Quanti soldi servono a Leonardo Maria Del Vecchio per sbloccare l’eredità del padre e il destino di Delfin?
L’anticipazione di Repubblica è stata confermata: il figlio del fondatore di Luxottica ha scritto a Delfin, la gigantesca cassaforte di famiglia con sede in Lussemburgo, per esprimere la volontà di esercitare il diritto di prelazione sulle due quote dei fratelli Luca e Paola. Ogni quota – sono otto – vale il 12,5%.
All’Ansa fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio hanno confermato che “ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre”.
Le stesse fonti hanno anche dato qualche indicazione sulla trattativa: come di consueto in questi casi sarebbe a sconto rispetto ai valori attuali di Delfin, che ha partecipazioni in EssilorLuxottica (il 32%) ma è anche una protagonista del risiko bancario italiano con quote in Mps, Unicredit e Generali.
Quanto può costare l’operazione
Facendo i conti, Leonardo Maria Del Vecchio vuole prendersi il 25% di un gigante che vale circa 50 mld. Per farlo avrà bisogno delle banche.
Già oggi le sue attività imprenditoriali personali, che ruotano intorno al suo family office, sono finanziate prevalentemente a debito: ad agosto scorso, ad esempio, Lmdv Capital ha sottoscritto con Indosuez Wealth Management (Gruppo Crédit Agricole) una linea di finanziamento da 350 milioni di euro, e non ha ancora flussi di cassa sostanziosi nonostante i tanti investimenti: il Giornale, tra i più recenti, insieme al gruppo editoriale di Giorno, Nazione, Resto Del Carlino e Qn. Tra le scommesse c’è anche il Twiga di Flavio Briatore.
Per prendersi un quarto di Delfin servono tanti miliardi: forse non quattordici (in base ai valori di mercato attuali) ma almeno più di nove, secondo i conti fatti da Repubblica, considerando che in queste operazioni lo sconto per le holding finanziarie quotate in Borsa è di circa il 20% rispetto al net asset value (valore meno debiti). Infatti anche un’altra sorella, Marisa, avrebbe chiesto alla holding di rilevare le due quote, riporta il quotidiano ricordando che scongelare la situazione vorrebbe dire sbloccare anche i dividendi oltre il 10%, a quel punto carta di scambio da usare con gli istituti finanziari per sostenere un’operazione multimiliardaria.
Le tappe precedenti
Leonardo Maria Del Vecchio è il quarto dei sei figli dell’imprenditore scomparso nel 2022, ma le quote sono otto, perché tra gli eredi ci sono anche moglie Nicoletta Zampillo e suo figlio, Rocco Basilico, che a fine 2025 ha lasciato EssilorLuxottica proprio dopo gli screzi sulla sua quota.
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Il nodo da sciogliere, per Leonardo Maria, consiste nella decisione di tre fratelli, Luca, Paola e Clemente: hanno accettato l’eredità ma al tempo stesso hanno chiesto il beneficio di inventario. L’eredità è congelata.
I due fratelli, Luca e Paola, hanno tra l’altro progetti diversi per le loro quote. A fine ottobre dell’anno scorso hanno chiesto di poterle trasferire in un’altra società, separata, per renderle negoziabili e bancabili, il che vuol dire poterle usare come garanzia per accedere a nuovo credito.
Solo cinque degli otto soci avevano dato il via libera, e Luca e Paola si sono così rivolti al giudice del Lussemburgo, la sede legale di Delfin, per la definizione di un prezzo. Giudice che non si è ancora pronunciato e che potrebbe non farlo per ancora qualche mese.
