Il Mondiale di calcio si è concluso ieri con il gol decisivo della Spagna ai tempi supplementari, ma tifosi, dirigenti e presidenti di lega continuano a discutere delle conseguenze che questa edizione potrebbe avere sullo sport negli anni a venire.
Tra le principali novità c’è stato l’allargamento del torneo da 32 a 48 squadre. Grande attenzione anche per le innovazioni tecnologiche introdotte: il Video Assistant Referee (VAR) ha suscitato reazioni contrastanti, così come la nuova referee-cam, la telecamera indossata dagli arbitri. A queste si è aggiunto un sistema semi-automatico di rilevamento del fuorigioco, capace di individuare con estrema precisione la posizione dei giocatori, fino a mostrare in alta definizione il punto esatto del terreno in cui si trovavano.
Tecnologia e AI per migliorare l’esperienza dei tifosi
Al di là delle opinioni sull’espansione del torneo o sulle nuove tecnologie arbitrali, una cosa è certa: i club e le leghe calcistiche stanno già affrontando questa trasformazione.
Per Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati stanno migliorando in modo significativo il modo in cui i tifosi vivono il calcio. Se a questo si affianca una più efficace lotta alla pirateria, secondo Tebas sarà possibile proteggere i ricavi del settore senza dover aumentare il numero delle competizioni.
Intervenendo in spagnolo al Globant Tech Summit di New York, Tebas ha spiegato che la tecnologia sta già cambiando il calcio in meglio e che il segnale più evidente riguarda proprio l’esperienza del pubblico.
Secondo il dirigente, le organizzazioni che sanno “dotarsi degli strumenti giusti, utilizzarli e gestirli correttamente” possono migliorare in maniera significativa uno degli obiettivi principali dello sport moderno: la user experience. “L’adozione della tecnologia all’interno delle nostre organizzazioni è fondamentale”, ha dichiarato Tebas. “La parte più difficile è proprio arrivarci. La tecnologia rappresenta una sfida per tutte le organizzazioni perché richiede che l’intera struttura umana sia pronta ad accogliere il cambiamento”.
Il valore economico della tecnologia nello sport
Le innovazioni introdotte sul palcoscenico mondiale sono ormai numerose: dalle telecamere in soggettiva ai sensori installati nel pallone, capaci di rilevare anche il più lieve contatto. Ma se queste tecnologie incidono sul gioco, quelle dedicate ai tifosi stanno rivoluzionando un altro aspetto fondamentale.
Tebas ha spiegato che LaLiga utilizza già i dati anche nelle trasmissioni televisive. “Li impieghiamo per migliorare l’esperienza dei nostri utenti, dei clienti e dei tifosi che seguono le partite in televisione”.
L’analisi dei dati, ha aggiunto, aiuta i telecronisti a raccontare meglio ciò che accade sul campo, offrendo agli spettatori una lettura più completa delle azioni di gioco.
Questa evoluzione consente anche una maggiore interazione con i tifosi. “Possiamo coinvolgere di più i fan. È un momento straordinario per i dati”. Secondo Tebas, LaLiga si sta trasformando in qualcosa di più di una semplice organizzazione sportiva. “In questo momento la Lega sta diventando probabilmente l’unica organizzazione sportiva che opera anche come fornitore di soluzioni tecnologiche”.
La lotta alla pirateria per proteggere i ricavi del calcio
Per Tebas, il tema della tecnologia è strettamente legato anche alla sostenibilità economica del calcio. “La pirateria crea una forma di concorrenza in cui qualcuno vende il nostro prodotto a un prezzo inferiore o addirittura lo offre gratuitamente”, ha spiegato. “Questo sottrae al settore una quota molto importante di ricavi”.
Il presidente della Liga ha citato il nuovo formato della Champions League e il Mondiale per Club come esempi della crescente pressione esercitata sul calendario calcistico. A suo giudizio, eliminare la pirateria e utilizzare l’AI per migliorare l’esperienza dei tifosi consentirebbe di preservare i ricavi senza dover continuare ad aumentare il numero delle competizioni.
L’obiettivo, ha sottolineato, è “sfruttare il momento di forte discontinuità rappresentato dall’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza di clienti, tifosi e utenti“.
Tebas ha inoltre evidenziato come la maggior parte delle decine di migliaia di calciatori professionisti nel mondo non partecipi ai tornei che generano circa l’80% dei ricavi dell’industria, sostenendo che molte decisioni vengano prese senza considerare adeguatamente l’impatto sull’intero ecosistema del calcio professionistico.
Anche i calciatori vedono i benefici della tecnologia
La visione di Tebas trova un sostenitore anche in Cobi Jones, ex nazionale statunitense che ha disputato tre Mondiali e ha seguito l’ultima edizione come commentatore televisivo.
Ripensando al 1994, l’ultima volta in cui gli Stati Uniti avevano ospitato il Mondiale, Jones ha ricordato quanto fosse diverso il rapporto tra tifosi e calcio. “Non esistevano i social media e la tecnologia aveva un ruolo molto limitato nel gioco”.
Oggi, invece, tutto è cambiato. “Quella connessione si estende in tutto il mondo ed è immediata. La tecnologia permette ai tifosi di ricevere informazioni in tempo reale e di comprendere meglio ciò che accade in campo”.
Jones ha raccontato anche un’esperienza personale: “Mi ha dato una grande gioia sapere che alcuni miei amici in Austria stavano guardando la partita e vivendo le stesse emozioni che provavo io negli Stati Uniti. Oggi siamo tutti connessi con un semplice tocco”.
Secondo l’ex calciatore, ciò che resterà davvero ai tifosi di questo Mondiale non saranno tanto i singoli episodi delle partite, quanto le emozioni vissute durante tutto il torneo. “Probabilmente non ricorderai cosa stavi facendo in una partita lo scorso martedì, ma ricorderai come ti sei sentito durante l’intero Mondiale”.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

