Il panorama dei pagamenti digitali in Europa sta cambiando. Ne abbiamo parlato con Paolo Zaccardi, CEO e co-founder di Fabrick.
Nel 2030 il panorama dei pagamenti digitali in Europa sarà profondamente diverso. Una transazione digitale su tre includerà servizi finanziari ‘embedded’: elementi come pagamenti, prestiti o anche assicurazioni integrati in piattaforme non finanziarie, ad esempio i siti di e-commerce o l’app di un gestore energetico. Sempre quell’anno, il 25% dei ricavi delle fintech deriverà proprio da queste integrazioni. Insomma, le aziende che hanno trasformato il mondo dei pagamenti (e non solo) negli ultimi anni non possono permettersi di restare a guardare. Fabrick, la società di Gruppo Sella attiva nell’open finance, co-fondata e guidata dal Ceo Paolo Zaccardi, è una di queste.
Il percorso della fintech nata nel 2018 è passato da trasformazioni tecnologiche radicali: open finance, pagamenti ‘embedded’, intelligenza artificiale, fino alla prossima evoluzione, i pagamenti ‘agentic’, autonomi e intelligenti. “Ho il vizio di non stare mai fermo”, commenta Zaccardi. Una caratteristica trasmessa alla sua Fabrick, che dopo l’ultima acquisizione (in Germania) vuole crescere ancora.
Qual era l’idea alla base di Fabrick nel 2018 e come sta evolvendo oggi?
Stava per nascere l’open banking (la storica normativa Psd2 sarebbe diventata operativa un anno dopo, ndr) e per la prima volta in Europa si poteva superare la frammentazione tra singole banche. Il modo migliore per intercettare questo trend era quello di una piattaforma aperta che integrasse servizi digital payment, carte e la molteplicità dei metodi alternativi di pagamento. L’evoluzione che poi è venuta in Europa si è perfettamente incastrata con questo modello.
Il fintech è nato con la promessa di fare tutto e subito, o quasi. Ci ha messo un po’ più del previsto, ma ora i progetti sono rilevanti.
Nei dieci anni di vita del fintech abbiamo osservato l’arrivo delle challenger bank che hanno totalmente innovato l’esperienza del cliente, dei pagamenti cross-border, dei servizi di lending completamente digitali. Ma sono tutte esperienze verticali e, nel panorama europeo, molto frammentate.
Con l’evoluzione tra open banking e open finance sono arrivati per voi nuovi clienti oltre alle banche: le grandi aziende, come Toyota, Reale Group, Edison.
Siamo partiti concentrandoci su alcuni servizi verticali per integrarli in un’unica piattaforma e poi nei prodotti dei clienti. Il pagamento è uno strumento abilitante che a quel punto diventa naturale, mentre il processo dietro il pagamento rimane invisibile. La cosa importante, e questa secondo me sarà la chiave in futuro, è che tutti questi servizi sono legati e l’avvento dell’AI faciliterà enormemente questa interconnessione.
È l’AI l’ultimo gradino della crescita di questi pagamenti ‘embedded’? O ce ne sarà un altro?
Un’evoluzione è quella degli agentic payments; la possibilità di attivare in maniera autonoma dei microtransazioni che si completano end-to-end. Negli Stati Uniti si stima che circa il 50% delle intenzioni di acquisto nel mondo dell’e-commerce nascano da contesti gestiti con l’intelligenza artificiale generativa. Noi abbiamo iniziato a sperimentare. Non abbiamo ancora servizi in produzione, ma gli agentic payments per noi sono un’evoluzione naturale. Un operatore come noi non può restare a guardare.
Avete acquisito la piattaforma Finapi, che ha segnato il vostro ingresso nel mercato tedesco e austriaco. Cosa racconta quell’operazione delle vostre intenzioni future?
Noi ragioniamo in ottica di piattaforma, il che vuol dire avere una scala in termini geografici e di servizi che si possono offrire. In Europa i pagamenti conto-conto via open banking stanno diventando significativi e diventeranno mainstream nei prossimi anni. Abbiamo deciso di entrare in Germania proprio con l’acquisizione di un leader di questo settore. Per noi è un’espansione geografica ma anche un segnale forte: vogliamo avere una scala europea. Dovremo continuare in questa direzione ed è un punto di partenza per servire i Paesi limitrofi, la ‘Dach region’.
Quando dice ‘continuare in questa direzione’ intende attraverso altre acquisizioni?
È abbastanza naturale, se si vuole avere una scala europea, poter valutare altre operazioni. L’Europa è una regione che ha una forte frammentazione di operatori: difficile entrare in tutti i Paesi in maniera organica; molto più semplice entrare attraverso partnership o M&A.
Il regno dell’orchestrazione
‘Da Connessione a Orchestrazione: il futuro intelligente dell’Embedded Finance’ è il titolo di un white paper che Fabrick ha dedicato a quello che ritiene essere lo scenario a breve termine dei processi finanziari europei. Una prospettiva che porterà presto a vedere la diffusione di agenti in grado di eseguire pagamenti senza intervento umano.
Secondo Fabrick, già oggi i pagamenti stanno cambiando; da un’infrastruttura ‘di passaggio’ a un vero layer strategico dell’economia digitale. Non sono più confinati alla fase finale della transazione, ma si distribuiscono lungo l’intera esperienza, integrandosi nei processi e nei modelli di business. Il risultato è un cambio di prospettiva: il pagamento non chiude più l’interazione, l’abilita.
I tre motori dell’evoluzione
La trasformazione, dicono da Fabrick, “è guidata da una crescente pressione su tre fronti: riduzione degli attriti, ottimizzazione dei costi e aumento dei tassi di conversione”. Nei contesti digitali complessi, anche pochi punti percentuali di miglioramento possono tradursi in impatti rilevanti sui ricavi. “È qui che l’integrazione dei servizi finanziari diventa leva competitiva, permettendo alle aziende di controllare l’intero flusso, dal momento dell’acquisto alla gestione dell’incasso”.
I sistemi di pagamento sono sempre più articolati: metodi diversi, regolamentazioni multiple, variabili di rischio e di costo. L’AI consente di governare questa complessità in tempo reale, prendendo decisioni che prima erano distribuite tra sistemi rigidi o interventi manuali. La scelta del canale di pagamento, la gestione delle autenticazioni, la prevenzione delle frodi diventano processi dinamici, ottimizzati transazione per transazione. Il salto non è solo in termini di efficienza, ma di logica operativa.
L’infrastruttura finanziaria si trasforma in un sistema decisionale: analizza, prevede, agisce. Questo spostamento apre la strada a un nuovo paradigma, in cui il pagamento è parte di un flusso intelligente e adattivo, capace di rispondere al contesto in modo continuo. La prossima frontiera è già visibile, secondo il ceo di Fabrick.
Agenti che pagano per noi
Con gli agentic payments, la capacità decisionale si sposta ulteriormente verso sistemi autonomi: agenti software in grado di eseguire pagamenti sulla base di obiettivi predefiniti, senza intervento umano diretto. “Non è un’evoluzione incrementale, ma un cambio di architettura – dicono da Fabrick – E ridefinisce, ancora una volta, il ruolo del pagamento: da funzione a infrastruttura cognitiva dell’economia digitale”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 3, anno 9)
