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Bufera su Casalino: minaccia “mega vendetta” contro Mef

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Scoppia il caso politico attorno alle dichiarazioni di Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio Conte. In un audio diffuso dalla stampa attacca duramente “i pezzi di m…” del Mef che a suo dire impedirebbero il varo, nascondendo le risorse, del reddito di cittadinanza, vera e propria bandiera del programma grillino. Di fronte ai rilievi dei tecnici dell’Economia, che in qualche modo assolve invece il ministro Giovanni Tria, il portavoce del governo minaccia”una megavendetta” per ‘estirpare’ i tecnici del ministro Tria.

Puntuale è scoppiata la polemica politica: con il Movimento Cinquestelle schierato in difesa del suo storico esponente e il Pd che ne chiede le dimissioni. Emblematica la bacchettata arrivata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti che senza troppi giri di parole ha dichiarato: “Non credo che il portavoce del premier abbia il potere di cacciare qualcuno”. Strali arrivano anche dal Pd. “Chi lavora nelle Istituzioni ha l’obbligo di servirle con disciplina e onore. Il signor Casalino non è più compatibile con la sua funzione”, dice l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. 

E’ lo stesso Rocco Casalino a spiegare l’accaduto. “Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce. Una mia conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti. La pubblicazione viola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, se fosse accertato che sia stata volontariamente diffusa ad opera dei destinatari del messaggio, viola le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni”, afferma il portavoce di palazzo Chigi. Poi, nel merito di quanto affermato: “Il delicato incarico che ricopro mi impone di chiarire che i contenuti della conversazione”, il cui audio è stato diffuso dai media, “sono da considerare alla stregua di una libera esternazione espressa in termini certamente coloriti, ma che pure si spiegano in ragione della natura riservata della conversazione, che non c’era nessun proposito da perseguire in concreto ma più una sensibilità presente all’interno dei 5Stelle e che era mia premura rappresentare”.

Il premier Conte interviene per ribadire la fiducia nel suo portavoce. “Ribadisco la piena fiducia nel mio portavoce e approfitto per ribadire la piena compattezza e unitarietà del governo nell’elaborazione della manovra economica”, dice, sottolineando: “Sono giorni molto intensi e stiamo lavorando tutti, on il sostegno delle strutture amministrative, per realizzare le riforme più idonee a rilanciare la crescita e lo sviluppo sostenibile del Paese”.

La replica del Tesoro arriva dopo qualche ora di riflessione. “Il bilancio dello Stato è pubblico e visionabile da tutti sui siti istituzionali. L’attribuzione di risorse a determinate voci di bilancio piuttosto che ad altre non spetta alle strutture tecniche del Ministero dell’Economia perché è una scelta politica. Ovviamente anche il reperimento delle coperture finanziarie rientra in questo stesso ambito. I tecnici del Mef stanno lavorando attivamente per valutare costi e effetti delle varie proposte politiche, comprese le possibili modalità di copertura degli interventi. Ma le decisioni sulla scelta delle soluzioni competono alla politica”, fanno notare fonti di via XX Settembre.

Le stesse fonti riportano anche la posizione del ministro dell’Economia Giovanni Tria: “esprime piena fiducia ai dirigenti e alle strutture tecniche del MEF e apprezzamento per il lavoro che stanno svolgendo a sostegno dell’attuazione del programma di governo, come peraltro evidenziato dal Presidente del Consiglio”.

Portavoce o megafono

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