Perché Claude dice agli utenti di andare a dormire? Il mistero del chatbot di Anthropic

Dario Amodei anthropic

Claude, il chatbot di Anthropic, sta dicendo agli utenti di andare a dormire e nessuno riesce a capire il motivo.

Basta una rapida occhiata a Reddit per trovare centinaia di persone che segnalano lo stesso comportamento da mesi, fino ai casi più recenti di mercoledì. I messaggi di Claude sul sonno variano molto, spesso con versioni curiose della stessa frase.

Con alcuni utenti si limita a scrivere un semplice “riposati un po’”, mentre con altri assume toni più personali ed empatici. In molti casi, il chatbot ripete più volte il messaggio.

“Ora vai di nuovo a dormire. Ancora. Per la TERZA volta stanotte…”, ha risposto a una persona con username Reddit “angie_akhila”.

Alcuni utenti hanno definito questi promemoria notturni “premurosi”, mentre altri li trovano fastidiosi, soprattutto perché Claude spesso sbaglia anche l’orario.

“A volte lo fa alle 8:30 del mattino. Mi dice di andare a riposare e che riprenderemo la conversazione domani mattina”, ha scritto un utente su Reddit.

 

Le ipotesi sul comportamento di Claude

Online si moltiplicano le teorie sul perché il chatbot insista tanto sul sonno. Alcuni ipotizzano che sia una funzione intenzionale pensata per il benessere degli utenti, altri credono che Anthropic voglia ridurre il consumo di potenza di calcolo scoraggiando sessioni troppo lunghe.

Queste spiegazioni sembrano poco probabili, anche perché Claude non riceve informazioni dettagliate sulle abitudini d’uso degli utenti. Inoltre, Anthropic ha recentemente stretto un accordo con SpaceXAI di Elon Musk (ex SpaceX) per aggiungere oltre 300 gigawatt di capacità computazionale.

Anthropic non ha risposto immediatamente alla richiesta di chiarimenti di Fortune sul motivo per cui Claude continui a invitare gli utenti a dormire. Tuttavia, Sam McAllister, membro dello staff dell’azienda, ha scritto su X che il comportamento sarebbe semplicemente “una sorta di tic caratteriale”.

“Siamo consapevoli del problema e speriamo di correggerlo nei modelli futuri”, ha aggiunto.

 

“Non è diventato senziente”

Gli esperti hanno dichiarato a Fortune che il comportamento potrebbe dipendere dai dati usati per addestrare il modello. Jan Liphardt, professore di bioingegneria a Stanford e Ceo di OpenMind, ha spiegato che Claude probabilmente sta solo ripetendo schemi linguistici presenti nei dati di training.

“Non significa che il modello sia improvvisamente diventato senziente”, ha spiegato Liphardt. “Non vuol dire che abbia preso vita. Sta semplicemente riflettendo il fatto di aver letto migliaia di testi sul bisogno umano di dormire e sul fatto che le persone dormano di notte”.

Leo Derikiants, cofondatore del laboratorio di ricerca AI Mind Simulation Lab, ritiene invece che i messaggi possano essere influenzati dai cosiddetti “system prompt”, istruzioni invisibili che guidano il comportamento del modello e ne stabiliscono i limiti.

Una delle aziende che pubblica apertamente i propri “system prompt” è xAI, la società creatrice di Grok, oggi parte di SpaceXAI. Le istruzioni di Grok pubblicate su GitHub, ad esempio, includono diverse regole di sicurezza, tra cui il divieto di assistere utenti che chiedono informazioni su crimini violenti. Tuttavia, poiché Elon Musk ha presentato Grok come un chatbot “brutalmente onesto”, il system prompt di Grok 4 lo incoraggia anche, in alcuni casi, a ignorare le restrizioni imposte dagli utenti e a “perseguire una visione orientata alla ricerca della verità e non partigiana”.

Derikiants aggiunge che Claude potrebbe usare frasi come “vai a dormire” anche per gestire le cosiddette “context window”, cioè la quantità limitata di informazioni che il modello riesce a considerare contemporaneamente. Quando quella finestra si riempie, il chatbot potrebbe essere portato a chiudere la conversazione con formule come “buonanotte”. “Tuttavia, per capire con certezza il motivo di questo comportamento saranno necessarie ulteriori ricerche da parte di Anthropic”, ha aggiunto.

 

L’AI sembra sempre più “umana”

Nonostante le spiegazioni tecniche, è comprensibile che molti utenti interpretino questi comportamenti come segnali di una crescente “umanità” dell’intelligenza artificiale. Il ritmo dell’innovazione nella corsa all’intelligenza artificiale ha portato ad aggiornamenti e lanci di nuovi modelli sempre più frequenti.

Negli ultimi mesi OpenAI ha appena lanciato GPT-5.5, descritto dal presidente Greg Brockman come un passo avanti verso un computing “più intuitivo e autonomo”. Anthropic, invece, ha rilasciato pubblicamente Opus 4.7, trattenendo però un modello ancora più avanzato chiamato Mythos perché considerato “troppo pericoloso”.

Secondo Liphardt, l’evoluzione rapidissima dell’AI porta sempre più persone ad attribuire caratteristiche umane ai chatbot. Ha avvertito che, man mano che questi sistemi diventano più bravi a simulare empatia e preoccupazione, per gli utenti diventa sempre più facile dimenticare di avere a che fare con motori di riconoscimento dei pattern.

“Continuo a sorprendermi della velocità con cui le persone, interagendo con modelli avanzati, proiettano vita su di essi e sviluppano un forte legame emotivo”, ha detto.

Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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