Cinquanta mld di euro in distribuzione ai soci, utile da 11,5 mld di euro nel 2029 dai 9,3 del 2025: sono alcuni dei numeri del nuovo Piano d’impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo presentato dal Ceo, Carlo Messina, che per ognuno dei prossimi quattro anni punta a un payout ratio del 95%: il 75% in dividendi e il 20% tramite buyback, con la possibilità che le somme aumentino dal 2027.
Ma nel piano non ci sono solo numeri: c’è anche il racconto della trasformazione del Gruppo, che secondo i vertici di Intesa sarà ancora più caratterizzato dalla sua dimensione digitale e dall’intelligenza artificiale (che risolverà in automatico l’80% delle richieste dei clienti), mentre il ricambio generazionale dei dipendenti (che vale mezzo miliardo di costi risparmiati) porterà il personale a diminuire di 6.100 unità, saldo netto tra uscite ed entrate.
“Conseguiremo un aumento di produttività con l’intelligenza artificiale”, ha detto l’amministratore delegato. L’obiettivo, spiega Messina, “è abilitare nuove opportunità di business, migliorare ulteriormente la gestione dei rischi e aumentare l’efficienza operativa”.
Le parole di Carlo Messina
Intanto il Ceo si tiene lontano dalla “bolla” italiana delle acquisizioni e definisce un percorso internazionale che punterà su un’espansione organica più che sull’M&A. “È vero che non siamo interessati alle fusioni e acquisizioni, ma possiamo sempre fare analisi di fusioni e acquisizioni. Facendo queste analisi, abbiamo visto che non c’erano possibilità in tal senso e questo ci ha condotto alla decisione di andare ad una allocazione del Capitale migliore”, ha detto Messina, in una call con gli analisti. “Qualunque tipo di M&A che può avvenire non cambierà la nostra solida leadership nel Paese”.
Anche dal forte collegamento tra Mps e Generali non deriverà nessuna minaccia. “Generali è un chiaro player nel campo assicurativo, ma per quanto riguarda il risparmio gestito in Italia ritengo che le sue dimensioni non siano diverse da quelle di Bpm”, sottolinea Messina. “La possibilità con Monte dei Paschi di Siena potrà accelerare il collocamento di prodotti assicurativi, ma ancora una volta non dimentichiamoci che il primo player in Italia anche per quanto riguarda le riserve di Assicurazione vita è Intesa Sanpaolo e non Generali”.
Gli investimenti in tecnologia
Il piano prevede 5,1 miliardi di euro di investimenti, di cui 4,6 miliardi destinati a tecnologia e crescita. Sarà centrale l’estensione della piattaforma digitale cloud-native isytech, che porterà quasi il 100% degli applicativi in cloud entro il 2029.
Spostando tutto su cloud i risparmi di costo saranno fino a 350 mln di euro entro fine piano.
Intanto secondo Intesa l’evoluzione dell’AI e dei suoi agenti consentirà un ridisegno dei processi operativi “agent-first”, un “rafforzamento dei presidi di rischio” e un aumento della produttività di oltre il 20% nel middle e back office.
Oltre l’80% delle richieste della clientela saranno risolte automaticamente nel 2029. Intesa prevede anche un forte “insourcing strategico”, con risparmi sui costi esterni per circa 200 mln di euro a regime.
L’aumento dei clienti grazie a business internazionale e Isybank
Intanto grazie al digitale ma anche alla strategia internazionale aumenteranno i clienti: nel 2029 aumenteranno di 2,5 milioni, a circa 24 milioni, grazie soprattutto a Isybank e alla Divisione International Banks.
Isybank punta a oltre 2 milioni di clienti nel 2029 (obiettivo ridimensionato rispetto ai 4 milioni a cui puntava Intesa quando ha lanciato la sua banca digitale) con attività finanziarie a circa 8 miliardi di euro e un utile netto vicino ai 100 milioni, rispetto ai 19 milioni del 2025.
Le banche controllate internazionali cresceranno grazie a maggiori sinergie di gruppo, al rafforzamento delle competenze di consulenza e a una nuova rete “Fideuram-style” di circa 1.200 consulenti finanziari. Nel 2029 la Divisione International Banks è attesa a 1,8 miliardi di utile netto, con impieghi a 67 miliardi, commissioni a 1 miliardo e attività finanziarie della clientela a 122 miliardi.
L’obiettivo è lo sviluppo di Hub integrati nei principali Paesi europei in cui Intesa Sanpaolo è presente (Francia, Germania e Spagna) per servire diversi segmenti di clientela.
Il risparmio sui costi e il ricambio generazionale
Nell’ambito della strategia di riduzione strutturale dei costi, il piano punta anche a un’accelerazione del ricambio generazionale “senza impatti sociali”.
È prevista una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029, che si aggiunge alla riduzione di circa 3.900 dipendenti nel 2025, con risparmi di costo pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030).
Soprattutto grazie gli investimenti tecnologici già effettuati i costi operativi scenderanno a 11,3 miliardi nel 2029 dagli 11,5 miliardi dell’anno scorso. Il cost/income ratio è in miglioramento al 36,8% dal 42,2% del 2025.
Il percorso occupazionale prevede circa 12.400 uscite complessive, di cui 9.750 in Italia tramite uscite volontarie e turnover naturale, 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali, e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come Global Advisor, in aggiunta alle circa 1.300 assunzioni già effettuate nel 2025, prevalentemente nella stessa figura professionale.
Non solo azionisti: 500 mld di valore in quattro anni per gli stakeholder
Nel quadriennio del piano Intesa Sanpaolo stima di creare circa 500 mld di euro di valore per tutti gli stakeholder:
- 50 mld per gli azionisti
- 374 mld per famiglie e imprese tramite nuovo credito (260 mld in Italia) con una crescita del 26% rispetto ai quattro anni precedenti. Sul fronte del risparmio, Intesa prevede un incremento di circa 200 miliardi delle attività finanziarie della clientela, fino a 1.700 miliardi, un aumento del risparmio gestito di 101 miliardi a 663 miliardi e una forte crescita dell’assicurativo danni, con premi a 2,3 miliardi di euro nel 2029 da 1,6 miliardi.
- 17 mld in acquisti e investimenti verso fornitori
- 26 miliardi di imposte a favore del settore pubblico e circa un miliardo di euro per i bisogni sociali, mentre il sustainable lending rappresenterà il 30% del nuovo credito erogato.
L’esposizione verso la Russia
Prosegue infine la riduzione dell’esposizione verso la Russia, diminuita di oltre il 94% rispetto a giugno 2022 e oggi pari allo 0,05% dei crediti complessivi del gruppo. Bene anche la parabola dei conti con la banca che ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto al 2024, a fronte – spiega l’istituto – di oltre 1 miliardo di euro allocato sull’utile ante imposte per azioni gestionali finalizzate all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del gruppo. Tali interventi contribuiscono a una previsione di utile netto per il 2026 pari a circa 10 miliardi di euro.
“I risultati del 2025 – sottolinea Intesa Sanpaolo – sono pienamente in linea con le indicazioni fornite al mercato e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”
