Mondiali 2026, il montepremi da 871 milioni e tutti i numeri da record

Mondiali 2026

Con il trionfo della Spagna sull’Argentina, cala il sipario sui Mondiali di calcio 2026. La finale disputata nel MetLife stadium di East Rutherford, nel New Jersey, si è rivelata uno show in perfetto stile Usa, con esibizioni musicali e super ospiti dello spettacolo.

La Coppa del mondo, quest’anno, non è stata una ‘semplice’ performance sportiva, ma un evento mediatico studiato meticolosamente: basti pensare che l’ultimo match tra le Furie Rosse e l’Albiceleste è stato teatro del primo halftime show nella storia dei Mondiali, con una durata record di 27 minuti, quasi il doppio dei tradizionali 15 minuti dedicati all’intervallo tra primo e secondo tempo.

Se si sposta lo sguardo oltre il perimetro del rettangolo verde, tuttavia, a impressionare sono i numeri da capogiro che hanno caratterizzato l’ultima edizione della massima competizione calcistica internazionale. A partire dal montepremi monstre da 871 milioni di dollari, superiore a quello del torneo in Qatar del 2022 di ‘soli’ 727 milioni.

Ogni squadra che partecipa ha diritto a una parte del premio: da quelle che chiudono i Mondiali tra il 48esimo e il 33esimo posto – a cui spettano 9 milioni di dollari – si arriva ai 50 milioni di dollari riservati ai campioni del mondo. La quota rimanente viene suddivisa tra i 48 team partecipanti, senza legare la cifra al risultato in gara. La Fifa quest’anno ha messo sul tavolo 2,5 milioni di dollari per ogni federazione e circa 16 milioni di dollari come contributi ‘aggiuntivi’, cioè per una sorta di sussidi che sono serviti a coprire i costi sostenuti dalle delegazioni per la preparazione e la logistica connessa ai Mondiali.

La Fifa è il vero campione di incassi

È però la Federazione di Gianni Infantino il vero campione di incassi. Marion Laboure, senior strategist di Deutsche Bank Research, spiega alla Bbc che la Fifa sfiora i 13-15 miliardi di dollari di ricavi (in quattro anni), derivanti dalla vendita dei diritti televisivi, i diritti di licenza e di ospitalità, gli accordi con gli sponsor e la vendita dei biglietti (su cui la Fifa trattiene una commissione del 15% rispettivamente da acquirente e venditore). Nel 2022 la cifra si aggirava attorno ai 7,6 miliardi di dollari: quest’anno è raddoppiata principalmente grazie all’allargamento del torneo a 48 squadre.

Se il calcio muove il Pil di un Paese

L’effetto Mondiali esce anche fuori dal campo, arrivando a muovere anche le economie nazionali. Secondo uno studio del 2024 dell’economista Marco Mello dell’Università di Aberdeen, pubblicato sull’Oxford Bulletin of Economics and Statistics, vincere i Mondiali porterebbe a una crescita del Pil dello 0,48% nei due trimestri successivi alla competizione. In particolare, non sarebbero le spese per i festeggiamenti a dare una spinta all’economia della nazione vincitrice, ma le esportazioni, con una crescita di 5-6 punti percentuali

Il (folle) prezzo da pagare per essere un tifoso

E poi ci sono i tifosi, con la devozione quasi cieca di chi è disposto a tutto pur di vedere i propri idoli sportivi correre dietro a un pallone. Con il boom del business mondiale, si è verificato anche un vertiginoso aumento dei prezzi dei biglietti, che hanno raggiunto cifre esorbitanti. SeatPick, una piattaforma internazionale di comparazione dei biglietti per eventi sportivi e musicali, ha stimato prezzi per singolo ticket a partire da circa 4.500 euro, fino a quasi 200 mila per chi vuole essere nelle prime file. E se si considerano i siti di rivendita, si parte da oltre 32mila dollari e, nei casi più estremi, si arriva a richieste speculative fino a 2 milioni di dollari.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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