal Planet. Nel 2022 orchestrò la storica fusione Discovery–WarnerMedia, che gli consegnò il controllo di asset potentissimi come HBO, CNN e TBS, oltre ai vasti studi cinematografici e televisivi di Warner Bros.
Ma Zaslav sostiene che il suo vero vantaggio non sia stato il tempismo o la fortuna, bensì un’etica del lavoro quasi ossessiva. Quella lezione l’ha imparata da adolescente, mentre cercava di diventare un campione di tennis. Dopo i primi successi, rallentò gli allenamenti, convinto che il talento sarebbe bastato. Poi arrivò la realtà: la sua allenatrice, la leggenda Althea Gibson, gli disse senza mezzi termini che non stava lavorando abbastanza. Ed era ormai troppo tardi.
“A 14 anni venivo battuto da quasi tutti quelli che ero abituato a sconfiggere,” ha raccontato Zaslav al commencement della Boston University nel 2023. “Vedevo tutti i giocatori con cui ero cresciuto superarmi. È doloroso essere superati da chi si impegna di più. Ho perso un pezzo della mia identità, ma quel giorno ho giurato che nessuno mi avrebbe mai più superato sul lavoro.”
Lavorare duro è la chiave del successo
Forte della sua esperienza personale, Zaslav ha detto ai laureati della Boston University che il talento conta, ma è solo un “biglietto d’ingresso”. La vera differenza la fa il lavoro duro e non smette nemmeno quando si arriva al vertice. “Se volete davvero realizzare il vostro potenziale, non potete concentrarvi solo su ciò che sapete fare bene, quello è facile,” ha spiegato. “Dovete impegnarvi soprattutto nelle cose in cui non siete bravi e lavorare per migliorare. Farà un’enorme differenza”.
Lui stesso continua a praticare questa disciplina ogni giorno, iniziando con la sveglia alle 4:45. Poi cammina per un’ora e mezza a Central Park West fino al suo ufficio sulla 19ª strada, telefonando o ascoltando musica. Quella stessa disciplina è alla base dei consigli che ha rivolto ai giovani laureati e potrebbe perfino metterli sulla strada per diventare miliardari, proprio come lui. “Create le vostre opportunità e, anche se dovete compiere un grande cambiamento, trovate un modo per fare ciò che amate davvero,” ha detto alla Boston University. “E, soprattutto: mai, mai, mai fatevi superare sul lavoro.”
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

