L’Alto Adige, o Südtirol, è un crocevia di lingue, di culture, di mondi. È al centro dell’Europa, si trova in mezzo a diversi Paesi, è una terra di confini e di contaminazione. È il luogo perfetto per gli incontri. Ed è il teatro ideale per EAVE Workshop, che quest’anno si tiene a Bolzano dal 14 al 20 giugno. EAVE (European Audiovisual Entrepreneurs) è un programma di sviluppo professionale di alto livello, dedicato ai produttori cinematografici e televisivi, internazionali e italiani. A Bolzano, in questi giorni ci sono 80 produttori provenienti da tutta Europa. IDM Film & Music Commission Südtirol, che li ospita, ha così l’occasione per far conoscere a tutti loro il proprio territorio. Oltre a coinvolgere alcuni produttori altoatesini e dal Triveneto, offrendo loro un’occasione di networking di altissimo livello. EAVE è un programma pensato per aiutare i professionisti del settore a crescere a livello internazionale, e dura un anno, con tre workshop residenziali intensivi di una settimana ciascuno, che si tengono in diverse città europee.
Per chi si occupa di produzione è un’occasione preziosissima. E abbiamo scoperto che lo è anche per chi, come noi non si occupa in maniera diretta di produzione, ma è abituato a ragionare sul film come prodotto finito, sulla distribuzione, sui listini. Invece un film è un gioco complicatissimo, delicatissimo, dove ogni pedina va mossa nel modo giusto perché si possa andare a dama. All’EAVE Workshop si è parlato, ad esempio, del complicato rapporto che esiste tra produttori e registi, un rapporto che tocca aspetti professionali e anche caratteriali, e che la conoscenza di alcune semplici regole può aiutare ad essere gestito. Si è parlato del tema cruciale dei finanziamenti dei film, e dei sistemi diversi che esistono nei vari Paesi. E che vanno conosciuti e utilizzati, oltre che combinati fra loro, in caso di coproduzioni che coinvolgono realtà di Paesi diversi, che sono una delle chiavi per la realizzazione di molti progetti di oggi. Proprio a proposito di coproduzioni, ci siamo accorti che tendiamo a non dare mai il giusto peso ai rapporti di forza tra i vari coproduttori di un progetto, e a pensare erroneamente che siano tutti sullo stesso piano. Esistono invece produttori che hanno più potere di altri. E, anche qui, ci sono delle buone prassi da seguire perché le proprie idee, con l’ingresso di produttori più potenti, non vengano snaturate. Il consiglio dei produttori più esperti a quelli emergenti, è apparentemente semplice, ma va seguito. Trattare, leggere bene i contratti, essere chiari fin da subito. E poi quel film si tratta di promuoverlo. E oggi i social media sono cruciali in questo senso. Perché se il tuo film non è sul web non esiste. Ce lo ha spiegato bene Espinar Gabriel della famosa agenzia The Film Agency. Si è parlato del sistema delle vendite internazionali, di cosa significhi lavorare con le piattaforme. Nei prossimi giorni si approfondiranno gli aspetti legali delle coproduzioni, delle proprietà intellettuali e di altri argomenti chiave per chi ha deciso di intraprendere il lavoro non facile del produttore.
Il finale della serata di lunedì è stato dedicato alla presentazione di IDM Film & Music Commission Südtirol. Che è una Film Commission che offre tutti i servizi legati alla logistica, alle location e alla manodopera, ma gestisce anche un Fondo destinato alle produzioni cinematografiche, musicali, alla promozione dei film prodotti in Alto Adige. È soprattutto un grande sistema di sviluppo di talent, grazie a una scuola di cinema (ZeLIG) e di sviluppo per il territorio grazie a una forte azione di attrazione delle produzioni, con un sistema preciso e certo di assegnazione dei fondi (con 3 call definite in tre periodi precisi dell’anno, gennaio, maggio e settembre). Perché qui, in Alto Adige, si è capito prima che in altri luoghi che la produzione audiovisiva è grande volano per tutto il territorio. Quello che colpisce è come in Alto Adige si sia creato un vero e proprio ecosistema dedicato alle arti visive. Al centro c’è l’IDM Film & Music Commission Südtirol. C’è ZeLIG, la scuola di cinema che promuove una formazione hands-on e connette giovani professionisti da tutta Europa con un’attenzione alle forme visive più innovative. C’è la FAS, Film Association of South Tyrol, che riunisce professionisti che lavorano in Alto Adige o sono legati per la loro storia al territorio, che si occupa di condizioni lavorative, della questione di genere, di fondi, di attività di advocacy e di lobbying. E c’è il Bolzano Film Festival Bozen, che si svolge ogni anno in primavera.
È un lavoro accurato che dura da anni. E i cui risultati sono stati sotto gli occhi di tutti con il successo di Vermiglio, girato in Alto Adige e finanziato, tra gli altri, da IDM Film & Music Commission. Sono sempre di più le produzioni che vengono a girare in Alto Adige. Recentemente sono stati girati, grazie ai fondi della Film Commission, Bianco, il nuovo film di Daniele Vicari, coproduzione tra Italia, Francia e Belgio, Dor di Valeria Testagrossa, coproduzione tra Italia e Romania, Elon Musk Unveiled dell’altoatesino Andreas Pichler, e Jumoke, del regista esordiente Oliver Hardt, una produzione tedesca.
Nella foto (da sinistra): Lise Lense-Møller (Head of Studies EAVE), Kristina Trapp (Chief Executive EAVE), Renate Ranzi (Head of IDM Film & Music Commission), Stau Elo (Deputy CEO EAVE).
Crediti: Lucia Rose Buffa
