LVMH verso le cessioni: possibili vendite per Marc Jacobs e Fenty

bernard arnault lvmh

Per anni ha costruito un impero a colpi di acquisizioni. Ora LVMH cambia passo e apre a una stagione di cessioni. Il gruppo guidato da Bernard Arnault valuta la vendita di alcuni marchi del proprio portafoglio, segnando una svolta nella strategia del colosso del lusso.

Un cambio di passo anche per l’intero settore. Dopo anni di crescita sostenuta e di una domanda sempre più trainata dai consumatori globali, il lusso entra in una fase più selettiva in cui, anche un colosso come quello di Arnault, ricalibra il proprio posizionamento. Meno espansione per linee esterne, più attenzione alla qualità del portafoglio, alla redditività e alla concentrazione sui brand core.

Da acquirente a venditore

Come riporta il Financial Times in un articolo intitolato “Arnault e Lvmh passano da acquirenti a venditori mentre si protrae l’inverno del lusso”, il gruppo francese sta esplorando la cessione di marchi di moda, bellezza e bevande in una delle più significative operazioni di ridimensionamento degli ultimi quarant’anni. Tra le attività sul tavolo figurano Marc Jacobs, la partecipazione in Fenty Beauty, il brand legato alla cantante Rihanna, e il produttore di vino statunitense Joseph Phelps Vineyards.

Le operazioni potrebbero valere complessivamente miliardi di euro, da reinvestire nelle attività considerate più strategiche.

Una strategia già in corso

Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi 18 mesi, LVMH ha già ceduto Off-White, le attività in Cina del retailer DFS e la quota del 49% nel marchio Stella McCartney.

Come sottolinea il quotidiano britannico, queste dismissioni rientrano in una più ampia strategia di gestione dei costi. Il gruppo possiede oltre 75 marchi, che spaziano dall’alta moda al cognac, fino agli hotel e ai media.

Il rallentamento del lusso

Alla base della svolta c’è il cambiamento della domanda. Dopo il boom durante la pandemia, il mercato del lusso ha cominciato a frenare a partire dal 2023. Il calo del potere d’acquisto dei consumatori cosiddetti “aspirazionali” e gli aumenti di prezzo superiori all’inflazione hanno rallentato le vendite. Per questo LVMH punta a rafforzare i propri motori principali, come Louis Vuitton e Dior, che restano i brand più redditizi ma mostrano segnali di rallentamento.

Un cambio di paradigma per LVMH

Secondo gli analisti, il gruppo sta rivedendo il portafoglio per eliminare i brand meno performanti e proteggere i margini. “LVMH sta chiaramente valutando cosa non funziona e cosa pesa sulla redditività”, osserva il Financial Times citando il parere degli esperti del settore.

Si tratta di una svolta rilevante. Negli ultimi vent’anni, il gruppo ha costruito la propria crescita attraverso acquisizioni: oltre 200 operazioni dal 2000, tra cui l’acquisto di Tiffany & Co. nel 2020 e quello di Bvlgari nel 2011.

Ora, per la prima volta, la fase sembra invertita. Come evidenzia il Financial Times, LVMH entra in una logica di ridimensionamento più che di espansione.

Tra vendite e nuove opportunità

Nonostante le cessioni, il gruppo mantiene una posizione finanziaria solida, con flussi di cassa elevati e margini di manovra. Questo significa che non esiste urgenza immediata di vendere.

Allo stesso tempo, LVMH continua a valutare nuove opportunità di investimento, anche se con maggiore selettività.

Il gruppo, contattato dal Financial Times, ha rifiutato di commentare.

Poste Italiane Dic 25

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