OpenAI modifica l’accordo con il Pentagono: “Niente sorveglianza di massa”

sam altman openai

Sono giorni burrascosi per le compagnie americane di intelligenza artificiale. Dopo il rifiuto di Anthropic di piegarsi alla richiesta del dipartimento della Guerra degli Usa ad eliminare i limiti etici all’AI messa a disposizione delle forze armate. Ora, OpenAI ha comunicato di aver raggiunto un’intesa per modificare alcune parti del contratto stipulato col Pentagono lo scorso 28 febbraio.

Nello specifico, al testo è stato aggiunta questa clausola: “In conformità con le leggi applicabili, tra cui il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, il National Security Act del 1947, il Fisa Act del 1978, il sistema di intelligenza artificiale non deve essere utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di cittadini e persone statunitensi”.

Oltre al non utilizzo della propria tecnologia per la sorveglianza di massa, OpenAI ha messo in chiaro altre due linee rosse: nessun uso della sua AI per dirigere i sistemi d’arma autonomi o per le decisioni automatizzate considerate ad ‘alto rischio’.

Il fondatore Sam Altman ha dichiarato che per OpenAI “è fondamentale proteggere le libertà civili degli americani, e l’attenzione su questo aspetto è stata così forte che è stata specificata con particolare chiarezza, anche per quanto riguarda le informazioni acquisite commercialmente. Come per ogni cosa che fatta con l’implementazione iterativa, l’azienda continuerà ad apprendere e perfezionare strada facendo”.

Il calo di reputazione di OpenAI

Sam Altman ha poi fatto un mea culpa sostenendo che è stato un errore “affrettarsi a rendere noto l’accordo già venerdì”, poiché “agli occhi dell’opinione pubblica potrebbe essere sembrato opportunistico e approssimativo“. Inoltre, ha difeso Anthropic, una delle rivali più importanti nella corsa all’intelligenza artificiale, definendo un errore da parte del dipartimento della Difesa Usa inserirla nella ‘lista nera’.

Tuttavia, il danno di immagine e di reputazione è stato piuttosto importante: il 28 febbraio, il giorno dell’annuncio dell’intesa, le disinstallazioni dell’app di ChatGpt – secondo quanto rilevato da ‘Sensor Tower’ – hanno raggiunto il 295%. Oltre a ciò sono aumentate del 775% le valutazioni negative del chatbot. Al contrario Claude di Anthropic ha registrato un’impennata di download del 51%.

I motivi che hanno spinto Altman a fare un accordo col Pentagono

Sono diversi i fatto che hanno spinto l’azienda di Sam Altman a stipulare un accordo con il Pentagono. OpenAI – in una nota – ha sostenuto che “l’esercito statunitense ha assolutamente bisogno di modelli di intelligenza artificiale solidi per supportare la propria missione, soprattutto di fronte alle crescenti minacce provenienti da potenziali avversari che stanno integrando sempre più tecnologie di intelligenza artificiale nei propri sistemi”.

Un altra motivazione è stata la volontà di “allentare la tensione” tra il dipartimento della Guerra e le aziende di intelligenza artificiali statunitensi, poiché per un futuro migliore è sempre più necessaria una “collaborazione proficua” con il Governo.

In più, OpenAI ritiene che il suo accordo dia “maggiori garanzie e tutele rispetto a quelli precedenti, incluso il contratto originale di Anthropic”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.