Dicembre 2025 è stato un mese molto positivo per l’export italiano: l’Istat ha infatti rilevato una crescita su base annua del 4,9% in termini monetari e del 3,6% in volume. L’aumento tendenziale riguarda entrambe le aree, Ue (+4,7%) ed extra Ue (+5,1%). Anche su base mensile, anche se in misura nettamente inferiore, è evidenziata una crescita congiunturale dello 0,3%, sintesi di un incremento per l’area extra-Ue (+1,9%) e di una contrazione per l’area Ue (-1,1%).
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita dell’export nazionale si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+25,2%). All’opposto, coke e prodotti petroliferi raffinati (-31,0%) fornisce il contributo negativo più ampio.
I dati del 2025 diffusi dall’Istat
Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, l’export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).
Lo Stato che fornisce il contributo positivo maggiore è senza dubbio la Svizzera (+41,7%). Seguono i Paesi Asean (+48%), Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%). Flettono le esportazioni verso Turchia (-17,0%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%).
Superati i 50 miliardi di surplus commerciali
il surplus commerciale – sottolinea l’Istat – è pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni). Il saldo commerciale a dicembre 2025 è pari a +6.037 milioni di euro (in crescita rispetto ai +5.147 milioni di dicembre 2024).
Crescono anche le importazioni
Nell’ultimo mese del 2025 anche l’import registra una crescita tendenziale del 3,4% in valore – determinata dall’aumento delle importazioni dai paesi Ue (+7,1%) mentre si riducono quelle dai paesi extra Ue (-1,1%) – e del 7,7% in volume. Inoltre, i prezzi all’import diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (da -2,8% di novembre); nella media 2025 i prezzi flettono dell’1,7% (era -1,5% nel 2024).

