Oltre il tabacco fra innovazione e regolazione

Pierre Durinck

Harm reduction come terzo pilastro della salute, l’Italia come laboratorio di policy.

La riduzione del danno da tabacco è oggi una delle frontiere più discusse della salute pubblica globale. In un momento in cui le istituzioni si interrogano su come conciliare tutela della salute, libertà di scelta e innovazione, la scienza sta ridefinendo anche un settore storicamente tradizionale come quello del tabacco.

In questo contesto in piena trasformazione, BAT sta ripensando il proprio modello industriale e di ricerca con l’obiettivo di costruire un futuro senza fumo. Innovazione tecnologica, dialogo regolatorio e investimenti sul territorio sono i tre assi di una strategia che punta sulla riduzione del danno e su un confronto sempre più aperto tra istituzioni, comunità scientifica e industria. Abbiamo avuto l’opportunità di discuterne con Pierre Durinck, Head of corporate and regulatory affairs Americas & Europe di British American Tobacco.

Qual è il ruolo delle policy pubbliche nel favorire lo switch dai prodotti tradizionali a quelli a rischio ridotto, e quali opportunità economiche può aprire questa transizione a livello globale?

Le policy pubbliche svolgono un ruolo decisivo nell’accelerare la transizione dalle sigarette tradizionali ai prodotti a rischio ridotto (RRPs). È fondamentale una regolamentazione che riconosca il principio del continuum del rischio: non tutti i prodotti contenenti nicotina comportano lo stesso livello di rischio, e le policy dovrebbero riflettere questa evidenza scientifica.

Creando mercati aperti, con regole chiare e un’applicazione rigorosa, i Governi possono garantire che i fumatori adulti abbiano accesso ad alternative differenti, prevenendo al contempo usi impropri. Questo approccio non rappresenta solo un’opportunità di salute pubblica, la riduzione del danno può essere riconosciuta come il terzo pilastro della salute, accanto alla prevenzione e alla cessazione, ma anche un motore economico.

A livello globale, la trasformazione verso prodotti senza combustione sta generando nuovi ecosistemi industriali, attirando investimenti in R&S, manifattura avanzata e sostenibilità. BAT investe da sola oltre 350 milioni di sterline all’anno in innovazione e scienza, e oggi le categorie senza combustione rappresentano più del 18% dei ricavi del Gruppo, con oltre 30 milioni di consumatori adulti nel mondo.

I Paesi che adottano politiche equilibrate e basate sulle evidenze possono beneficiare di creazione di posti di lavoro, leadership tecnologica e stabilità fiscale. In sintesi, la policy pubblica è il catalizzatore di un ciclo virtuoso: ridurre l’impatto sulla salute, favorire l’innovazione e sbloccare la crescita economica su scala globale.

L’Italia può avere un ruolo chiave nel dibattito europeo sulla riduzione del danno. Come può contribuire a un quadro regolatorio più equilibrato e basato sull’evidenza scientifica?

L’Italia è in una posizione unica per guidare il dibattito europeo sulla riduzione del danno. Come uno dei maggiori produttori di tabacco dell’Ue e Paese con una solida base industriale, l’Italia combina credibilità e rilevanza strategica. Il suo quadro normativo e fiscale è sempre più allineato ai livelli di rischio dei prodotti, riconoscendo che l’innovazione deve essere sostenuta, non penalizzata.

Questo approccio consente investimenti a lungo termine e posiziona l’Italia come punto di riferimento per una regolamentazione pragmatica e basata sulla scienza. Il rinnovo del calendario fiscale in vista della Direttiva sulle Accise del Tabacco (Ted) è un passo cruciale: la certezza fiscale permette ad aziende come BAT di pianificare investimenti pluriennali, come i 500 milioni di euro dedicati all’Innovation Hub di Trieste—il sito più avanzato d’Europa per i prodotti di nuova generazione.

L’Italia può promuovere una tassazione differenziata per i prodotti senza combustione e flessibilità agli Stati membri affinché possano adattare le norme alle specificità locali, evitando un approccio uniforme che potrebbe compromettere la salute pubblica e la competitività industriale. Promuovendo la riduzione del danno come terzo pilastro della salute e valorizzando la propria eccellenza industriale, l’Italia può contribuire ad un quadro normativo che acceleri la trasformazione in tutta Europa.

Con la piattaforma OMNI, BAT ha scelto di rendere pubbliche evidenze scientifiche e dati sulla riduzione del danno. Come sta cambiando, grazie a questa piattaforma, il modo in cui l’azienda dialoga con le istituzioni?

OMNI rappresenta un cambiamento di paradigma nel modo in cui BAT dialoga con istituzioni e stakeholder. La trasparenza è il pilastro del nostro approccio alla riduzione del danno, e OMNI è la risorsa dinamica al centro di questo dialogo.

La piattaforma raccoglie studi scientifici, posizioni regolatorie e materiali educativi, consentendo a decisori politici, ricercatori e professionisti sanitari di accedere a dati affidabili sui prodotti a rischio ridotto.

Questa apertura favorisce fiducia e decisioni informate, spostando la conversazione dall’ideologia alle evidenze. Rendendo pubblica la nostra scienza, puntiamo ad accelerare il percorso globale verso un mondo senza combustione e a supportare i regolatori nella definizione di politiche che riflettano il continuum del rischio.

OMNI non è solo un archivio, è uno strumento di collaborazione, che rafforza l’impegno di BAT per innovazione, responsabilità e dialogo costruttivo. In un’epoca in cui la disinformazione può ostacolare i progressi, OMNI garantisce che la riduzione del danno sia compresa come una strategia di salute pubblica comprovata, basata su scienza e trasparenza.

Il lancio del tavolo permanente con la Regione Friuli-Venezia Giulia, fondato su un approccio di dialogo verso politiche di riduzione del danno, è la dimostrazione che un modello di collaborazione pubblico-privato può portare benefici al territorio se basato su solide evidenze. Quali risultati vi aspettate e quali i prossimi passi?

Il tavolo permanente con la Regione Friuli-Venezia Giulia è un esempio pionieristico di come il dialogo pubblico-privato possa tradursi in benefici concreti per il territorio. Basata su evidenze scientifiche e obiettivi condivisi, questa iniziativa mira a creare un contesto normativo che supporti riduzione del danno, sviluppo industriale e sostenibilità.

I risultati attesi includono una maggiore consapevolezza della riduzione del danno come opportunità di salute pubblica, la promozione di una tassazione differenziata per i prodotti a rischio ridotto e il rafforzamento del ruolo dell’Italia come punto di riferimento europeo per l’innovazione.

Per la regione, i benefici sono tangibili: l’Innovation Hub di Trieste sta già generando posti di lavoro ad alto valore, capacità produttive avanzate e un marchio ‘Made in Italy’ che aumenta la competitività globale. I prossimi passi prevedono l’estensione del dialogo anche ad altre regioni e livelli istituzionali, favorendo un quadro nazionale che integri la riduzione del danno nelle politiche sanitarie.

Questo modello dimostra che la collaborazione, quando basata su trasparenza ed evidenze, può guidare la trasformazione, a beneficio della società e dell’economia.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di dicembre 2025 – gennaio 2026 (numero 10, anno 8)

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