Energia, l’allarme di Descalzi (Eni) e Cattaneo (Enel)

energia descalzi cattaneo

La chiusura dello Stretto di Hormuz e il conseguente rincaro dei prezzi dell’energia in tutto il globo lascerà importanti effetti anche quando la guerra in Iran sarà conclusa (e c’è ancora da capire con quali termini si porrà fine al conflitto).

L’Italia, anche a causa dell’importante quota di risorse energetiche importate dai Paesi del Golfo, sta subendo una vera e propria stangata con un aumento dei prezzi per i cittadini che il Codacons ha stimato in circa 150 milioni di euro a settimana. Uno studio della Confesercenti-Cer afferma che questa crisi “rischia di rinviare di fatto al 2027 la ripresa dell’economia italiana. Anche nell’ipotesi di una tregua duratura e di un graduale rientro dei prezzi dell’energia, sarebbero comunque necessari almeno sette-otto mesi per tornare a una piena normalizzazione”.

Secondo le stime di Confesercenti-Cer, “l’impatto della crisi energetica dimezza, in soli due mesi di conflitto, di fatto, le attese di crescita dell’economia italiana per il 2026. Nonostante l’intervento sulle accise abbia permesso di contenere l’impatto diretto dello shock sui carburanti, il Pil perderebbe comunque 0,3 punti di crescita, pari a 9,7 miliardi di euro in meno rispetto allo scenario precedente, mentre i consumi rallenterebbero per 3,9 miliardi di euro, con una parte dell’urto che verrebbe assorbita dalle famiglie attraverso la riduzione del risparmio delle famiglie (-3,9 miliardi)”.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ventilato l’ipotesi che l’Italia potrebbe entrare in “recessione” se la guerra in Iran non dovesse rientrare a breve. Per questo, già da giorni hanno lanciato l’allarme a Bruxelles, chiedendo una “sospensione del Patto di Stabilità”.

La gravità della situazione energetica in Italia e non solo è stata confermata da Claudio Descalzi e Flavio Cattaneo, rispettivamente alla guida di Eni ed Enel, due dei più importanti gruppi di energia del nostro Paese, all’evento che si è tenuto ieri della Scuola politica della Lega. Secondo Descalzi, quello che è successo nel Golfo è “l’evento più importante degli ultimi 40 anni”, anche perché la guerra in Iraq, la crisi finanziaria del 2008, la pandemia e la crisi russa-ucraina “hanno fatto cadere dai 3 ai 7 milioni di barili, in questo caso mancano all’appello 4,5 milioni di prodotti e 11-12 milioni di grezzo”. A queste parole si aggiungono quelle di Cattaneo: “Dobbiamo fare un grande bagno di realtà: abbiamo chiuso tutte le raffinerie” e “nessuno investe più, non solo in impianti nuovi ma anche nelle manutenzioni straordinarie. Tutto questo porterà a una grande crisi di mancanza di energia elettrica”.

La ricetta Descalzi

L’Ad di Eni, Claudio Descalzi, ha sottolineato che sul fronte energetico servono “diversificazione, mercato unico del gas e infrastrutture che ci permettano, in caso di bisogno, di avere sovrabbondanza di offerta. Ma l’Ue non ha ancora un progetto di sicurezza energetica. Le rinnovabili vanno benissimo, ma a complemento”.

Descalzi, nel corso del suo intervento, ha poi appoggiato anche la posizione del Governo italiano sugli Ets, strumento che “va rivisto”. La tassa su tutta l’industria pesante “deve essere non dico tolta ma sospesa”.

Per quanto riguarda il gas, l’Ad di Eni ha invitato a “sospendere il bando che scatterà il 1 gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi che vengono dalla Russia. La flessibilità sulla rete la dà il gas, non le rinnovabili e neanche il nucleare che non abbiamo”.

Cattaneo punta sull’energia nucleare

Una grave mancanza di energia elettrica avverrà anche per le scelte strategiche compiute dall’Italia nel corso degli anni. Non avere fonti nucleari proprie è una importante debolezza, poiché come sottolinea l’Ad di Enel, Flavio Cattaneo, “è vero che per fare il nucleare ci vogliono 10 anni, ma se non partiamo in anticipo e se non facciamo mai niente, arriveremo sempre col fiato corto”. Il dirigente ha ricordato che l’Italia importa il 16% dell’energia da fonti nucleari “perlopiù dalla Francia” e che “tutte le centrali sono vecchie e prima o poi dovranno fare la manutenzione, mentre noi aumenteremo i consumi” e ciò comporterà quasi inevitabilmente ad una crisi di energia elettrica.

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.