Mark Zuckerberg è convinto che il futuro della tecnologia passi dagli smart glasses. A tal punto da indossare praticamente sempre gli occhiali intelligenti sviluppati da Meta. “Ho fatto telefonate di lavoro mentre ero su una moto d’acqua”, ha raccontato in un’intervista pubblicata questa settimana da Complex. “L’altra persona non poteva capire che mi trovassi lì”.
Il Ceo di Meta attribuisce la qualità dell’audio alla posizione dei microfoni integrati nel nasello degli occhiali. Secondo Zuckerberg, la resa è talmente buona che “si potrebbe essere letteralmente dentro una galleria del vento e dall’altra parte la voce risulterebbe perfettamente chiara”.
Questo, aggiunge, rende ancora più semplice lavorare ovunque ci si trovi. “Non è detto che tu voglia far sapere all’altra persona che sei su una moto d’acqua”, ha scherzato.
La scommessa sugli occhiali intelligenti
Settimo uomo più ricco del mondo, Zuckerberg è il principale promotore della strategia di Meta nel mercato degli smart glasses.
L’azienda commercializza un’intera gamma di occhiali con intelligenza artificiale sviluppati insieme a EssilorLuxottica, proprietaria dei marchi Ray-Ban e Oakley. La linea parte dai Ray-Ban Meta (seconda generazione), venduti a 379 dollari, fino ai nuovi Meta Ray-Ban Display, proposti a 799 dollari e presentati da Zuckerberg durante la conferenza Meta Connect dello scorso settembre.
Il modello Display viene fornito insieme al Neural Band, un bracciale che rileva i segnali elettrici dell’avambraccio e consente di controllare l’interfaccia con semplici movimenti delle dita. Gli occhiali integrano inoltre un display sul lato destro, capace di visualizzare messaggi, notifiche, applicazioni, fotografie e perfino traduzioni in tempo reale.
Perché Zuckerberg punta tutto sugli smart glasses
La fiducia del fondatore di Meta nasce da una considerazione semplice: quasi 2 miliardi di persone nel mondo indossano già gli occhiali per correggere la vista, rappresentando così un mercato potenziale già esistente. Zuckerberg paragona questa trasformazione a quella che ha portato dal telefono cellulare tradizionale allo smartphone.
“Mi sembrava evidente che nel giro di cinque anni tutti i telefoni a conchiglia sarebbero diventati smartphone. È esattamente quello che penso oggi degli occhiali”.
Secondo il manager, gli occhiali permettono inoltre di restare “presenti con le persone che ci circondano” molto più di quanto facciano gli smartphone, offrendo allo stesso tempo un assistente AI capace di “vedere ciò che vedi, sentire ciò che senti e parlarti durante tutta la giornata”.
Zuckerberg ha spiegato che Meta lavora sulle tecnologie alla base di questi dispositivi fin dal 2014, partendo dalla realtà virtuale e aumentata, e che l’azienda sta già progettando la linea di occhiali prevista per il 2028.
L’iniziativa rientra nella sua visione della cosiddetta “superintelligenza personale”, contrapposta all’idea di un’unica grande intelligenza artificiale utilizzata da tutti. Secondo Zuckerberg, un futuro dominato da “una sola grande AI” sarebbe “un brutto futuro, indipendentemente da quanto sia potente”.
Una scommessa che costa miliardi
L’ottimismo di Zuckerberg non è nuovo. Già lo scorso anno aveva sostenuto che chi non utilizzerà occhiali dotati di AI potrebbe ritrovarsi in futuro in una posizione di “significativo svantaggio cognitivo”. Durante la presentazione dei risultati finanziari di gennaio, il Ceo aveva inoltre dichiarato che le vendite degli smart glasses erano triplicate nell’ultimo anno, definendoli “tra i dispositivi di elettronica di consumo con la crescita più rapida della storia”.
La scommessa, però, è molto costosa. Nel 2025 la divisione Reality Labs, che sviluppa gli occhiali intelligenti e altri dispositivi immersivi, ha registrato una perdita di 19,2 miliardi di dollari. Meta prevede inoltre che gli investimenti in conto capitale possano raggiungere 145 miliardi di dollari nel 2026.
“La formula della nostra azienda è sempre stata costruire prodotti in grado di raggiungere miliardi di persone e monetizzarli una volta raggiunta la scala necessaria”, aveva dichiarato Zuckerberg all’inizio dell’anno.
Gli occhiali hanno già creato anche qualche situazione imbarazzante. A febbraio, un giudice ha minacciato di sanzionare per oltraggio alla corte alcuni membri dello staff di Zuckerberg perché avevano indossato gli occhiali, dotati di funzionalità di registrazione, all’interno di un’aula in cui era vietato effettuare riprese. Se però il racconto della telefonata fatta in moto d’acqua è indicativo, Zuckerberg sembra non preoccuparsi troppo dell’opinione altrui sul suo prodotto.
Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.
