Salvini: no tecnici, governo con M5S fino a dicembre

Matteo Salvini sbarra la strada all’ipotesi che il Quirinale, indispettito per l’inconcludenza di questi due mesi, dia la benedizione alla nascita di un esecutivo ‘di tregua’ o tecnico che dir si voglia. E detta le sue condizioni individuando, di nuovo, nel movimento Cinquestelle, il partner per mettere in piedi l’esecutivo “di chi ha vinto le elezioni”.

Nessun governo tecnico “alla Monti” quindi o con “dame di compagnia della Commissione Ue”, un governo con M5s fino a dicembre per fare “poche cose ma bene a cominciare da una legge elettorale sul modello delle Regionali, bloccare aumenti di Iva e accise, andare a Bruxelles a dire che prima viene l’interesse nazionale”. Quindi niente fantomatiche intese con il Pd perché “ci sono loro, dove c’è Renzi non ci sono io”. Se poi, ha concluso Salvini i Cinquestelle non dovessero accettare l’accordo “non resterebbe che il voto”.

Intanto Beppe Grillo rilancia il referendum sull’Euro. In un’intervista pubblicata oggi dal nuovo mensile francese ‘Putsch’ il leader grillino insiste: “Ho proposto un referendum per la zona euro. Voglio che il popolo italiano si esprima. Il popolo è d’accordo? C’è un piano B? Bisogna uscire o no dall’Europa?”.

Pronta la reazione dell’ex segretario del Pd, Matteo Renzi. “Oggi Grillo torna al referendum sull’euro. Da quando ha capito che non andranno a Palazzo Chigi ha ripreso con insulti e follie. Sono orgoglioso di aver contribuito, con tanti amici, a evitare l’accordo con il Pd e M5S. La coerenza vale più delle poltrone”.

Visione totalmente rigettata dal ministro uscente della Cultura, Dario Franceschini. “Penso che la riflessione di Renzi sia superficiale e sbagliata. Proprio il fatto che Grillo e 5 Stelle tornino, fallita una prospettiva di governo e avvicinandosi le elezioni, ai toni populisti e estremisti, dimostra che avremmo dovuto accettare la sfida di un dialogo proprio per portarli a rapportarsi con la realtà di una azione di governo reale che non si affronta con grida e slogan”.