L’Amministrazione statunitense ha approvato un pacchetto di armi destinato a Taiwan senza precedenti. Il valore complessivo è di 11 miliardi di dollari (corrispondenti a 9,4 miliardi di euro) che comprende missili anticarro Javelin e Tow, 82 sistemi missilistici Himars (veicoli su due ruote con una batteria di sei missili, che nella prima fase della guerra in Ucraina si sono rivelati fondamentali per l’esercito di Kyiv), 420 sistemi missilistici Atacms, 60 sistemi di obici semoventi con i relativi equipaggiamenti, software militari, pezzi di ricambio per elicotteri e kit di ricondizionamento per missili Harpoon.
Si tratta del secondo contributo militare che Washington dispone per Taipei. Il primo, risalente allo scorso novembre, prevedeva componenti, pezzi di ricambio, supporto per la riparazione e la restituzione di aerei F-16, C-130 e Indigenous Defence Fighter, per un valore complessivo di 330 milioni di dollari.
Un intervento che intensifica l’impegno della Casa Bianca sul Mar Cinese Orientale, dopo che lo scorso novembre si sono riaccese le tensioni tra Cina e Giappone in seguito alle dichiarazioni della premier nipponica Sanae Takaichi che, in un discorso tenuto alla Dieta nazionale (il Parlamento giapponese), ha definito un potenziale attacco della Repubblica popolare cinese a Taiwan una “minaccia esistenziale” e ha parlato di una possibile risposta militare da parte di Tokyo.
“Questa è la seconda vendita di armi a Taiwan annunciata durante il secondo mandato dell’amministrazione Trump, a dimostrazione del fermo impegno degli Usa per la sicurezza dell’isola”, ha dichiarato il ministero degli Esteri taiwanese Joseph Wu.
La risposta della Cina: “Gli Stati Uniti smettano di armare Taiwan”
Non si è fatta attendere la replica di Pechino che ha intimato agli Stati Uniti di smettere di armare Taipei. “La Cina sollecita gli Stati Uniti a rispettare il principio dell’Unica Cina e a smettere immediatamente le azioni pericolose sugli armamenti a favore di Taiwan”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun.
“Questa iniziativa mina gravemente la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan e invia un segnale sbagliato alle forze separatiste che cercano l’indipendenza con la forza e resistono alla riunificazione, sperperando i soldi guadagnati con fatica dalla gente comune per acquistare armi e trasformando sconsideratamente Taiwan in una polveriera”.
Il pacchetto, prima di diventare effettivo, necessita di passare dal Congresso per un’ultima approvazione. Un’approvazione data per scontata vista la solida maggioranza bipartisan a favore della sovranità di Taiwan, sebbene gli Usa non la riconoscano ancora formalmente.
