Bob Iger lascia Disney: cosa succede ora nel colosso da 176 miliardi

Bob Iger Ceo Disney

Si chiude l’era di Bob Iger alla guida di The Walt Disney Company. Il manager lascia il ruolo di amministratore delegato e passa il testimone a Josh D’Amaro, aprendo una nuova fase per il gruppo.

D’Amaro, in azienda da 28 anni, ha guidato fino a oggi la divisione Experiences, che include parchi tematici, crociere, resort e prodotti consumer. Disney non ha ancora delineato in modo esplicito la strategia del nuovo CEO, ma la transizione arriva in un momento cruciale per l’intero settore dei media.

Una transizione più ordinata

La comunicazione interna punta su una successione lineare, dopo il passaggio turbolento che aveva portato alla nomina di Bob Chapek. Questa volta Iger resta come senior advisor e membro del board, pur lasciando la guida operativa in anticipo rispetto alla scadenza del contratto.

A coordinare il processo è stato James Gorman, presidente del consiglio di amministrazione. “Bob Iger è arrivato al punto in cui aveva sviluppato il talento. E ha detto: ‘Per me è il momento di farmi da parte'”. “Sì, tecnicamente avrebbe potuto restare CEO fino alla fine del contratto. Ma non era questo l’obiettivo. L’obiettivo era preparare l’azienda e le persone, senza preoccuparsi di cosa prevedesse il contratto”.

Secondo il giurista Richard Leblanc, questa struttura consente una separazione più netta: “C’è sempre pressione sul nuovo CEO quando il precedente resta, perché non faccia mosse improvvise e continui sulla stessa linea”. Al contrario, un’uscita più chiara permette al nuovo amministratore delegato di trovare la propria direzione e introdurre cambiamenti senza sentirsi osservato.

Equilibri interni e nuove nomine

Disney ha ridefinito anche gli assetti manageriali. Dana Walden assume il ruolo di presidente e chief creative officer, una nuova posizione che rafforza il presidio sui contenuti. In precedenza guidava Disney Entertainment, supervisionando cinema, televisione e informazione.

Nonostante D’Amaro sia il nuovo CEO, Walden percepisce uno stipendio base di 3,75 milioni di dollari, circa il 50% in più rispetto ai 2,5 milioni del suo superiore. Una scelta che punta a trattenere una figura chiave dopo la mancata nomina al vertice.

Le sfide del nuovo ciclo

D’Amaro eredita un gruppo con una capitalizzazione di circa 176 miliardi di dollari e un contesto competitivo in rapido mutamento. L’eventuale consolidamento tra Paramount Skydance e Warner Bros. potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore.

Dal ritorno di Bob Iger nel 2022, il titolo Disney ha registrato performance inferiori rispetto al mercato. Ora la società deve rafforzare il proprio posizionamento tra streaming, contenuti e intrattenimento esperienziale.

Parchi e streaming, i motori della crescita

D’Amaro parte da una posizione solida: sotto la sua guida, la divisione parchi ed esperienze è diventata il principale driver di redditività, generando oltre il 70% dell’utile operativo pur rappresentando meno del 40% dei ricavi.

Accanto ai parchi, lo streaming rappresenta l’altro pilastro di crescita, con risultati tornati in territorio positivo dopo diversi trimestri.

Il gruppo continua inoltre a investire nelle infrastrutture fisiche, con nuovi progetti internazionali tra cui un parco e resort ad Abu Dhabi.

Uno stile di leadership improntato all’ascolto

Il nuovo CEO ha più volte sottolineato un approccio graduale. Parlando agli studenti della Georgetown University, ha spiegato: “There’s gravity to a business card with a title on it. You start to take on that identity, but that’s not who you are”. E ancora: “Now, every time I walk into a new job, I say, ‘I don’t know.’ But I know you do, and I know I can help”.

Una linea che riflette una transizione costruita per evitare discontinuità improvvise, ma che dovrà misurarsi con un settore sempre più competitivo e in trasformazione.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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