Il Cile svolta a destra, l’ultraconservatore Kast stravince al ballottaggio

kast cile

L’ultraconservatore José Antonio Kast ha vinto il ballottaggio delle presidenziali cilene con il 58% dei voti, sconfiggendo la comunista Jeannette Jara, ferma al 42%. Kast, al terzo tentativo di insediarsi nel palazzo de ‘La Moneda’, diventerà presidente l’11 marzo. “La mia non è una vittoria personale, né di un qualche partito. Qui ha vinto il Cile, e ha vinto la speranza di vivere senza paura”, ha dichiarato Kast commentando il trionfo. “Non si tratta tanto di chiedere una vita pacifica. Perché per troppo tempo la gente in Cile si è sentita sola. Lo Stato deve assumersi le proprie responsabilità”, ha aggiunto, sottolineando: “Ripristineremo lo stato di diritto. Ripristineremo il rispetto della legge in ogni regione”. La sua campagna si è concentrata soprattutto su sicurezza e migrazione, temi che hanno largamente condizionato il voto, premiando le sue promesse di pugno di ferro contro la delinquenza e l’immigrazione clandestina.

La reazione di Jara

Jeannette Jara ha riconosciuto la sconfitta quando l’85% delle schede è stato scrutinato. “La democrazia si è espressa in modo forte è chiaro. Ho appena parlato con il presidente eletto José Antonio Kast per augurargli il successo per il bene del Cile”, ha scritto su X. Nelle ultime settimane di campagna, Jara aveva in parte indurito il suo discorso sulla criminalità, lasciando temporaneamente in secondo piano le promesse economiche e sociali, come la crescita, la riduzione delle disuguaglianze e l’aumento del salario minimo. Dopo il voto, Kast ha assicurato che sarebbe stato “il presidente di tutti i cileni al di là delle differenze politiche”, mentre Jara ha spiegato: “Posso rispondere solo per il mio operato come ministra del Lavoro… Posso parlare della riforma della previdenza sociale, della riduzione della giornata lavorativa a 40 ore settimanali, della ripresa dell’occupazione con 580.000 posti di lavoro e dell’aumento del salario minimo”.

Il ritorno della destra in Cile

A sei anni dalle proteste sociali del 2019 e a trentacinque dalla fine della dittatura, il Cile torna a eleggere alla presidenza uno dei più convinti difensori del governo militare. Kast è infatti il primo presidente democratico che votò a favore del plebiscito del 1988, che impedì a Pinochet di restare al potere. Durante la campagna, Kast aveva promesso la chiusura delle frontiere e 92 giorni ai residenti illegali per lasciare il Paese, generando tensioni al confine con il Perù, dove si sono riversati centinaia di migranti, principalmente venezuelani. Il Paese affronta ora una svolta politica netta, con un governo che punta su rigore in sicurezza e ordine pubblico.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.