L’esperienza come valore: l’economia dei ricordi

luxury economy experience

Dallo shopping ai viaggi, dagli oggetti agli eventi: le scelte dei consumatori raccontano un cambiamento profondo nelle priorità, tra desiderio di vita vissuta, status e nuove forme di consumo.

Paga per fare, non per avere. Vi rivolgo una domanda: lo shopping vi appassiona come un tempo oppure oggigiorno le vostre abitudini di consumo si sono spostate altrove? Se aprite l’armadio, non vi manca nulla, ognuno di noi dispone di tutto il necessario per sopravvivere. Abbiamo tutto ciò che ci serve.

Quello che i consumatori cercano ogni giorno di più si chiama ‘esperienza’, intesa come conoscenza diretta della realtà: viaggi nuovi e occasioni rare, visioni, emozioni, sensazioni. Ognuno di noi vuole creare ricordi, memoria. E lo fa programmando il prossimo viaggio, acquistando i biglietti di un concerto o di un volo aereo, prenotando un hotel, ritagliandosi il tempo per una gita fuori porta. Da questa consapevolezza di un cambio, graduale ma inarrestabile, delle abitudini dei consumatori, nasce quella che oggi si chiama ‘experience economy’, che applica il lusso al variegato mondo delle esperienze.

Hotel stellati, cene stellate, viaggi stellari: il numero di Fortune Italia che andrete a leggere racconta alcuni protagonisti e le nuove tendenze di un settore in vorticosa crescita, motore economico e culturale che ha spostato il focus dal materiale all’immateriale. È interessante, in proposito, un rapporto curato da Altagamma, una fondazione che raccoglie alcuni grandi brand di settore: lo scorso anno il mercato globale del lusso chiude con un fatturato di circa 1.480 mld di euro.

Cala la quota dei beni di lusso personali (363 mld di euro: orologi, gioielli, pelletteria, occhiali, prodotti di bellezza), ma in questo spicchio cresce del 5 percento il cosiddetto lusso esperienziale. In altre parole, l’esperienza è diventata una delle parole d’ordine dell’economia del nuovo millennio. Naturalmente l’Italia, con il suo patrimonio di bellezze, con il suo straordinario made in Italy e con l’ampia offerta di hotel d’alta gamma, è una meta favorita in questo settore dove il valore risiede non più nel possesso di oggetti ma nelle esperienze accumulate. La ricerca della felicità (e dello status) è nella vita vissuta. Nelle sfide e nelle avventure.

La competizione tra Nissan e Porsche è stata sostituita da altre comparazioni: vacanze alle Maldive o a Roccaraso? L’esplosione del digitale ha accelerato l’impennata della experience economy, soprattutto dopo il Covid: sui social network è importante esibire le proprie foto in modalità ‘turista gaudente’, con uno sfondo da cartolina o alle prese con pietanze dai nomi impronunciabili.

Se c’è un concerto o un evento di grido, è importante testimoniare, con tanto di hashtag, “io c’ero”. Non importa se mi sono indebitato per esserci, conta esserci. E in questo l’economia delle esperienze è molto più ‘democratica’: i ricordi restano, nessuno può riprenderseli indietro.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di febbraio 2026 (numero 1, anno 9)

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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