Set-jetting: quando le serie tv impattano sul turismo

turismo e serie tv

Serie Tv e piattaforme di streaming non solo influenzano l’immaginario collettivo, ma orientano in modo sempre più decisivo le scelte di viaggio, trasformando territori reali in destinazioni globali.

Dai paesaggi surreali di ‘Stranger Things‘ in Georgia ai sontuosi palazzi Regency di ‘Bridgerton‘ nel Regno Unito, le serie Tv contemporanee non sono più soltanto prodotti di intrattenimento. Sono diventate potenti catalizzatori di flussi turistici, capaci di trasformare città, regioni e persino interi Paesi in destinazioni ambite dai fan di tutto il mondo. Dalle location tra Irlanda del Nord e Marocco de ‘Il Trono di Spade‘ fino alla Sicilia ottocentesca raccontata ne ‘I leoni di Sicilia‘, gli spettatori possono letteralmente entrare nelle storie viste sullo schermo, scegliendo di seguire le orme dei propri personaggi preferiti.

È il fenomeno del set-jetting, o screen tourism, una tendenza in costante crescita: nel 2026 oltre il 53% dei viaggiatori globali dichiara di voler visitare luoghi apparsi in film o serie Tv. Le evidenze empiriche mostrano che circa l’81% dei viaggiatori appartenenti alle generazioni Gen Z e Millennial pianifica i propri spostamenti sulla base di contenuti audiovisivi, segnalando una trasformazione profonda nei driver di scelta del consumatore contemporaneo. I set diventano così veri e propri ‘santuari’ per i fan, in grado di generare valore economico, promozione territoriale e nuove forme di turismo esperienziale.

Non mancano esempi iconici: il New Mexico di ‘Breaking Bad‘, dove Albuquerque è diventata una tappa imprescindibile per i fan di Walter White; oppure Highclere Castle per ‘Downton Abbey‘, che ha registrato una crescita esponenziale dei visitatori internazionali. Questi luoghi non si limitano ad attrarre milioni di persone ogni anno, ma diventano spesso il fulcro di tour tematici, iniziative culturali e merchandising dedicato, trasformando il viaggio in un’esperienza immersiva sospesa tra finzione e realtà.

Il valore economico del cineturismo

Il set-jetting si è affermato come una leva strategica di marketing territoriale e sviluppo economico, anche grazie all’espansione globale delle piattaforme di streaming come Netflix e Hbo. Le produzioni audiovisive attraggono capitali, creano occupazione locale e stimolano investimenti infrastrutturali, dalla realizzazione e ristrutturazione dei set alle strutture ricettive. Allo stesso tempo, garantiscono una visibilità internazionale a costi spesso inferiori rispetto alle campagne promozionali tradizionali: una serie di successo diventa così un asset turistico di lungo periodo, capace di generare flussi per anni.

L’impatto economico si misura anche attraverso il cosiddetto moltiplicatore turistico: ogni euro investito in incentivi alle produzioni può tradursi in ricadute significative per l’economia locale, favorendo la crescita di ristorazione, trasporti, attività culturali e artigianato. I set cinematografici e televisivi trasformano il patrimonio culturale e paesaggistico in un brand riconoscibile su scala globale, rafforzando l’immagine dei territori e aprendo nuove opportunità di business per operatori e destinazioni.

Geopolitica della produzione cinematografica

Gli Stati Uniti continuano a detenere il primato nella produzione cinematografica globale, in termini di volumi e redditività. Secondo i dati di The Numbers, nel 2024 le produzioni statunitensi hanno generato oltre il 69% del box office mondiale, confermando la centralità di Hollywood nel sistema audiovisivo internazionale. Nello stesso anno, Los Angeles ha rafforzato la propria leadership anche in termini di marginalità, trainata da blockbuster come ‘Inside Out 2‘, che ha superato 1,6 miliardi di dollari di incassi globali.

In Europa, Regno Unito e Francia si confermano tra i principali hub produttivi grazie a un mix di infrastrutture consolidate, competenze tecniche e politiche di incentivazione fiscale. L’Italia si colloca al quarto posto nel ranking globale per capacità produttiva, con set distribuiti tra Roma, Sicilia, Matera e Venezia. Secondo i dati Anica, nel 2024 sono stati classificati circa 400 film, di cui oltre 260 di produzione interamente italiana e più di 100 in coproduzione internazionale, a conferma di un settore dinamico e sempre più integrato nei flussi globali dell’audiovisivo.

Nel complesso, la geografia della produzione cinematografica riflette un equilibrio tra la supremazia industriale statunitense e la crescente competitività dei mercati europei, sostenuta da tax credit, fondi regionali e strategie di attrazione delle produzioni straniere, che trasformano i territori in piattaforme produttive e, al contempo, in potenti strumenti di promozione turistica.

Da un set all’altro passando per i Continenti

America – La Georgia di ‘Stranger Things’

Ambientata nella fittizia Hawkins, la serie cult dei fratelli Duffer ha trasformato la Georgia in una meta iconica. Location come la casa dei Byers a Fayetteville, il Gwinnett Place Mall di Duluth e la scuola elementare di Jackson sono oggi tappe obbligate per i fan. Tra tour guidati, escape room ispirate all’Upside Down ed eventi cosplay, il turismo legato alla serie si è strutturato come un vero ecosistema economico e culturale, valorizzando anche aree suburbane precedentemente poco conosciute.

Africa – ‘Il Trono di Spade’ in Marocco

Le città fortificate di Aït-Ben-Haddou in Marocco

Le città fortificate di Aït-Ben-Haddou e i deserti marocchini hanno dato vita a Meereen e alle terre di Essos, trasformando intere regioni in attrazioni cinematografiche. Le riprese hanno consolidato il Marocco come hub internazionale per le produzioni audiovisive e oggi i tour cinematografici, spesso accompagnati da guide locali, permettono di esplorare paesaggi spettacolari e villaggi storici, intrecciando l’esperienza turistica con quella culturale e identitaria del Paese.

Europa – L’Italia de ‘I leoni di Sicilia’

Lo skyline di Palermo

La serie racconta l’ascesa dei Florio nella Sicilia dell’Ottocento, restituendo un’immagine intensa e stratificata dell’isola. Tra Palermo, Roma e Milano, il mare, i palazzi nobiliari e le identità culturali diventano parte integrante della narrazione. Il turismo legato alla serie valorizza non solo il patrimonio storico, ma anche artigianato, gastronomia e tradizioni locali, trasformando la Sicilia in un set a cielo aperto dove cultura, storia e storytelling televisivo si fondono.

Oceania – L’Australia di ‘Territory’

La natura incontaminata del Kakadu National Park in Australia

I paesaggi estremi e incontaminati del Northern Territory, dal Kakadu National Park al Litchfield National Park, assumono un ruolo da protagonisti. La serie ha contribuito a promuovere un turismo orientato all’avventura e alla natura, attraverso esperienze come escursioni guidate, tour fotografici e incontri con le comunità locali. L’impatto economico si riflette anche nella crescita della domanda di servizi ricettivi e trasporti, rafforzando l’intero ecosistema turistico regionale.

Asia – La Corea del Sud di ‘Squid Game’

Più che una serie, ‘Squid Game‘ è diventato un fenomeno culturale globale e un potente strumento di promozione territoriale per la Corea del Sud. Sebbene molte ambientazioni siano ricostruite in studio, l’associazione tra la serie e il Paese è così forte che il termine Squid Game rientra stabilmente tra i primi 25 argomenti correlati alla Corea del Sud nelle ricerche Google.

L’impatto si estende anche a luoghi simbolici come l’Aeroporto Internazionale di Incheon e all’immaginario urbano di Seul, che diventa parte integrante dell’esperienza per i fan. La serie dimostra come, anche in assenza di location “cartolina”, una produzione possa trasformare un intero Paese in un set mentale e simbolico, capace di attrarre milioni di visitatori mossi dal desiderio di vivere l’atmosfera vista sullo schermo.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di febbraio 2026 (numero 1, anno 9)

Poste Italiane Dic 25

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