Dal 23 dicembre la Cina adotterà dei dazi provvisori sui prodotti lattiero-caseari europei. Lo ha annunciato il ministero del Commercio di Pechino. Le tariffe varieranno dal 21,9% al 42,7%, sebbene la maggior parte delle aziende colpite pagherà circa il 30%, e riguarderanno prodotti come latte e formaggi.
Questa mossa deriva da un’indagine preliminare svolta dalle autorità cinesi in cui emerge che i prodotti lattiero-caseari importati provenienti dall’Ue ricevono sussidi e quindi l’industria lattiero-casearia nazionale cinese ha subito danni sostanziali. L’indagine è stata avviata il 21 agosto 2024 su richiesta della Dairy Association of China e della China Dairy Industry Association. L’indagine è stata condotta in conformità con le leggi e i regolamenti cinesi e le norme dell’Omc, ha aggiunto il Ministero.
Nello specifico, una decina di aziende francesi pagheranno il 29,7%, mentre altre 50 provenienti da altri Paesi tra cui Italia e Germania saranno soggette a un dazio del 28,6%.
L’Unione europea è la seconda fonte di prodotti lattiero-caseari per la Cina, dietro solo alla Nuova Zelanda, secondo i dati doganali cinesi.
La Cina – riporta Reuters – è il secondo Paese di destinazione per il latte scremato in polvere e la quarta per il burro e il latte intero in polvere, secondo dati Ue risalenti al 2023.
Le tensioni commerciali tra Ue e Cina
Le relazioni tra Ue e Cina, in materia di commercio, hanno subito un drastico peggioramento nel 2023 quando l’Unione europea ha svolto un’indagine sulle sovvenzioni relative ai veicoli elettrici prodotti in Cina. Per tutta risposta, Pechino aveva avviato delle indagini in tal senso sul brandy e la carne di maiale imponendo, anche in quel caso, dei dazi provvisori che poi sono stati attenuati nella decisione definitiva. La speranza è che anche per i prodotti lattiero-caseari ci possa essere lo stesso iter e arrivare ad una mediazione.
Un settore già colpito dai dazi Usa
Il settore caseario era stato colpito dai dazi anche dagli Stati Uniti, altro mercato di grande rilievo per le esportazioni del comparto. A luglio, a seguito della mediazione tra Trump e Von der Leyen, era stato trovato un accordo sulla base del 15%, con un impatto stimato su tutti i prodotti del Made in Italy tra gli 8 e i 10 miliardi di euro.

