Social Football Summit: un hub che unisce calcio e innovazione

Social Football Summit

Il Social Football Summit è un momento di confronto dove si incontrano istituzioni, club, aziende, startup e mondo della formazione. Intervista a Gianfilippo Valentini.

Nel calcio che cambia pelle – tra l’innovazione sempre più veloce dei risultati sul campo e il business che dialoga con tecnologia, sostenibilità e nuovi linguaggi, il Social Football Summit è diventato un punto di riferimento. Il founder Gianfilippo Valentini ci racconta la genesi e l’evoluzione, tracciando una mappa lucida di come la football industry stia ridefinendo se stessa, tra visione strategica, networking e responsabilità sociale.

Come è nata l’idea del Social Football Summit e quale visione aveva quando lo ha ideato?

Da un’esigenza molto concreta maturata durante la mia esperienza professionale al fianco di Roberto Mancini. In quel contesto ho iniziato a interrogarmi sulla reale capacità delle nuove piattaforme digitali di supportare club e calciatori, non solo in termini di visibilità, ma anche di comunicazione, fan engagement e valorizzazione del brand.

Da qui è nata l’idea di creare un luogo di confronto dedicato alla football industry, capace di mettere in dialogo calcio, innovazione, marketing e tecnologia. La visione è sempre stata quella di diffondere consapevolezza sull’importanza dell’innovazione all’interno del settore, lavorando sull’evoluzione dei processi e dei prodotti per supportarne la crescita.

Un elemento fondamentale è stato anche il valore del networking, inteso come strumento per ampliare le competenze e favorire la condivisione di nuove professionalità. In questo percorso è stato determinante il mio lavoro in Go Project, che mi ha permesso di anticipare alcune tendenze e di essere concretamente supportato nella costruzione di quello che oggi è il Social Football Summit.

Come giudica la crescita e l’evoluzione del Summit negli anni?

La crescita del Summit è stata costante e strutturata. Nel tempo abbiamo ampliato contenuti, format e pubblico, ospitando numerosi speaker di alto profilo e rappresentanti delle principali istituzioni calcistiche, club e aziende internazionali. Accanto all’evento principale, abbiamo introdotto format come Extra Time, la startup competition dedicata all’innovazione, e i Football Awards, che valorizzano le eccellenze del settore.

Negli ultimi due anni abbiamo inoltre avviato un percorso di internazionalizzazione che ci ha portato a realizzare eventi su temi verticali in città come Riyad, Dubai, Bruxelles, Villarreal e Milano, oltre ad altre sedi, ampliando ulteriormente la dimensione internazionale del progetto.

L’ultima edizione a Torino ha rappresentato una vera evoluzione, non solo in termini di presenze ma anche di format e qualità dei contenuti, confermando la solidità del Summit.

Tra i temi trattati nel corso degli anni ci sono le nuove tecnologie, fan engagement e sostenibilità: quale di questi ritiene oggi più strategico per il futuro dell’industria calcistica?

Sono tutti fortemente interconnessi. I nuovi strumenti rappresentano l’abilitatore principale del cambiamento, ma oggi la sostenibilità, anche in chiave Esg, è diventata un elemento imprescindibile. Tecnologia, fan engagement e sostenibilità economica e sociale devono procedere insieme per garantire uno sviluppo responsabile e duraturo del calcio.

Ritengo che non esista un unico tema strategico. Oggi il vero fattore comune è l’innovazione e tutto ciò che comporta nei diversi ambiti della football industry. Questa incide sui modelli di business, sul fan engagement, sulla sostenibilità, sui processi organizzativi e sulle nuove professionalità. È il filo conduttore che unisce tutti i temi e che permette al calcio di evolversi in modo strutturato e competitivo.

Il Summit affronta anche temi di responsabilità sociale e inclusione: quanto è importante per lei legare l’evento a questi valori dello sport?

Poniamo grande attenzione ai temi Esg, lavorando non solo sui contenuti, ma anche su azioni concrete: inclusione, diversity, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e buona governance.

Nei nostri eventi questa tematica ha sempre una visibilità importante e anche la presenza di Uefa  e società che operano nel settore della sostenibilità ne è un effetto concreto. Il calcio ha un impatto enorme sulla società e crediamo debba essere un motore di cambiamento positivo. Iniziative come i Football Awards servono anche a dare visibilità a chi interpreta questi valori in modo virtuoso.

In che modo Sfs stimola il dialogo tra istituzioni, club, istituti sportivi e aziende?

Il Social Football Summit è un momento di confronto, ma soprattutto di crescita professionale. Mettiamo attorno allo stesso tavolo istituzioni, club, aziende, startup e mondo della formazione, creando occasioni di dialogo reale.

L’innovazione e le nuove professioni sono il vero driver di questo confronto: format come Extra Time nascono proprio per intercettare nuove competenze e accompagnare l’evoluzione della football industry, anche in una dimensione sempre più internazionale.

La partnership con Lega Serie A è attiva fin dalle prime edizioni: cosa rappresenta per voi questo rapporto e come si è evoluta?

È il nostro global partner ed è un elemento fondamentale per il percorso del Social Football Summit. Fin dalle prime edizioni ha creduto nel progetto e ogni anno ha confermato il proprio sostegno. Questo rapporto rappresenta per noi uno stimolo e contribuisce in modo decisivo alla credibilità e allo sviluppo del Summit, anche all’estero.

Che risposta avete avuto dal pubblico e dagli stakeholder nelle varie edizioni?

È stata molto positiva. Nel corso degli anni abbiamo registrato una partecipazione sempre più qualificata, con la presenza costante di speaker internazionali, squadre di club, federazioni, top manager e rappresentanti di istituzioni e aziende provenienti da diversi Paesi.

Sia allo Stadio Olimpico di Roma sia all’Allianz Stadium di Torino il pubblico è cresciuto non solo nei numeri, ma anche nella qualità e nella dimensione internazionale, a conferma del valore e dell’attrattività del progetto.

Se dovesse definire il Social Football Summit in una frase per chi ancora non lo conosce, quale sarebbe?

È una piattaforma di networking, un hub professionale capace di unire calcio, innovazione, nuove professioni e obiettivi Esg con l’intenzione di creare valore.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 2, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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