In un contesto caratterizzato da cambiamenti demografici, innovazione tecnologica e nuove dinamiche economiche, il tema della formazione è sempre più al centro del dibattito pubblico e istituzionale. Anche il Festival del Lavoro 2026 è dedicato alle trasformazioni del lavoro e alle competenze necessarie per affrontarle. Un confronto che coinvolge imprese, istituzioni ed esperti, mentre la domanda di fondo resta la stessa: come preparare i giovani a un mercato del lavoro che evolve più velocemente dei percorsi formativi tradizionali?
Una chiave di lettura è la capacità di anticipare i cambiamenti in corso. “Stiamo vivendo una fase di trasformazione molto profonda, guidata da grandi trend come la transizione digitale, accelerata dall’Artificial Intelligence, la Blue Economy, le Life Sciences, la demografia, per citarne alcuni, ad alto potenziale e coerenti con le caratteristiche e la storia del nostro Paese”, osserva Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem e Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, sottolineando come questi fenomeni stiano ridefinendo interi settori produttivi e creando nuovi modelli di business.
Il quadro, però, è complesso e non privo di contraddizioni. Accanto alle opportunità legate all’innovazione, si sommano temi strutturali: l’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite, la disoccupazione giovanile e il persistente disallineamento tra domanda e offerta di competenze, mentre molti giovani continuano a lasciare il Paese. “Viviamo in una società sempre più interconnessa e complessa”, prosegue Zambito Marsala. L’intelligenza artificiale è ormai parte della vita quotidiana e dei processi aziendali. Per questo, aggiunge: “Come Intesa Sanpaolo promuoviamo attivamente il dialogo tra imprese e sistema educativo, per favorire una maggiore integrazione tra mondo accademico e tessuto industriale, produttivo e dei servizi”.
Il ruolo dell’Osservatorio Look4ward e l’impatto dell’intelligenza artificiale
In questo contesto nasce l’Osservatorio Look4ward, sviluppato da Intesa Sanpaolo insieme all’Università Luiss Guido Carli. Una piattaforma di analisi che, attraverso un approccio quali-quantitativo che utilizza focus group, survey e interviste dirette di profondità con Ceo ed Hr manager delle principali aziende italiane, o multinazionali che operano stabilmente in Italia, individua i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e le competenze emergenti, che le imprese cercano sempre più. “Lo scorso anno abbiamo coinvolto oltre 1.000 imprese”, spiega la manager. L’obiettivo dell’Osservatorio è duplice: capire quali competenze saranno più richieste e fornire strumenti utili non solo alle aziende, ma anche ai giovani e alle istituzioni. A giugno sarà presentata una nuova ricerca dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’Education. “Analizziamo come questa trasformazione stia cambiando il rapporto tra apprendimento, lavoro e conoscenza”, anticipa Zambito Marsala. Un tema centrale, considerando che l’AI rappresenta uno dei fattori più rilevanti di cambiamento nei modelli professionali.
“Parliamo sempre più di ‘augmented jobs’, ruoli in cui componente umana e tecnologia lavorino insieme”, chiarisce Zambito Marsala. Un’evoluzione che richiede un adeguamento anche nei percorsi formativi: non basta più la sola competenza tecnica, ma diventa essenziale comprendere anche le implicazioni etiche e sociali delle tecnologie. Le competenze richieste stanno quindi cambiando rapidamente. Accanto alle conoscenze specialistiche assumono un ruolo crescente le soft skills. “Capacità relazionali, adattabilità, creatività e pensiero critico ssaranno decisive”, sottolinea Zambito Marsala. “Il lavoro del futuro richiederà un equilibrio tra competenze tecniche e trasversali”.
Scuola, università e impresa: costruire un ponte con i giovani
Un altro nodo riguarda il rapporto tra sistema educativo e mondo del lavoro, da tempo uno dei punti chiave del mercato italiano. “Questo collegamento è fondamentale per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di competenze, sostenere il merito, favorire inclusione educativa e internazionalizzazione degli atenei, oltre all’attrazione di talenti dall’estero”. Sul fronte internazionale, il gruppo collabora da venticinque anni con la Fondazione Intercultura, offrendo a centinaia di studenti la possibilità di studiare all’estero. “Più di 800 giovani hanno partecipato a questi percorsi”, ricorda Zambito Marsala.
“In un contesto globale così complesso, vivere un’esperienza all’estero favorisce autonomia, adattabilità e apertura mentale, permettendo di costruire relazioni internazionali ed arricchire il proprio percorso personale e formativo”. L’orientamento passa anche attraverso iniziative rivolte direttamente agli studenti. È il caso del programma “Build Your Future”, pensato per avvicinare i giovani ai principali trend trasformativi dell’economia e della Società. “Abbiamo coinvolto oltre 35mila studenti”, afferma. “Non è solo informazione, ma un percorso interattivo che mette in dialogo studenti, professionisti e imprese”. E aggiunge: “L’obiettivo è aiutare i ragazzi a compiere scelte più consapevoli”.
Formazione continua e capitale umano: una sfida per il sistema Paese
Si tratta di una visione dell’Education come processo continuo: la formazione non si esaurisce con la scuola o l’università, ma accompagna tutto il percorso professionale. Guardando ai settori con maggiori prospettive occupazionali, emergono ambiti già centrali nelle strategie europee: intelligenza artificiale, blue economy, space economy, life sciences e transizione energetica. “Sono settori che stanno ridefinendo il mercato del lavoro”, spiega Zambito Marsala, “e offrono opportunità a chi possiede le competenze adeguate”. Resta sullo sfondo il tema demografico. In un Paese che invecchia e fatica a trattenere talenti, l’investimento sui giovani diventa sempre più strategico. Intesa Sanpaolo ha costruito negli anni una rete con oltre 70 università, affiancando alla ricerca iniziative per inclusione educativa e valorizzazione del merito. Tra queste rientrano progetti come il Blue Economy Monitor sviluppato con la SDA Bocconi School of Management e l’Osservatorio sulla salute globale realizzato con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, che puntano a rafforzare il legame tra ricerca, innovazione e sistema produttivo. Il quadro generale è quello di un ecosistema in evoluzione, in cui pubblico e privato devono cercare nuove forme di collaborazione. Conclude Zambito Marsala: “Ai giovani direi di essere curiosi e flessibili, il lavoro cambierà più volte nel corso della vita professionale. Inoltre, di lavorare sulla loro capacità di leggere i contesti e gestire le relazioni a livello globale, per sviluppare una mentalità aperta e in grado di adattarsi ai cambiamenti”. Una riflessione che va oltre le nuove generazioni e riguarda l’intero sistema Paese. In un’economia della conoscenza, infatti, la qualità del capitale umano resta uno dei principali fattori di competitività. E la scuola, insieme all’Università e al mondo del lavoro, continua ad essere luoghi in cui si costruisce il futuro.
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L’ecosistema educativo di Intesa Sanpaolo, Un ponte tra generazioni
I progetti di education rivolti ai giovani e alla crescita civile e culturale della società hanno un ruolo centrale per Intesa Sanpaolo. Puntare sulle nuove generazioni è fondamentale in un Paese, come l’Italia, che presenta un tasso di natalità tra i più bassi al mondo ed un significativo invecchiamento della popolazione. Il Gruppo da sempre collabora a vari livelli con università e scuole proponendo iniziative di internazionalizzazione, di integrazione con il tessuto industriale, di inclusione educativa, di sostegno al talento e al merito, anche attraverso progetti orientati allo sviluppo delle competenze trasversali. Un impegno intergenerazionale che si traduce in collaborazioni con oltre 70 atenei partner in Italia e alcune prestigiosi all’estero come Oxford e Cambridge, attraverso la struttura Education Ecosystem and Global Value Programs, guidata da Elisa Zambito Marsala. Al centro c’è l’Osservatorio Look4ward, realizzato con l’Università Luiss Guido Carli, che monitora i fabbisogni di competenze emergenti coinvolgendo ogni anno oltre 1.000 imprese tra Ceo e Hr manager. A questo si affiancano il Blue Economy Monitor, sviluppato con la SDA Bocconi School of Management, che analizza uno dei settori a maggiore potenziale per l’Italia, intrecciando ricerca, innovazione e nuove professioni legate al mare e alla sostenibilità degli oceani l’Osservatorio Tech4GlobalHealth realizzato insieme all’Università Campus Bio-Medico di Roma che ha recentemente presentato ‘AI Adoption Gap in Healthcare’, il primo studio sistematico condotto in Italia su scala nazionale che ha coinvolto circa 300 aziende del settore, tra Pmi e startup sull’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore MedTech italiano, uno tra i più vivaci d’Europa. Negli ultimi due anni è stato sviluppato il programma Build Your Future che ha raggiunto più di 35.000 studenti delle scuole superiori e degli atenei italiani, con un format interattivo dedicato ai grandi trend trasformativi: transizione digitale, blue economy, space economy, life sciences, nutrition e sostenibilità, accanto al ruolo crescente delle soft skills. Un percorso che mette in dialogo studenti, professionisti, ricercatori e startup, per favorire scelte più consapevoli. La promozione dei programmi di mobilità studentesca internazionale è affidata alla partnership venticinquennale con la Fondazione Intercultura: oltre 800 giovani hanno vissuto un’esperienza di studio all’estero grazie alle borse di studio promosse dal Gruppo, in un’ottica di inclusione, il dialogo tra le culture e di costruzione di una mentalità aperta e globale.
Un modello in cui scuola, università, impresa e istituzioni convergono per costruire il capitale umano del Paese.
