Borsa debole per la guerra in Iran, crollano Nexi e Amplifon

Ancora deboli le borse europee mentre continua il conflitto in Iran. I listini europei non perdono come nei primi giorni della settimana ma viaggiano in negativo, con Milano che arretra dello 0,7% e l’Euro Stoxx dello 0,6%.  

Intanto sono ancora in rialzo i prezzi del petrolio, mentre quello che esce dal Golfo si ferma e le raffinerie di altri Paesi nel mondo (Giappone e India) rallentano. Il Brent arriva a +3% a 84,28 dollari il barile dopo il massimo storico da oltre 85 dollari del 3 marzo. 

Il WTI registra un +3,6% a 77,46 dollari, vicino al massimo storico di 78,09. Con quasi nessun barile in uscita dal Golfo Persico dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani nel fine settimana, le raffinerie di Giappone, Indonesia e India hanno iniziato a ridurre i livelli di lavorazione e a sospendere le esportazioni.

Tra le preoccupazioni dei mercati anche le decisioni delle banche centrali sui tassi, che potrebbero essere rinviati a fronte di un’inflazione in rialzo, spinta dal greggio.

Intanto salgono i rendimenti dell’obbligazionario, con il BTP italiano al 3,49%, +6 punti base e il Bund al 2,79%, +4 punti base. 

Lo Spread è a 70 punti base, e la tendenza potrebbe anche spingere il Mef a rivedere i rendimenti sul Btp Valore in collocamento questa settimana. 

A Piazza Affari guidano la discesa del listino i titoli di Amplifon (-14% dopo conti che hanno visto un utile in calo del 15,4%) e Nexi che ha toccato il –20% dopo una svalutazione «non-cash» di 3,7 miliardi dell’avviamento che si è rilfessa sui conti con una perdita da 3,4 miliardi. Al netto dell’onere straordinario, i ricavi sono stati di 3,6 mld. 

In discesa anche Mps e Mediobanca dopo il Cda che ha escluso l’Ad Luigi Lovaglio dal futuro dell’istituto senese, che nell’assemblea di metà aprile dovrà scegliere una nuova guida (con Fabrizo Palermo, attuale Ad di Acea, principale indiziato). 

Tra gli altri titoli risaltano in positivo Campari (+7%), gli energetici Eni (+1,13%) e Snam (+1,2%) e poi STM (+4,4%) e Tim (0,75%).

Mps, l’Ad Lovaglio fuori dalla lista del cda. In lizza Palermo, Vivaldi e Passera

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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