Lime Italia: come monopattini ed e-bike stanno cambiando la mobilità

Lime Italia

Regole più stringenti, integrazione con il trasporto pubblico e gestione dello spazio urbano. Ecco come la mobilità sostenibile sta diventando una componente strutturale degli spostamenti nelle metropoli.

Dai monopattini alle e-bike, la micromobilità è ormai una componente stabile degli spostamenti urbani. Sempre più integrata con il trasporto pubblico, incide soprattutto nei tragitti brevi e nelle connessioni di prossimità. Il settore entra però in una fase più matura, tra nuove regole, gestione dello spazio pubblico e maggiore selezione degli operatori. Augusto Drisaldi Sette, general manager di Lime Italia, analizza come sta cambiando il modello.

Negli ultimi anni monopattini e altri mezzi leggeri sono entrati stabilmente nelle città. Che ruolo potrà avere la micromobilità nei prossimi anni?

La micromobilità sta passando dall’essere un fenomeno emergente a una componente strutturale della mobilità urbana. Il suo ruolo principale è quello di integrare il trasporto pubblico, in particolare per gli spostamenti brevi e per le connessioni di ultimo miglio.

Dalla nostra esperienza, una quota significativa dei viaggi inizia o termina vicino a stazioni della metropolitana, ferroviarie o hub di trasporto, e la percentuale di utenti che utilizza le nostre e-bike e i nostri monopattini per andare al lavoro, a scuola o all’università cresce di anno in anno.

Così le città possono ridurre la dipendenza dalle auto private e migliorare la qualità dell’aria grazie a soluzioni di trasporto a zero emissioni.

Il nuovo Codice della strada introduce regole più stringenti, a partire dall’obbligo del casco. Che impatto vi aspettate sul mercato e sull’utilizzo di questi mezzi?

L’aggiornamento rappresenta un passaggio importante nel processo di maturazione del settore. Regole più chiare contribuiscono a creare un quadro più stabile, a beneficio sia degli utenti sia delle città.

Alcune misure possono avere un impatto iniziale sull’utilizzo, ma nel medio periodo un quadro normativo coerente tende a rafforzare la fiducia e a contribuire alla crescita di un mercato più solido e responsabile.

In diverse città europee i servizi di monopattini in sharing sono stati limitati o sospesi. Qual è oggi, secondo voi, il modello più efficace di collaborazione tra operatori e amministrazioni locali?

Molte città europee stanno adottando modelli più strutturati, spesso basati su gare pubbliche o sistemi di autorizzazione con requisiti chiari legati alla sicurezza, alla sostenibilità e alla qualità del servizio.

Questo approccio consente alle città di limitare il numero di operatori, migliorando allo stesso tempo l’integrazione con il più ampio sistema di mobilità urbana.

I monopattini elettrici rappresentano una componente in crescita dell’ecosistema globale del trasporto urbano e un beneficio netto per le città, motivo per cui non dovrebbero essere esclusi dai programmi di mobilità condivisa.

In generale, i modelli più efficaci sono quelli basati su un dialogo continuo tra amministrazioni e operatori, con obiettivi condivisi e responsabilità chiaramente definite.

Uno dei temi più discussi riguarda la gestione dello spazio pubblico e dei parcheggi. Quali soluzioni possono rendere la micromobilità più ordinata e integrata nelle città?

La gestione dello spazio pubblico è fondamentale per l’accettazione della micromobilità nel lungo periodo. Soluzioni come aree di parcheggio dedicate, zone di sosta obbligatorie e regole operative chiare si stanno dimostrando efficaci in molte città.

Anche la tecnologia svolge un ruolo importante: in Lime abbiamo integrato strumenti come il geofencing, che permette di regolare o limitare la velocità nelle aree ad alta densità o pedonali.

Consente inoltre una gestione più ordinata del parcheggio: nelle città dove sono previste zone di sosta obbligatorie, gli utenti non possono terminare il viaggio se non si trovano nell’area designata, contribuendo a garantire che i veicoli siano ben integrati nello spazio pubblico e non rappresentino un ostacolo per chi non li utilizza.

Quanto può incidere realmente la micromobilità nella riduzione del traffico e delle emissioni nelle grandi aree urbane?

Può avere un impatto concreto sulla riduzione del traffico e delle emissioni, in particolare quando sostituisce spostamenti che altrimenti verrebbero effettuati in auto. Nelle aree urbane dense, dove molti tragitti sono relativamente brevi, e-bike e monopattini rappresentano un’alternativa affidabile ed efficiente a zero emissioni.

È anche per questo motivo che molte città stanno investendo sempre di più nelle infrastrutture ciclabili e nei sistemi di mobilità multimodale. In una città come Parigi, ad esempio, diverse ricerche mostrano una chiara correlazione tra la trasformazione della città in un ambiente più favorevole alla bicicletta, la crescita dell’uso delle bici e il miglioramento della qualità dell’aria con una riduzione dei livelli di inquinamento.

Lime è oggi uno dei principali operatori globali del settore. Quali innovazioni tecnologiche ritenete decisive per rendere questi servizi più sicuri ed efficienti?

Lo scorso anno Lime ha superato il traguardo di un miliardo di viaggi a livello globale. Progettiamo i veicoli internamente, con una forte attenzione alla sicurezza e all’affidabilità.

Il nostro team hardware utilizza l’esperienza maturata in oltre un miliardo di corse per progettare nuovi veicoli e migliorare continuamente i modelli esistenti.

Integriamo inoltre i feedback dei nostri utenti e delle città partner. Questo ci consente di introdurre strumenti come pedane larghe e antiscivolo, sistemi di frenata ridondanti e ruote anteriori da dodici pollici sui nostri monopattini, pensate per aumentare la stabilità e la sicurezza degli utenti.

Parallelamente, l’uso di analisi dei dati e strumenti digitali ci permette di gestire la flotta in modo più intelligente, migliorando la distribuzione dei veicoli e l’efficienza complessiva del servizio nelle città.

Negli ultimi anni avete ampliato l’offerta anche con biciclette elettriche e altri mezzi leggeri. Quanto sarà importante, in futuro, integrare diversi veicoli in un unico sistema di mobilità condivisa?

È fondamentale se vogliamo favorire una maggiore adozione dei veicoli elettrici condivisi e accompagnare la transizione dalle auto private inquinanti verso forme di trasporto più sostenibili.

Offrire e-bike, monopattini e altri veicoli leggeri all’interno della stessa piattaforma permette di rispondere a una gamma più ampia di esigenze di mobilità e di contesti urbani.

Per rendere le città più vivibili e con un’aria più pulita è necessario che sempre più cittadini scelgano alternative all’auto privata, e riteniamo che offrire una varietà più ampia di opzioni possa favorire un’adozione su larga scala.

La nostra missione in Lime è contribuire a rendere il trasporto condiviso, accessibile e a zero emissioni nel futuro.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)

Poste Italiane Dic 25

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